zika

Il virus Zika fa tremare anche il golf. Dopo mesi di difficoltà e di ostacoli, affrontati egregiamente per la costruzione del percorso di golf ai Giochi Olimpici di Rio 2016, ecco che compare all’orizzonte un’emergenza preoccupante. Emergenza mondiale, che affligge il Brasile già da quasi un anno. Era l’aprile del 2015 quando iniziò l’epidemia da virus Zika, con migliaia di nuovi casi nel sud e centro America e almeno 3.500 casi di microcefalia nei bambini nati tra ottobre 2014 e gennaio 2015.

Un’epidemia che si è propagata fino a oggi e che ora coinvolge davvero tutto il mondo. Si parla di una possibile tragedia peggiore di quella che è stata l’Ebola in Africa. Anche se i sintomi nei più grandi sono una lieve febbre ed eruzioni cutanee, che durano da un minimo di due giorni a un massimo di una settimana, possono presentarsi casi ben più gravi. Soprattutto per le donne in gravidanza, che nel caso di punture possono trasmettere il virus al feto, con rischio di microcefalia, una malformazione del cranio, con deficit di crescita a livello cerebrale.

Il pericolo di malattie neurologiche come la sindrome di Guillain-Barré, che può portare alla paralisi, esiste anche per gli adulti. E non esistono vaccini o cure. L’unico modo per limitare il contagio è tenere sotto controllo le popolazioni di zanzare Aedes aegypti le cui punture trasmettono il virus e, pertanto, stare prudentemente lontano dai luoghi in cui gli insetti depongono le uova. Paludi, rifiuti, stagni e laghi sono altamente pericolosi.

I laghi, appunto, uno degli ostacoli più ricorrenti nei campi da golf… E il percorso di Rio non ne è esente, anzi. Proprio sulla sua superficie e intorno al suo perimetro sorgono diversi laghi e stagni circondati da una fitta vegetazione, diventando un possibile focolare di virus Zika. In particolare, il percorso disegnato da Gil Hanse presenta ben due laghi artificiali. Il primo entra in gioco alla buca due, tre e cinque, mentre il secondo, più piccolo, solo alla dieci.

Ecco quindi che l’International Golf Federation (IGF) sta adottando misure per educare i giocatori e gli spettatori, specialmente le donne in gravidanza, per quanto riguarda i rischi nel caso di contrazione della malattia. La IGF e il Comitato Olimpico stanno lavorando fianco a fianco con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per combattere la diffusione del virus, considerando che oltre 500.000 persone arriveranno a Rio per i Giochi.

“Stiamo discutendo su quali possano essere le precauzioni da prendere, sia sul percorso che intorno ad esso, durante le gare e faremo in modo di implementarle al massimo”, ha affermato Ty Votaw, vice presidente della IGF. E tra questi misure ci saranno senz’altro la distribuzione di repellenti anti zanzare. Ma si cercherà soprattutto di eliminare il problema alla fonte, evitando che l’acqua dei laghi diventi stagnante.

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