schwartzel

Un sorriso a 32 denti. E uno sguardo pieno di gioia, quasi da fare invidia ai bambini. Oggi più che mai Charl Schwartzel è esempio di grande forza di volontà, tenacia fisica e psichica. Tipicamente di quelle persone, che ce la mettono tutta per raggiungere i propri obiettivi nella vita. Il sogno da raggiungere li fa continuare a crederci, magari anche dovendo arrivare al punto di mollare.

Ma l’obiettivo è sempre lì e ti fa ricominciare da zero, magari guardando le cose da una prospettiva diversa: con più calma e riflessione, consapevoli che nella vita la ruota prima o poi girerà. E questa ruota per Charl ha girato proprio ieri, durante l’ultimo giro del Valspar Championship, quando è finalmente tornato il suo momento. Tornato sì: come si può, infatti, dimenticare che proprio lui vinse il Masters nel 2011, con quattro birdie consecutivi nelle ultime buche.

Era al massimo della forma e sapeva che avrebbe vinto ancora. Così non è stato e sono passati cinque anni, lunghi e difficili, durante i quali Schwatzel ha persino deciso di prendersi un momento di pausa. Aveva perso confidenza nel suo swing ed era entrato in crisi, così frustrato da considerare l’idea di saltare i playoff della FedEx Cup lo scorso settembre.

“Ho pensato di ricominciare da capo, di dare al mio gioco la giusta forma e far sì che questo potesse essere un buon anno”, ha affermato. “È difficile dire cosa mi sia successo, ma avevo bisogno di fiducia in me stesso”.

Quindi ecco la decisione di trascorrere molti mesi in Sud Africa, lavorando con suo padre, il suo unico allenatore. Ha recuperato le vecchie sensazioni di quel 2011, ormai lontano, cominciando a sentirsi meglio già durante la Presidents Cup di ottobre. Ha vinto due tornei in Sud Africa e ora è arrivata la conferma. Schwartzel è tornato a crederci, ad avere fiducia in sé stesso.

Lo ha dimostrato nel gioco messo in campo ieri, quando ha recuperato un gap di cinque colpi, che all’inizio dell’ultimo giro lo separava da Bill Haas. Un 67 giornaliero ottenuto con qualche bogey di troppo ma con due splendidi birdie ai par tre della 13 e della 17. In entrambi i casi, il campione sudafricano ha imbucato due putt pazzeschi: il primo di quai venti metri e il secondo di sette. Ha così recuperato ben sette posizioni e si è portato in testa a pari merito con Haas, pronto per  affrontare il playoff. Un playoff durato appena una buca: gli è bastato un par semplice e comodo per vincere.

“È una sensazione grandiosa”, ha affermato nella conferenza stampa di fine gara. E noi semplici spettatori, amanti del golf spettacolo dal finale inaspettato non potremmo che concordare. È stato davvero grandioso…

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