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Chi avrebbe mai immaginato che un soldato, il cui compito è quello di proteggere e salvare vite umane, potesse essere salvato a sua volta dal golf? Proprio così: il golf a volte aiuta a vivere.

Chad Pfeifer è un veterano dell’esercito americano, che il 12 aprile 2007 è rimasto gravemente ferito durante un attentato in Iraq, mentre era a bordo della sua auto di pattuglia. La forte esplosione lo ha scaraventato a terra, provocandogli la perdita della gamba sinistra.

Quando tutto sembrava drammaticamente complicato e il futuro difficile, la magica pallina bianca è venuta in suo soccorso, facendogli rincorrere il sogno di diventare un giorno un professionista del PGA Tour.

E per farlo ha coltivato e continua a farlo giorno per giorno la sua nuova grande passione. Pfeiffer sarà infatti questa al Diamond Invitational nel Golden Bear Club in Florida, uno dei tornei più ricchi di star, atleti ed ex professionisti del golf, nel quale i 60 partecipanti competono per conquistare il montepremi di 500.000 dollari. Il tutto per beneficienza, perché i ricavati verranno donati al Florida Hospital for Children.

Ci saranno leggende della Major League di Baseball come Reggie Jackson e Roger Clemens e gli Hall-of-Famers dell’NFL Jerry Rice e Marcus Allen.

Ma se chiedete a tutte le celebrità presenti, chi sia la vera star, quella per cui vale la pena stare davanti a Golf Channel tutti i giorni per vedere la competizione…quella per cui vale la pena comprare un biglietto per recarsi al Golden Bear Club…quella a cui chiedere l’autografo…La risposta è una sola: Chad Pfeiffer, l’americano che ha speso la propria vita per il proprio paese.

Quattro anni dopo aver perso la gamba, ha vinto nel 2011 il National Amputee Golf Championship. Si è classificato quinto all’American Century Championship del 2014 e ha persino partecipato ad alcuni eventi di Tour satelliti. Senza contare, che ha preso parte come concorrente a “The Big Break”, il reality show di Golf Channel.

“Il Golf mi ha dato la carica di cui avevo bisogno”, ha affermato Chad. “È stata la mia ultima terapia. Quando ero depresso, il golf mi ha permesso di andare avanti. Mi ha permesso di stare meglio e di migliorare la mia vita….Oltre al mio score!”.

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