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Ci siamo, sta per iniziare il Major più antico del golf. Il Major più magico, che racchiude in sé la storia, l’eleganza, e anche la tradizione inglese di questo sport. L’amato Regno Unito, dove tutto è iniziato, che nemmeno un mese fa ha deciso di uscire dall’Unione Europea. Com’è da tradizione il The Open Championship si svolgerà proprio nel Regno Unito, più precisamente a Royal Troon. Gli effetti della Brexit si sono fatti sentire però anche sul Major più antico del golf. Come già sappiamo, visto che si parla di sterline, euro e dollaro e quindi di valute, l’effetto più immediato l’ha avuto sui mercati ma anche, in piccola parte, sul montepremi del British Open.

La R&A ha infatti annunciato la scorsa settimana che il montepremi totale del Major quest’anno sarà di 6.500.000£, ben 200.000£ in più dello scorso anno. Questo significa che, se Zach Johnson lo scorso anno era riuscito a conquistare una borsa di ben 1.150.000£, il Champion of the year del 2016 porterà a casa 1.175.000£, ben 25.000 in più. Niente male, direte voi. Peccato, che oggi entri in gioco a gamba tesa il negativo effetto Brexit.

Già, perché se l’anno scorso il cambio sterlina-dollaro era di circa 1,56 (oggi 1,30) – che tradotto in cifre significava 1.800.000$ per il vincitore – quest’anno c’è poco da stare allegri: la borsa in palio ha perso 280.000$. Se dovesse vincere un americano o comunque un professionista residente negli Stati Uniti, ad oggi si porterebbe a casa ‘appena’ 1.524.715$ (Fonte: Il Sole 24Ore). In questo caso la sterlina ha quindi perso il 18,05% nei confronti della valuta americana.

Se si considera invece l’Euro, la valuta del Regno Unito ha perso il 13,33% . Lo scorso anno infatti Johnson ha portato a casa 1.591.255€, quest’anno il futuro vincitore europeo conquisterà ad oggi 1.379.002€ (Fonte: Il Sole 24Ore), ben 213.000€ in meno. Un aumento fittizio, che forse la R&A ha fatto di proposito conscia degli effetti negativi portati da Brexit. Certo, il montepremi non è comunque male per quattro giorni trascorsi a giocare a golf su uno dei percorsi più belli al mondo. Ma le conseguenze del ‘pazzo’ voto inglese si fanno già sentire anche sul golf.

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