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Anche se le origini del golf sono profondamente radicate in Occidente, negli ultimi decenni l’Asia è salita sulla ribalta nella globalizzazione del nostro sport. Grazie soprattutto alla crescita economica della Cina e all’am-pliamento della classe medio-alta di questo enorme continente, oltre alla presenza di diversi atleti – e atlete – imbattibili sui Tour mondiali, in Asia il golf si sta diffondendo a macchia d’olio, anche nei Paesi più impensabili. E nei modi più impensabili: accanto a splendidi campi tradizionali, si sta diffondendo anche l’abitudine di ricavare veri e propri percorsi di golf – curatissimi e intriganti – anche in mezzo alle metropoli, tra i grattacieli. Ecco, in queste pagine, qualche esempio di come si possa giocare circondati dal vetrocemento.

SINGAPORE Marina Bay Golf Course: un links tra i grattacieli 18 buche, par 72, 6.561 metri. Info: www.mbgc.com.sg. – Singapore, la città-stato, è cresciuta fino a diventare uno dei miracoli economici dei tempi moderni. Ma più aumenta il progresso e più aumentano i costi. Qui i prezzi immobiliari sono tra i più elevati al mondo, quindi trovare un campo da golf subito a ridosso del distretto finanziario è una sorpresa. Il disegno di Phil Jacob porta un links ai tropici. Pot bunker, fairway ondulati e persino un ruscello che scorre attraverso diverse buche li immagineresti in Scozia e non nel Sud Est asiatico. Ma il campo è davvero giocabile, se ci si tiene lontani dagli ostacoli di sabbia che costellano le aree di atterraggio del drive. Gestito dalla divisione sportiva del National Trade Union Congress del Paese, il tracciato offre spettacolari viste dello skyline della città, con la ruota panoramica del Singapore Flyer a rompere gli schemi. È l’unico percorso pubblico del Paese ed è sempre pieno, sia in settimana che nel week-end. Una delle cose più belle del giocare qui è concludere con il par 5 della buca finale, un’impresa che richiede due grandi col-pi prima del ruscello e la gestione del piccolo green a due piani. La bella club house, disegnata da DP Architects, uno degli studi di architettura più importanti del Paese, è un grande esempio di come portare l’esterno all’interno. La terrazza senza pareti offre infatti una vista globale delle impegnative buche di Jacobs, con il complesso urbano di Singapore da sfondo panoramico, anche se in un certo senso surreale.

KUALA LUMPUR, MALESIA Royal Selangor Golf Club: all’ombra delle PetronasOld Course: 18 buche, par 72, 6.164 metri New Course: 18 buche, par 72, 6.039 metri9 buche executive Info: www.thersgc.com – È uno dei golf club più antichi del Sud Est asiatico, se non del continente intero: ciò spiega la sua location meravigliosa giu-sto a un passo dalle iconiche Petronas Twin Tower. Costruito nel 1893, il Royal Selangor Golf Club è uno dei circoli più esclusivi della Malesia e viene regolarmente classificato tra i migliori del Paese. Comprende due percorsi – Old e New – con il secondo che si snoda intorno alle prime nove buche del più vecchio e rinomato Old Course. Parte del fascino del RSGC è il contesto boschivo che si staglia nel cuore della congestionata capitale del Paese. La proprietà faceva parte di una struttura di ricerca arborea del Di-partimento Forestale, il che spiega la sua rigogliosa flora accanto ai tanti laghetti. Nelson e Haworth hanno rinnovato il campo diversi anni fa. Il lavoro ha comportato la rimozione di alcuni alberi a beneficio di una migliore crescita dell’erba. Inoltre, la maggior parte del tracciato sia dell’Old che del New è ancora caratterizzata da stretti fairway e strategici bunker che “difendono” strenuamente il campo. Essendo uno dei primi percorsi del Sud Est asiatico, il RSGC ha ospitato gare prestigiose, tra cui il primo Malaysian Open, che oggi fa parte dell’Asian Tour ed è inserito anche nel calendario dell’European Tour dal 1999. La club house conserva molto del suo splendore coloniale e una miriade di campi sportivi, insieme a diverse opzioni per mangiare, aiutano a rendere il circolo un luogo esclusivo dove l’iscrizione è molto ambita dal Gotha del Paese.

INCHEON, COREA DEL SUD Jack Nicklaus Korea Golf Club: decisive le linee dei putt 18 buche, par 72, 6.830 metri. Info: www.jacknicklausgolfclubkorea.com – La Presidents Cup 2015 ha portato questo campo alla ribalta del golf mondiale. Il percorso di Nicklaus è un palcoscenico perfetto per un torneo importante, con visuali mozzafiato disseminate lungo tutte le 18 buche da campionato. Ma forse l’aspetto più eccezionale del club è la sua posizione all’interno del Songdo International Business District di Incheon. Progettato proprio per favorire il business, il club è accessibile dall’Incheon Interna-tional Airport lungo lo spettacolare Incheon Bridge lungo più di 12 km. I complessi residenziali di lusso e gli edifici commerciali situati lungo strade molto organizzate sono un segno caratteristico di Songdo. Ma te ne dimentichi facilmente quando sali sul tee della 1. Perchè Nicklaus non disegna mai un campo difficile senza un motivo. Qui ha ammorbidito le pretese dal tee, ma ti impegna molto negli approcci. I green sono più che insidiosi e trovare la giusta linea del putt fa la vera differenza. La maggior parte dei green è rialzata, il che rende decisiva la scelta del basto-ne per raggiungerli. Gale International, una società immobiliare americana, e POSCO E&C, un gruppo coreano, hanno sviluppato insieme il Jack Nicklaus Korea Golf Club. Il suo background di alto profilo si riflette nel fee di iscrizione, che facilmente raggiunge la stratosfera delle sei cifre. Oltre al campo, anche la club house è un grande esempio di splendore stilistico. Sotto a tetti elegantemente sagomati – un sottile contrasto con la rigidità delle torri vicine – gli spazi sono lussuosi quanto gradevoli. Gli spogliatoi sono probabilmente i migliori del Paese e invogliano a fare tappa nella rassicurante sauna, per assorbire pienamente la bellissima atmosfera.

GIACARTA, INDONESIA Senayan National Golf Club: un’oasi nel cuore degli affari18 buche, par 72, 5.630 metri. Info: www.senayangolf.com – Giacarta è una città impegnativa, con i suoi dieci milioni di abitanti. Ma se vogliamo trovare un’oasi nel cuore del suo movimentato distretto degli affari, dobbiamo andare al Senayan National Golf Club. Contrapposti a 32 ettari di edili-zia residenziale eccellente, il campo e il circolo offrono un rifugio tranquillo dalle fatiche della città. Ma se pensi che sia solo una striscia di terra costellata da qualche buca ti sbagli di grosso. Il campo di Senayan è un arazzo finemente disegnato che offre al golfista una severa sfida e su qualche buca una meravigliosa scusa per far andare il driver. Ovviamente la precisione e la consapevolezza delle proprie distanze con i ferri sono un vantaggio. O, meglio, un obbligo. L’esperienza di lunga data del designer Bob Moore in Indonesia si è ben prestata per trasformare un pezzo di terra rettangolare in un’opera d’arte (in senso golfistico). Cespugli di bougainville illuminano i sentieri e laghetti con fontane spesso distraggono dal colpo preciso che serve per trovare il green. Il campo è stato inizialmente aperto nel 1968 come Kebayoran Golf Course, su 20 ettari di terra. Negli anni Ottanta è stato acquistato altro terreno immobiliare e gli è stato dato un nuovo nome, Klub Gold Senayan. Moore è stato incaricato di rinnovare il campo nel 2011, il che ha dato vita al nuovo appellativo ufficiale, Senayan National. La ristrutturazione ha compreso anche lavori infrastrutturali e nuovi servizi come spogliatoi, un bar e una lounge in club house. Ma è nel percorso che oggi il Senayan si erge a re. Moore ha svelato qualcosa sul suo lavoro quando ha affermato: «La progettazione del panorama è da tempo considerata un’arte. Sebbene la struttura di un campo da golf sia basata principalmente sulla conformazione della terra, è spesso una meditata integrazione di piante nel disegno a essere più apprezzata dai golfisti. Un buon progetto di campo da golf deve incorporare l’uso artistico e creativo di alberi, arbusti e manti. Io credo che nella rinascita del Senayan National Golf Club scoprirete nel suo disegno un gradimento per l’arte della scultura, della musica, del disegno, del panorama e “l’arte dell’architettura dei campi da golf”».

MUMBAI, INDIA Willingdon Sports Club: fairway stretti e bunker in erba18 buche, par 72, 4.114 metri. Info: www.willingdonclub.com – L’impatto umano in qualsiasi città indiana può essere sconvolgente. Ma quando entri nell’area metropolitana di Mumbai, ti trovi davvero in un altro mondo. Difficile, quindi, immaginare 18 buche nel mezzo di questa metropoli congestionata e problematica. Eppure, provare per credere. Ovviamente il campo da golf del Willingdon Sports Club era presente ancora prima che la città crescesse fino alle sue dimensioni attuali. Fondato da Lord Willingdon, allora Gover-natore di Bombay, ha una storia di partenza davvero interessante. A quanto pare, a Willingdon fu vietato di ospitare un Maharajah in ambienti di prima classe come il Bombay Gymkhana o il Royal Bombay Yacht Club, che ammettevano solo europei; perciò decise di dar vita a un proprio club aperto a indiani ed europei. Oggi, il Willingdon ha un percorso di 18 buche, l’unico pubblico in città. Non è lungo, ma i fairway sono stretti e ha la fama di avere il maggior numero di bunker in erba del Paese. Vanta anche una buona gamma di campi per altri sport (come tennis, squash e badminton), una pale-stra e una piscina.

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