72nd Open d'Italia - Day Four

Che sia un autografo al volo o si tratti di marcare la propria palla, in campo è opportuno avere sempre a disposizione un pennarello efficace

L’imprevisto capitato a Rafael Cabrera Bello allo scorso Open d’Italia, quando ha spedito la palla in pieno Villaggio Ospitalità anziché in mezzo al green, dimostra la necessità di marcare la propria palla. Lo spagnolo vi aveva provveduto vedi www.golftoday.it/ostacolo-hospitality-per-cabrera-bello-videogolf/, come del resto fa la maggioranza dei giocatori di Tour. Una buona abitudine che, però, non è altrettanto diffusa tra i comuni amateur, convinti di saper riconoscere la propria palla.

Purtroppo non è sempre così, al punto che il 12° paragrafo della prima edizione del “Rules of Golf” parla chiaro: essendo limitato il numero di marchi e di numeri disponibili, è responsabilità di ogni giocatore marcare la propria palla in modo da poterla riconoscere in ogni situazione, perché, in caso contrario, questa sarebbe da dichiarare persa. Nello specifico, si parla di “positively identify” (riconoscere in positivo), ossia riconoscere la propria palla in quanto tale e non perché presenti segni che la distinguano da un’altra. Teoricamente, quindi, se un arbitro vedesse voi e un altro giocatore scrutare nel dettaglio due palline (della stessa marca e con lo stesso numero), alla ricerca di segni che ne stabiliscano l’appartenenza, potrebbe dedurne che non siete in grado di riconoscere la vostra “positivamente” e costringere entrambi a dichiararla persa. Marcare la palla, pertanto, vi evita il rischio di incappare in un’assurda penalità. Come segnarla, allora? Come la fantasia vi suggerisce: Cabrera Bello mette le sue iniziali; alcuni colorano qualche dimple; altri, invece, tracciano una sottile linea sull’“equatore” della pallina. Ciò che conta davvero è che la vostra “firma” sia permanente, in grado di resistere ai colpi dei bastoni, al rotolo sull’erba, alla rugiada o alla sabbia e pure alla luce del sole.

Situazioni differenti a cui ha pensato STAEDTLER, il noto brand tedesco di strumenti per scrittura, che ha a catalogo anche una linea di prodotti “a misura di golfista”: la serie Lumocolor è una gamma di penne a punta sintetica e marcatori, con inchiostro permanente e non, in grado di scrivere dappertutto. Pallina compresa. E senza sbavature, poiché l’inchiostro – privo di xilolo e toluolo, e senza metalli pesanti nei coloranti – è subito asciutto. A disposizione della vostra vena golfartistica, avete un “parco mezzi” davvero ampio: si va dalla penna superfine a quella a scalpello (passando per la fine e la media), al Marcatore Duo (due punte – una fine e una media – in un unico strumento per poter scegliere il tratto a seconda della necessità), ai marcatori con punta tonda (tratto da 2 mm) o con punta extralarge a scalpello (tratto da 2/12 mm). Su un campo da golf sono particolarmente utili le penne Lumocolor, nelle varianti fine e media, in quanto dotate di inchiostro specifico per superfici esposte agli agenti atmosferici e alla luce. Sono disponibili, insieme a tutta la gamma, nelle migliori cartolerie e nei migliori centri commerciali. Da sottolineare anche il fatto che ogni serie della linea Lumocolor è ricaricabile con la propria Refill Station. Un’ulteriore accortezza, a tutela dell’ambiente e del portafoglio.

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