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Secondo successo consecutivo per l’australiano Adam Scott che, dopo essersi imposto la scorsa settimana nell’Honda Classic, ha fatto suo anche il WGC Cadillac Championship – al quale non hanno partecipato giocatori italiani – disputato sul percorso del Trump National Doral (par 72), a Miami in Florida. Il 36enne di Adelaide ha concluso con 276 (68 66 73 69, -12) lasciando a un colpo Bubba Watson (277 – 69 69 71 68, -11) e a due l’inglese Danny Willett e il nordirlandese Rory McIlroy (278, -10), che ha ceduto clamorosamente (74, +2 di giornata) pur essendo partito per il giro finale con tre colpi di margine su Dustin Johnson e sullo stesso Scott

Al quinto posto con 279 (-9) Phil Mickelson, al sesto con 280 (-8) Jimmy Walker, al settimo con 282 (-6) l’inglese Paul Casey, all’ottavo con 283 (-5) Rickie Fowler e Smylie Kaufman e all’11° con 285 (-3) lo spagnolo Sergio Garcia.

Altro cedimento quello di Dustin Johnson, campione uscente, che un 79 (+7) ha relegato in 14ª posizione con 286 (-2) insieme al sudafricano Louis Oosthuizen. Appena dietro Jordan Spieth, numero uno mondiale, il sudafricano Charl Schwartzel e l’inglese Justin Rose, 17.i con 287 (-1), e hanno navigato per tutta la gara tra media e bassa classifica l’australiano Jason Day, 23° con 288 (par), lo svedese Henrik Stenson e il nordirlandese Graeme McDowell, 28.i con 290 (+2), il giapponese Hideki Matsuyama, 35° con 292 (+4), il tedesco Martin Kaymer, 42° con 294 (+6) e Zach Johnson, 47° con 295 (+7).

Scott ha iniziato male perdendo tre colpi in cinque buche (un birdie e due doppi bogey), ma approfittando degli errori di McIlroy (due bogey) e aiutandosi con due birdie alla nona buca si è trovato ancora in piena corsa per il titolo con un parziale di “meno 9” a un colpo dal nordirlandese e da Bubba Watson, entrambi con “meno dieci”. A quel punto Scott ha inserito una marcia in più e con quattro birdie in cinque buche è passato avanti e non è stato più raggiunto. Ci ha provato Bubba Watson, ma un bogey alla 14ª  gli è stato fatale (68, -4 con un eagle, tre birdie e un bogey), e McIlroy ha alzato bandiera bianca con il terzo bogey alla 13ª ed è stato inutile l’unico birdie alla 16ª.

“Oggi in campo mi è successo di tutto - ha detto Adam Scott – nella gamma dal brutto al buono, ma sono molto felice di aver vinto un torneo del WGC al quale tutti noi teniamo in maniera particolare. Ho avuto modo di giocare varie volte su questo percorso sul quale mi trovo bene, ma non ero mai stato in condizioni di impormi ed esserci riuscito è qualcosa di speciale. Dopo il secondo doppio bogey ho pensato al peggio, ma i due birdie arrivati subito dopo mi hanno fatto comprendere che potevo ancora farcela, specie poi quando ho visto McIlroy in difficoltà. Mi son detto che se avessi cambiato passo sulle seconde nove buche nulla sarebbe stato impossibile. Così è stato, ma la pressione è stata veramente forte”.

Adam Scott ha portato a due i titoli nei tornei WGC, dopo il WGC Bridgestone Invitational (2011), in un palmares che comprende un major (Masters 2013), dieci vittorie nel PGA Tour, sette nell’European Tour, due nell’Asian Tour e quattro nel PGA Tour of Australasia. Per il successo ha ricevuto un assegno di 1.620.000 dollari su un montepremi di 9.500.000 dollari ed è salito dal nono al sesto posto nella classifica mondiale (p. 7,48), dove è rimasto in vetta Jordan Spieth (p. 11,35) e dove Rory McIlroy è tornato al secondo posto (p. 9,87) al danni di Jason Day (p. 9,64).

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