furyk

Jim Furyk è uno dei giocatori più importanti del PGA Tour. Ha vinto 21 tornei in 23 anni di Tour, ha giocato in ogni Ryder Cup dal 1997 ad oggi, eccetto quest’ultima del 2016 quando ha dovuto dare forfait per un infortunio a un polso che l’ha costretto a iniziare la stagione 2016 solo nel mese di maggio.

Nonostante questo è riuscito a registrare un secondo posto allo US Open ed è diventato il primo campione della storia del PGA Tour ad aver ottenuto uno score in 58 colpi durante l’ultimo giorno del Travelers Championship. Davis Love III aveva persino pensato di sceglierlo come captain’s pick del team USA ad Hazeltine, ma poi è stato nominato vice capitano.

Ora nel palmares del grande Furyk mancherebbe solo un ruolo da capitano… Cosa che non disdegnerebbe affatto. Se gli chiedete cosa risponderebbe nel caso fosse interpellato, afferma: “Accetterei l’incarico”.

Il comitato americano della Ryder Cup si incontrerà tra solo due settimane, per cominciare a individuare il prossimo futuro capitano di Parigi 2018 già prima di Natale. Tra i possibili candidati c’è proprio Jim Furyk in compagnia di Steve Stricker, capitano della President’s Cup che si svolgerà a settembre 2017 a New York.

Compongono il comitato di elezione Davis Love III, capitano vincente della Ryder 2016, Tiger Woods, Phil Mickelson e sei membri della PGA of America.

“È ancora tutto ipotetico”, ha affermato Furyk. “Non ho avuto conversazioni con Tiger, Phil o Davis a riguardo. Non ho parlato neppure con il PGA of America, quindi non voglio mettere il carro davanti ai buoi. Il comitato esiste per un motivo. Se decidono per il ’18, ’20 o ’22, per qualunque data, che io sia la persona giusta, accetterei con enorme piacere l’incarico. Penso che tutti lo vorrebbero. Chiunque in quella posizione vorrebbe ricevere una pacca sulla spalla e la fiducia che Davis ha avuto”.

Furyk ci proverà per la seconda volta: faceva parte delle possibili scelte già due anni fa, quando poi venne scelto Davis. Del resto la Ryder ed essere capitano è per lui l’incarico più importanti, fatto del più alto onore e prestigio.

C’è solo un piccolo problema: la maggior parte dei papabili candidati sta ancora giocando sul Tour e continua a metter in campo un gioco perfetto. Furia per esempio è 34esimo nell’ordine di merito mondiale, nonostante sia stato assente sei mesi dal campo. Mickelson non vuole essere nominato, perché preferirebbe far parte della squadra come giocatore registrando la sua dodicesima partecipazione consecutiva.

“È una questione di cui dovremo parlare a dicembre”, ha dichiarato Love. “Chi sono i candidati e cosa ne pensano?”.

Furyk è forse uno dei pochi che preferirebbe essere capitano piuttosto che giocatore. Sa bene che qualificarsi sarebbe quasi impossibile, vista l’intenzione di ridurre la propria agenda ad appena 18 eventi all’anno, cosa che non lo avvantaggerebbe rispetto ai più giovani professionisti americani che giocano di più.

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