Spesso gli atleti che seguo mi parlano della loro “paura di sbagliare”, del loro timore di eseguire un colpo non corretto o di ripetere il loro “errore tipico” quando si trovano a giocare in gara.

Questa forma di ansia da prestazione colpisce il giocatore quasi esclusivamente durante le competizioni o in situazioni prestative soggette ad una qualche forma di valutazione (v. pubblico, osservatori ecc). Si manifesta come un vero e proprio “blocco” che non consente di eseguire fluidamente il gesto tecnico a causa di un irrigidimento muscolare del corpo del giocatore. E’ caratterizzata da una marcata difficoltà a focalizzare la propria attenzione sul target, prestando invece maggiore attenzione agli ostacoli circostanti, e da una difficoltà nell’eseguire il colpo non essendo completamente convinti della decisione presa, finendo, al contrario per avere la mente piena di dubbi e perplessità circa la scelta strategica e l’esecuzione del movimento. Spesso in queste circostanze il movimento finisce per non essere eseguito in modo automatico, ma costantemente controllato e monitorato per avere una percezione di maggiore sicurezza e padronanza sul movimento, portando pressoché invariabilmente ad un errore.

Questa paura può avere molteplici origini ed è spesso legata a periodi particolari della propria carriera golfistica, tuttavia il minimo comune denominatore di queste situazioni può essere individuato in una scarsa self-confidence e self-efficacy, ossia in una ridotta consapevolezza e confidenza delle proprie risorse e potenzialità se rapportate all’entità della sfida che ci si trova ad affrontare.

Nonostante sia fondamentale comprendere con l’aiuto di un professionista della preparazione mentale, quale sia l’origine di questa “paura” in ciascun caso specifico, lavorare alla costruzione di una buona routine pre-gara e pre-colpo, insieme alla sperimentazione della visualizzazione, rappresentano gli strumenti d’elezione per far fronte ai pensieri ed alle emozioni negative che accompagnano questo stato di “blocco”.

La realizzazione di una Think Box efficace, capace di produrre decisioni chiare delle quali il giocatore possa essere pienamente convinto, l’esecuzione di una routine in grado di creare le condizioni per un elevato livello di concentrazione e la possibilità di accedere alla Play Box con la mente libera dai pensieri ma con una focalizzazione sulle sensazioni più favorevoli per l’esecuzione del proprio colpo, rappresentano infatti un interruttore capace di spegnere i timori e le preoccupazioni di cui stiamo parlando.

Un ulteriore aiuto nel creare le condizioni ideali per affrontare la gara ed i singoli colpi è rappresentato dall’utilizzo della visualizzazione, che può essere utilizzata, a seconda delle esigenze, come anticipazione mentale dell’intera gara, di ciò che si vorrà veder accadere in campo, del primo tee shot o del singolo colpo corretto, come viene descritto perfettamente da Jack Nicklaus: “Prima di ogni colpo vado a recuperare il filmato nella mia testa. Questo è ciò che vedo. Per prima cosa vedo la palla posizionata proprio lì dove voglio che finisca, bella e bianca appoggiata su un erba verde e brillante. Poi vedo la palla che arriva lì; la sua linea, la traiettoria ed anche il suo comportamento durante l’atterraggio. La scena successiva mostra me stesso mentre eseguo un buono swing e mi consente di portare alla realtà tutte le immagini precedenti. Questi ‘filmati casalinghi’ sono la chiave della mia concentrazione e del mio approccio positivo nei confronti di ogni colpo”.

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