azalea

Azalea: una pianta dai fiori fucsia per molti. Ma per i golfisti di tutto il mondo, è molto di più. Il termine “Azalea” richiama alla mente una delle buche più famose al mondo e, ovviamente, il percorso che le dà dimora. Si tratta della buca 13 dell’Augusta National. Par 5 di 466 metri, è la più famosa e per certi versi anche la più ostica di Augusta. Con le sue azalee fucsia, ma anche rosse e gialle, a far da guardia al green (da qui il soprannome Azalea) è anche una delle più sceniche e soprattutto più colorate del campo. Senza dimenticare i caratteristici ponti in pietra ricoperti di erbetta che, grazie alla mano di George Cobb, nel 1955 sostituirono i preesistenti in legno.

Insomma la buca 13 è un simbolo di Augusta e forse la buca ad aver subito più cambiamenti nel corso degli anni. Pensate che nel 1934 era lunga 438 metri, aveva meno bunker intorno al green e il tee di partenza era più a sinistra, penalizzando così il dog-leg. Ora è lunga quasi trenta metri in più. Metri che hanno fatto arretrare il tee di partenza, a beneficio del dog-leg ora molo lungo, che costringe i giocatori a effettuare tee shot estremamente in draw per avere un secondo colpo con un’ottima visuale del green.

Questo è stato l’ultimo cambiamento, almeno fino ad ora. Le cose potrebbero infatti cambiare: fonti ben informate avrebbero riferito a Golf Week l’intenzione dell’Augusta National di comprare alcuni lembi di terra del vicino Augusta Country Club. Per allungare ulteriormente la buca 13 e non solo. Dovete infatti sapere che il tee di quest’ultima e il green della buca 12 (cuore dell’Amen Corner) confinano con la buca nove dell’Augusta Country Club.

L’obiettivo dei responsabili di Augusta sarebbe quello di offrire 27 milioni di dollari all’ACC per comprare il terreno vicino (la buca nove) e far sì che i confini non siano più così labili. La decisione è del tutto sensata: nei tanti anni di Masters è successo persino che una pallina proveniente dall’Augusta Country Club finisse sul green della buca 12 dell’Augusta National, dove in quel momento stava puttando Tiger.

Se il progetto andasse a buon fine, verrebbe costruita una strada dietro al un nuovo tee della 13, così da poter collegare quest’ultima alla 12 e alla 11. Cosa non meno importante, i 466 metri di lunghezza dell’Azalea diventerebbero 512, trasformandola in una delle buche più difficile del golf mondiale.

Come convincere l’Augusta Country Club a rinunciare a una sua buca? Semplice: ricostruendola. Il percorso casa del Masters ha infatti proposto al vicino di far ridisegnare dai propri architetti la buca 9. Tom Fazio, architetto del National, e Brian Silva, architetto del Country Club sarebbero già al lavoro insieme per apportare questi cambiamenti, che certamente – viste le poche settimane al Masters di quest’anno – inizieranno solo dopo Aprile.

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