DJ

Non poteva esserci finale migliore per uno US Open strano e complicato. Le condizioni climatiche di giovedì hanno ritardato tutto il gioco, condizionando sia il leaderboard che lo spettacolo. Gli score sono stati tutti molto alti rispetto alla media, perché Oakmont, l’avevamo già detto molte volte, con i suoi più di 100 bunker, i green ondulati e i fairway stretti, non perdona mai. Ma appunto non poteva esserci finale più bello.

Un finale bizzarro che una sciocca regola avrebbe potuto rovinare tutto. Dustin Johnson, dopo tanti tentativi conclusi da runner up, ha conquistato in maniera perfetta e con un gioco straordinario il suo primo Major in carriera. Forse nessuno più di lui poteva meritarlo. Proprio lui che lo scorso anno aveva la vittoria quasi in pugno, ma se l’è fatta scappare per un soffio. Quest’anno è andata diversamente. DJ ha fatto il suo gioco, ignaro di quanto potesse succedere e forse consapevole che Shane Lowry non avrebbe retto la pressione.

Ha conquistato il suo primo US Open con tre colpi di vantaggio, nonostante una penalità comunicatagli sulla buca 12. Poteva perdere la calma e lasciarsi scappare anche questa occasione, ma non è accaduto. E anche questo contraddistingue un grande campione. DJ ha iniziato a giocare in maniera perfetta per Oakomnt e per questo torneo. Un birdie alla 1 e uno alla 9, che l’hanno portato sul tee della 10 in testa insieme a Lowry e con un round ancora in bogey free.

Ma nessuno si sarebbe aspettato una penalità da quello strano episodio della buca 5. Proprio sul green del par 4, Johnson si mette sulla palla, non è ancora posizionato e non ha ancora scelto l’address giusto per centrare il putt per il par. A un certo punto, senza che lui la toccasse o ne influisse l’equilibrio, la pallina si muove leggermente. DJ se ne accorge, si ferma e si rivolge al giudice presente su quella buca, che gli dice di giocare la palla da dove si trovava e che non avrebbe ricevuto penalità, perché appunto non era ancora in posizione per effettuare il colpo. Quindi il campione americano chiude la sua buca in par e continua a giocare, sereno e tranquillo.

Alla buca 12, dopo essere diventato il nuovo leader mentre Lowry soffriva e perdeva sempre più colpi, la USGA comunica a DJ che a fine gara avrebbe potuto ricevere un colpo di penalità per l’episodio della buca 5. DJ ha giocato 7 buche consapevole che avrebbe perso un colpo e la tensione ha cominciato a farsi sentire. Poteva essere un problema, visto che aveva ancora Lowry e il compagno di team Scott Piercy a due colpi di distanza, a -3.  E visto che al par 5 della 14, DJ ottiene il primo bogey ufficiale di giornata, portandosi a – 4 (-3 se avesse ricevuto la penalità).

La tensione era palpabile. Lowry alla 12 chiude in birdie, portandosi in parità col campione americano che nel frattempo continuava la sua corsa a suon di par verso la conquista del 116esimo US Open. Ma come già detto in precedenza, Lowry non è riuscito a mantenere la tensione. Nonostante il -4, la leadership condivisa con DJ, il bogey ricompare alla 14, rimettendo le cose in ordine. Lowry torna a -3 e registra altri due brutti bogey alla 15 e alla 16 portandosi così a -1 e lontano dalla vittoria.

Ormai è tutto nelle mani di DJ, che ala 18 chiude i conti con lo US Open, allontanando ogni possibilità di sconfitta. Quella penalità non gli avrebbe fatto perdere il torneo. La 18 è infatti uno spettacolo e DJ la gioca perfettamente. Tee shot in centro pista e secondo colpo a poco più di un metro dall’asta. Una distanza simile a quella dello scorso anno, quando sbagliò il par, fece bogey e vanificò la chance di un playoff contro Jordan Spieth. Il finale oggi però è diverso, c’è solo lui e quella palla, che finisce direttamente in buca. DJ chiude in birdie e con un totale di -5, che con la penalità diventa -4 e conquista comunque il suo primo Major con tre colpi di vantaggio su Piercy, Lowry e Jim Furyck.

Non poteva lasciarselo scappare, non questa volta e non per una sciocca penalità come accadde nel 2010. Dj conquista il suo primo Major in carriera meritandolo più di ogni altro. Ha dominato il campo e il field. Ha messo in campo un gioco perfetto, regolare e da vero campione. Sappiamo bene che non sarà affatto il suo primo e ultimo Major.

Grand Jim Furyck, che dopo l’infortunio a un polso, ha conquistato in casa la seconda posizione parimerito grazie a uno score giornaliero in 66 colpi. E grande anche il nostro Matteo Manassero. Non importa il totale in +10. Importa che ha superato il taglio, in un Major davvero complicato e difficile. Ha fatto meglio di campioni come Spieth, McIlroy, Fowler e Mickelson. Ha dimostrato che il gioco c’è e che può tornare.

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