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Una giornata altalenante quella del secondo giro di Rio 2016. I risultati non sono stati eclatanti come ieri e i campioni che occupavano i primi posti del podio, hanno continuato la loro marcia verso le medaglie più lentamente e con qualche inciampo. Il tempo non ha dato una mano ai professionisti in gara, con il vento che ha creato non pochi problemi e le nuvole che hanno offuscato la visibilità.

A dettare il ritmo è sempre l’australiano Marcus Fraser, ancora in testa e sulla strada per l’oro olimpico certo, ma con un piccolo e troppo sottile margine di vantaggio dagli avversari. Fraser, dopo il -8 di ieri, ha avuto una giornata abbastanza difficile… Soprattutto nelle seconde nove. Era partito davvero forte e bene, con due birdie nelle prime nove che lo avevano scaraventato a -10. Poi è arrivato un terzo birdie alla 11 ma il peggio doveva ancora arrivare.

Ha perso due colpi infatti, con due bogey rispettivamente alla 12 e alla 16, ritrovandosi così in testa in compagnia di un fantastico Thomas Pieters. Il professionista belga è stato con il fiato sul collo di Fraser per tutta la giornata di gara, recuperando ben tre posizioni grazie a un ottimo 66 di giornata. Quando però era già in clubhouse, l’australiano aveva ancora una buca da giocare, il par 5 della 18. Fraser non si è lasciato sfuggire l’occasione del birdie e si è riportato in testa quindi con un colpo di vantaggio sull’avversario Pieters.

Ma attenzione, perché potrebbe esserci un capovolgimento di fronte già da domani. Del resto è quello a cui ci ha abituati lui stesso dal The Open di quest’anno. Henrik Stenson non molla infatti la presa, è li al terzo posto con due colpi da Fraser e uno da Pieters. Sappiamo quanto sia forte lo svedese e sappiamo quante sorprese e assi nella manica possa riservare. Oggi ha chiuso con -3, 68, ma poteva fare ancora meglio se non fosse stato per quei tre bogey. Tutto può ancora succedere e Stenson è noto per le grandi rimonte di cui è capace.

Attenzione anche a Gregory Bourdy e a Justin Rose: entrambi hanno mantenuto il ritmo e la stessa posizione di ieri. Sono quarti a parimerito, con uno score totale di -6 e quattro colpi dal leader. Non sono molti e si possono recuperare facilmente.

Perdono posizioni i nostri italiani in gara. Matteo Manassero dopo il -2 di ieri, ha chiuso in 73 colpi scivolando in 33esima posizione. Peccato, perché Manny era partito bene. Aveva chiuso le prime nove in -1 di giornata, con un bogey alla tre e due birdie rispettivamente alla 7 e alla 9. Ma nelle seconde c’è stato il buio totale. ha fatto bogey alla 11, doppio alla 12 e bogey alla 13, portandosi così su un parziale di +1 totale. Poi per fortuna è arrivato il birdie alla 17, che l’ha fatto chiudere in +2 e in par su due giri.

Mancano ancora 36 buche alla fine e Matteo ha comunque dimostrato di essere in forma: deve solo trovare la concentrazione e l’equilibrio giusto. Niente è ancora perduto… Nino Bertasio, partito tra i primi team di questa mattina, ha invece chiuso con uno score giornaliero di 72 colpi, +1 sul par. Ora è 45esimo, con un totale di +2… Magari il podio è lontano ma ci sono ancora due giri e Nino potrebbe comunque risalire il leaderboard. Ha tutte le armi e le carte in regola per farlo.

I giochi sono ancora aperti e la classifica è molto corta. Questi campioni sono capaci di grandi imprese e di riservarci sorprese che mai potremmo prevedere. Non resta che continuare a tifare i nostri azzurri, godendoci il grande spettacolo del golf Olimpico.

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