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Con la vittoria di ieri all’Abu Dhabi HSBC Challenge, Rickie Fowler è quarto nell’Official World Golf Ranking, chiedendo ufficialmente spazio ai Big Three del golf internazionale. Si può così asserire, che il “terzetto dei grandi” composto da Spieth, Day e McIlroy, sia diventato ormai un “Big Four”, vista la grande prestazione dell’americano.

Un quartetto, che ha in mano le redini del golf e che, vista la giovane età (hanno 103 anni in quattro) ci farà trascorrere anni davvero incredibili. Le premesse ci sono tutte, a suon di risultati. Ma in verità, a dirla tutta, c’è ancora chi non considera Fowler un grande campione. Nonostante la sua vittoria al The Players nel 2015 (che da molti è considerato il quinto Major) e le altre ottime vittorie, Rickie non sarebbe ancora pronto per far parte del magico quartetto… Almeno finché non vincerà il suo primo Major.

Non resta allora che aspettare … ma sembra che non manchi molto. Ciò che però mette tutti d’accordo è senza dubbio una cosa: Fowler è il giocatore più alla moda del golf. Il più “stiloso”, usando un termine che arriva direttamente dallo slang dei più giovani. Quei giovani che anche sui percorsi italiani ne prendono esempio e lo imitano, indossando cappellini e magliette arancioni rigorosamente firmati Puma.

Un’icona del golf moderno, che anche ad Abu Dhabi non ha voluto affatto smentirsi. Perché mentre sul web si discuteva sulla nuova rivoluzione degli “shorts” introdotta dallo European Tour, c’era chi si scandalizzava per il nuovo look portato in campo da Fowler. O meglio per i nuovi pantaloni, giusto per restare in tema.

Può piacere, come può non piacere: ma è uno stile davvero incredibile, degno forse del Pitti di Firenze e della settimana della moda di Milano. Quei “Jogger” indossati con le nuove Puma “high top” sono qualcosa di unico, che non si era mai visto prima sui campi da golf e che sbarcherà presto anche in Italia. Solo Fowler, insieme con la Puma, avrebbe potuto osare tanto, riportando un successo assicurato soprattutto tra i giovani.

Perché il segreto non sono i Jogger, la nuova frontiera di pantaloni che troviamo anche nei negozi di moda in Italia, a metà strada tra un pantalone della tuta e un jeans. Ma sono proprio le Puma, rigorosamente bianche e arancioni nell’outfit della domenica, in formato High Top ovvero alte fino alla caviglia. High Top che non sono affatto una novità: avete presente le Converse All-Stars, calzate in molti almeno una volta nella vita? Ecco, nascono proprio dalla famosa casa americana, che realizzò le prime scarpe “alla caviglia” per il basket nel 1920, diventate da quel momento un must per tutti i giocatori … e non solo. Tant’è che Chuck Taylor, stella del basket, prestò il suo nome proprio a questo modello, un po’ strano ma ben presto amato.

La Puma e Fowler hanno fatto qualcosa di straordinario portando queste scarpe anche nel golf. Una rivoluzione sia nella moda che nello sport, visto che fino a qualche settimana fa erano considerate solo scarpe da basket. Ed ecco perché la vittoria di Fowler è stata una vittoria con stile: è stato il primo giocatore a vincere con le scarpe High Top. … Che poi, verrebbe da pensare: se si indossano nella vita di tutti i giorni perché non dovrebbero essere indossate anche praticando il proprio sport preferito?

“Per il 2016 volevo qualcosa che rappresentasse la mia personalità, che mi desse un look unico. Ora Indosso sempre le High Top per giocare a golf. Alla Puma, gli stilisti del golf e della moda hanno progettato insieme questo nuovo modello e hanno fatto uno splendido lavoro. Continuerò a indossarle per tutto l’anno e oltre”. Così ha commentato Fowler, che del resto ha lavorato a stretto contatto con la Puma per progettare questo nuovo look.

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