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Ci siamo: il Masters di Augusta sta per tornare. Manca una settimana esatta all’inizio del primo Major dell’anno, il più speciale e il più amato da molti. Vi staremo vicini anche quest’anno, per rendervelo ancor più indimenticabile. Vi racconteremo aneddoti, retroscena e curiosità che rendono questo Major anche il più incredibile di tutti.

A partire da oggi inizieremo il nostro countdown verso la magia del Masters: come ogni magia o incantesimo, che si rispetti, anche il Masters ha la sua “filastrocca” o forse più propriamente “canzone – colonna sonora”. L’avete sentita intonare più e più volte nel famoso jingle come sottofondo alle riprese trasmesse dalla CBS. Specialmente durante i replay, con le immagini del leaderboard o più semplicemente prima degli spot pubblicitari.

È inconfondibile e fa parte del Masters più di ogni altra cosa, contribuendo a renderlo unico nel suo genere. Provate a fermarvi un attimo e  pensare: quali altre competizioni sportive hanno una propria canzone? Una canzone, non un semplice ritornello: ciò che siamo abituati a sentire con le immagini di diretta è tratto da una canzone vera e propria, composta di parole e musiche, scritta più di trent’anni fa da un cantautore, che da Augusta venne folgorato.

Era l’aprile del 1981 quando Dave Loggins, cantante americano autore di “Please come to Boston” – quinta nella Billboard chart – e membro della Nashville Songwriters Hall of Fame, si ritrovò a seguire il Masters. Merito dell’amico avvocato Ken Chance, che avendo due pass lo invitò all’evento. Durante la gara, i due si fermarono alla 14, la Chinese Fir, ad osservare lo spettacolo del percorso e fu in quel momento che Dave ebbe l’idea: scrivere una canzone per il Masters.

Le parole risuonarono nella sua mente e si concretizzarono in realtà la sera stessa. L’avvocato Chance era infatti molto amico di Frank Chirkinian, produttore golf alla CBS, al quale decise di presentare Dave. Durante l’incontro Dave chiese a Chrikinian se fosse interessato a una canzone, che accompagnasse la trasmissione delle immagini del Masters sulla CBS e il produttore ne fu entusiasta.

Le parole nella mente di Dave vennero scritte in musica qualche settimana dopo e il pezzo venne registrato a Bennet House, uno studio situato a Franklin nel Tennessee. Loggins, oltre a cantarne le parole, suonò la chitarra e altri tanti artisti contribuirono al progetto, tra cui Norbert Putnam, che fu bassista di Elvis Presley. 

Chitarra acustica, tastiera, basso e un quartetto d’archi accompagnano le strofe, in quella che è una celebrazione dell’Augusta National insieme con i campioni che vi hanno giocato e vinto: Jack Nicklaus, Arnold Palmer, Ben Crenshaw, Sam Snead, Byron Nelson, Tom Watson, Gary Player, Ben Hogan. E infine colui che ha dato vita all’Augusta National, rendendo tutto questo possibile: Bobby Jones.

Well it’s springtime in the valley on Magnolia Lane

Allora, è primavera nella vallata della Magnolia Lane

It’s the Augusta National and the master of the game

È l’Augusta National e il maestro del gioco

Who’ll wear that green coat on Sunday afternoon?

Chi indosserà quella giacca verde domenica pomeriggio?

Who’ll walk the 18th fairway singing this tune?

Chi calcherà il fairway della 18 canticchiando questa canzone?

Augusta, your dogwoods and pines

Augusta, le tue sanguinelle e i tuoi pini

They play on my mind like a song

suonano nella mia mente come una canzone

Augusta, it’s you that I love

Augusta, sei tu che amo

And it’s you that I’ll miss when I’m gone.

E sei tu che mi mancherai quando me ne sarò andato.

It’s Watson, Byron Nelson, Demaret, Player and Snead.

È Watson, Byron Nelson, Demaret, Player e Snead.

It’s Amen Corner and it’s Hogan’s perfect swing

È l’Amen Corner e il perfetto swing di Hogan

It’s Sarazen’s double eagle at the 15th in ‘35

È l’albatross di Sarazen alla 15 nel 1935

And the spirit of Clifford Roberts that keeps it alive

E lo spirito di Clifford Roberts che lo tiene in vita.

Augusta, it’s you that I love

Augusta, sei tu che amo

And it’s you that I miss when I’m gone

E sei tu che mi mancherai quando me ne sarò andato.

It’s the legions of Arnie’s Army and the Golden Bear’s throngs

Sono le legioni dell’esercito di Arnie e le folle dell’Orso d’Oro

And the wooden-shafted legend of Bobby Jones.

E i leggendari bastoni con lo shaft in legno di Bobby Jones.

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