Arnold Palmer Invitational

Il nordirlandese Rory McIlroy, numero due mondiale, e l’australiano Jason Day, numero tre, divisi da pochi centesimi di punto nel world ranking e quindi in continua lotta per difendere o riconquistare la posizione, si dividono equamente le attenzioni alla vigilia dell’Arnold Palmer Invitational (17-20 marzo), torneo del PGA Tour, dedicato al grande campione statunitense, che avrà luogo sul percorso del Bay Hills Club & Lodge a Orlando in Florida.

Sarà della partita Francesco Molinari, che non sta attraversando un buon momento e che ha necessità di ritrovare un buon ritmo, ma soprattutto di conseguire rapidamente ottimi risultati e tornare tra i primi 50 della classifica mondiale (attualmente 81°) per poter prendere parte agli eventi che contano, dai quali al momento è fuori. Reduce dal taglio subito la settimana scorsa nel Valspar Championship (il secondo quest’anno), è alla settima gara stagionale con miglior risultato nelle precedenti sei il 33° posto nel Sony Open, all’esordio.

Difende il titolo Matt Every, 33enne di Daytona Beach (Florida), che dopo il successo conseguito nel 2015 ha avuto più di qualche problema e nelle successive 25 gare, fino a oggi, non ne ha completate 16 per tagli o ritiri. In sostanza si prospetta un tentativo di difesa del titolo piuttosto complicato.

Nel field, come sempre in questa gara, vi sono numerosi altri giocatori di peso tra i quali ricordiamo Zach Johnson, Brandt Snedeker, Matt Kuchar, Keegan Bradley, anch’egli in un periodo poco felice, gli australiani Adam Scott e Marc Leishman, lo svedese Henrik Stenson, il giapponese Hideki Matsuyama e l’inglese Justin Rose. Non sembrano in condizioni di vincere, ma contribuiranno sicuramente allo spettacolo, l’argentino Angel Cabrera, gli inglesi Luke Donald, Paul Casey e Ian Poulter, il nordirlandese Graeme McDowell, i sudafricani Ernie Els e Retief Goosen e il fijano Vijay Singh.

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