lefty

Il vero protagonista di oggi è stato il maltempo. Inevitabile visto il setting scozzese, anche se vista la giornata di ieri – un po’ meno catastrofica – si pensava di poterla scampare anche oggi. Invece no. La pioggia è arrivata puntuale e con il vento ad alimentarla, è stata determinante. Se Troon già di per sé crea seri problemi ai giocatori, con queste condizioni oggi il gioco è stato davvero difficile.

Se la sono cavata meglio, i campioni che sono partiti presto questa mattina o almeno fino a mezzogiorno. Ma per chi è partito nel pomeriggio, non c’è stato scampo. Il destino ha voluto che tra quei campioni mattinieri ci fosse anche Phil Mickelson, autore ieri di una prestazione incredibile. Lefty è ancora in testa, con -10 grazie a uno score giornaliero in 69. Ha registrato quattro birdie e due bogey, e a Postage Stamp per poco non faceva hole in one.

“Le condizioni hanno reso tutto più difficile – la pioggia e il vento”, ha affermato Mickelson a fine gara. “Il percorso è diventato più complicato ma mi sono goduto questa sfida”.

E si vede. Ha continuato a giocare sulla stessa onda di ieri e sembra abbia intenzione di fare così per tutti i restanti giorni del torneo. Solo che ora, a mettergli pressione, c’è un certo Henrik Stenson, che oggi ha registrato il miglior score di giornata con una prestazione incredibile. Il campione svedese ha chiuso in 65, portandosi a -9 da solo in seconda posizione. Stenson conferma anch’egli il fatto che, questo Open e Royal Troon, siano un affare da giocatori maturi, con più esperienza. Lui e Mickelson, insieme, hanno 86 anni. Non sono più due ragazzini… Stenson ha infatti compiuto 40 anni lo scorso aprile e pare godersi questo magico periodo della sua vita al meglio. Il gioco e i risultati ne sono la prova.

“Detto tra noi ho 40 anni e non continuerò a giocare questi tornei per sempre. Non ho 50 altre opportunità di esserci. Magari una decina o quindicina in totale. Preferisco mettermi nell’ottica di crearmi da solo le opportunità. Dopo sei tornei senza esserci, è arrivato il momento di fare andare bene le cose”. E diciamo che per questi due giri, ci sia riuscito alla grande. Di certo la sfida di domani sarà tutta da vedere e vivere, senza perdere nemmeno una buca.

A seguire in terza posizione troviamo due giocatori a -7: il danese Søren Kjeldsen e l’americano Keegan Bradley. Entrambi hanno registrato uno score giornaliero in -3, che gli ha permesso di agguantare il terzo posto con un piccolo vantaggio sugli avversari.

Dietro troviamo infatti solo Zach Johnson a -5, che ha chiuso la giornata di oggi con 70 colpi (-1) e si trova comunque tra i primi posti per poter giocarsi qualche chance e confermarsi Champion of the Year. Alla rincorsa cinque giocatori a -4, tra cui Sergio Garcia.

Non bisogna andare troppo lontano per trovare il nostro Francesco Molinari, che ha tenuto duro nonostante il tempo e che continua a dimostrare un gioco solido. Francesco è infatti quindicesimo con -2, dopo la giornata di oggi chiusa con un perfetto par 71. Insieme a Francesco, sempre a -2, troviamo anche Dustin Johnson, Rory McIlroy e Patrick Reed, giusto per citarne alcuni.

Bisogna invece far scorrere di più il leaderboard per trovare due tra i più forti campioni al mondo: Jason Day e Jordan Spieth. Il numero uno al mondo, dopo il +2 di ieri, è riuscito a recuperare 53 posizioni grazie a un risultato giornaliero in -1, ottenendo così un totale di +1. Spieth, invece, ha superato il taglio posto a +4 per un soffio. Dopo lo score in 71 di ieri, oggi ha fatto 75 con un brutto doppio bogey a Postage Stamp.

Lefty è ancora in testa, ma con ancora due giorni da giocare, tutto può ancora succedere. E se il tempo non sarà clemente, ne vedremo davvero delle belle.

Appuntamento a domani, per quello che si preannuncia un giorno chiave in questo magico ma anche imprevedibile 145esimo The Open Championship!

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