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La Ryder Cup arriva a Roma. Un sogno che si avvera. Un sogno importante per il golf italiano. È la spinta di cui avevamo bisogno, per far crescere questo sport e soprattutto farlo conoscere a coloro che lo ritengono solo d’élite o ancor peggio un semplice hobby.

La Ryder Cup, che nell’ambito di tutto lo sport è la terza competizione più importante al mondo, potrà dare un maggior impulso alla crescita di nuovi giovani golfisti. Ma non solo: dare un contributo di sviluppo a tutto l’indotto golfistico, beneficiando di un giro di affari di circa 220 milioni di euro. Viene trasmessa in 183 paesi al mondo, senza contare una media di almeno 50.000 visitatori/spettatori al giorno provenienti da ben 70 nazioni. Non si tratta quindi solo di un incentivo per il golf. Ma di un incentivo per il turismo e per l’occupazione.

Ci saranno nuovi posti di lavoro e l’Italia sarà meta di numerosi turisti, soprattutto golfisti, pronti a giocare su uno dei 358 golf club che sorgono sul nostro stivale. … Insomma, un beneficio per tutto il paese. … Stupisce un po’, di fronte a queste evidenze, che molti media soprattutto televisivi, abbiano dato poco risalto (se non del tutto ignorato) la notizia. Sì, perché in questi giorni si è parlato essenzialmente della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Un traguardo importante ma ancora lontano, che ha oscurato ciò che ora è una certezza: la grande vittoria del golf italiano ma soprattutto dell’Italia per l’organizzazione della Ryder.

Ma ci sarà tempo per parlarne e anche i più scettici si ricrederanno, sul valore di questa assegnazione. Basti pensare ai numeri della competizione, la più importante del golf: a Gleneagles, sede della Ryder Cup 2014, l’impatto economico è stato di 148 milioni di euro. Ma a Roma si potranno superare i 200 milioni di euro, con un guadagno significativo anche per le casse dello Stato. Un risultato così stimato, perché si tratta di Roma, la città eterna, la capitale della cultura e della cristianità: non servono altre spiegazioni.

E non è tutto. Come al solito abbiamo avuto la meglio sui tedeschi, ma la ragione è semplice: la proposta italiana era davvero perfetta, soddisfacendo ognuno dei cinque criteri stabiliti dal Bid dello European Tour. Abbiamo il supporto del Governo, delle Istituzioni e della Comunità golfistica. Ci siamo impegnati a rinnovare e ristrutturare il Marco Simone Golf & Country Club perché sia all’altezza di una competizione come la Ryder. Club, che risponde al terzo criterio di vicinanza a una città internazionale, permettendone un facile accesso. … E che città, Roma! Ci siamo impegnati poi a sviluppare molte opportunità commerciali legate alla Ryder e infine, abbiamo dato forza al criterio più importante: la Federazione ha promesso di puntare decisamente sullo sviluppo del golf. Sviluppo che contribuirà alla crescita del golf professionistico, oltre all’integrazione del golf con il turismo e con le comunità. Verranno sviluppati vari livelli di partecipazione al gioco, saranno organizzati diversi tornei per tutti i livelli professionistici, con un probabile incremento del numero di giocatori italiani eleggibili, per la partecipazione alla Ryder stessa.

Un impegno totale, che si vedrà già dall’imminente 2016. Il 73esimo Open d’Italia, che si terrà al golf club Milano per il secondo anno consecutivo, avrà un montepremi di ben 3 milioni di euro, con la probabile partecipazione di professionisti del field internazionale. Dal 2017 Il montepremi dell’Open d’Italia salirà a 7 milioni di euro e rimarrà invariato fino al 2028, per undici lunghi anni. Questo garantirà allo European Tour e alla Federazione Italiana, la partecipazione in Europa di importanti giocatori del PGA Tour (e dello stesso Tour Europeo), rendendo più competitivo e interessante il torneo. Così come succederà il prossimo gennaio ad Abu Dhabi, quando Rickie Fowler e Jordan Spieth scenderanno in campo sul Tour Europeo e come succede spesso all’Irish Open o all’Alfred Dunhill Links Championship.

Se si guarda infatti al calendario 2016, dopo i Major e i WGC nessuna gara può vantare un montepremi di così grande rilievo come il nostro Open, ad eccezione delle tre tappe delle Final Series. L’Open diventerà una delle gare più importanti dello European Tour… fino a due mesi fa sembrava un’utopia, non è forse vero? Siamo solo all’inizio, ci vorranno anni per vederne i risultati, ma i presupposti per crescere ci sono tutti. Cari amici golfisti, allacciamoci le cinture quindi, perché sarà un periodo molto movimentato e ci sarà davvero da divertirsi.

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