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Sappiamo che il mondo del golf, dai professionisti ai fan, si è detto contrario all’imprevedibile decisione della USGA nei confronti di Dustin Johnson. Sappiamo anche come abbia reagito il neo campione dello US Open: egregiamente. Nonostante fosse il leder del Major più complicato su uno dei percorsi più difficili del Tour, con sette buche ancora da giocare DJ ha saputo gestire le emozioni e il nervoso da vero campione. A una settimana dal caso che ha scosso il PGA Tour e la USGA, oggi a parlare è qualcuno che quel putt lo ha visto da vicino e che quella difficile situazione l’ha vissuta a pieno insieme a DJ.

Stiamo parlando di Lee Westwood, che quella maledetta domenica era in team con Johnson, era quindi il suo marcatore e ha potuto vivere in prima persona quanto accaduto alla buca 5 di Oakmont. Westwood, che in carriera ha giocato nove Ryder Cup e ha vinto 23 tornei, ha dimostrato tutto il suo sostegno all’amico DJ per tutta la parte finale dell’ultimo giro, incoraggiandolo di fronte a quella situazione ridicola. Ora, dopo essere tornato a casa in Inghilterra, il campione inglese ha parlato per la prima volta dell’accaduto con il giornalista di Golf Digest John Huggan, a cui si ha rivelato tutta la sua irritazione e il suo disappunto per come la USGA abbia gestito la situazione. Ma non solo…

“È iniziato tutto quando ho chiesto a Dustin di spostare il marchino dalla mia linea. L’ha fatto e dopo che ho sbagliato il mio putt, ha ri-spostato il suo marchino, posizionando la palla. Mi sono messo a bordo green e l’ho osservato mentre faceva qualche swing di prova lontano dalla palla. Non aveva ancora posizionato il putt dietro la palla, che questa si è mossa leggermente. Ho potuto vedere il movimento perché la linea non era più totalmente dritta come quando aveva iniziato a fare le prove. La pallina si è spostata, senza che si avvicinasse alla buca.

Dustin però l’ha fatto presente prima ancora che potessi dire qualcosa. Ma sapevo e so che il suo putter non era dietro la palla quando questa si è mossa. Per quel che mi riguarda, non ha causato alcun movimento. Non l’ha toccata. Non so in quale altro modo avrebbe potuto muoverla. Com’è possibile che abbia mosso la palla se non l’ha toccata con il suo putter? Ad essere sinceri la pallina era posizionata su una leggera pendenza, che ne ha causato il movimento. In ogni caso, Dustin ha chiamato in causa il giudice, il quale gli ha chiesto di pensare ad un qualsiasi motivo che avrebbe causato lo spostamento della palla. Dustin gli ha risposto che non ce n’erano. Io ero e sono d’accordo con lui, quindi il giudice ha fatto continuare il gioco senza alcuna penalità. Per quel che mi riguarda la storia è finita lì.

O almeno è stato così fino alla comparsa di altri giudici sul tee della 12. Hanno chiesto a Dustin e al suo caddie di allontanarsi e gli hanno detto che alla 5 poteva essere stata infranta una regola. Io li ho ascoltati. Loro non mi hanno chiesto alcun parere. Era strano ed ero abbastanza amareggiato. Ero il compagno di team di Dustin. Ero il suo marcatore. Mi avevano chiesto un’opinione sul green della 5. Invece alla 12 non mi hanno chiesto nulla, anche se ero lì presente. Quando abbiamo finito di giocare, Dustin è stato portato dentro alla recording area per vedere il filmato. Non mi è stato chiesto di unirmi a lui.

Ero, nuovamente, amareggiato e contrariato. Ho dovuto chiedere a un giudice: ‘Non dovrei esserci anche io essendo il suo marcatore?’. Così mi hanno portato dentro. L’intera situazione è stata gestita veramente male. Penso che nessuno meriti il trattamento che ha ricevuto Dustin. Sul green della 5 è stata presa una decisione e quella doveva essere e rimanere per le intere buche. Di certo, non avrebbero dovuto fargli giocare le restanti sette buche dello US Open senza che sapesse il suo reale score. Nella recording area, Dustin ha continuato a sostenere di non aver causato il movimento della palla. Io ero d’accordo prima e lo sono stato anche dopo aver visto il video. Mike Davis era presente. Ci disse che ci sarebbe stato un colpo di penalità. Saremo stati dentro forse due minuti. Posso dire, che quando sono entrato avevano già le idee chiare sulla penalità. Non erano particolarmente interessati a quello che Dustin ed io avevamo da dire.

Per fortuna, non ha influito sul risultato. Non so cosa avrebbero fatto se avesse influito. Sono felice che così non sia stato”.

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