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Il Masters di Augusta è anche il tempio degli addii. Il momento ideale in cui i campioni e le leggende del golf decidono di salutare per sempre il PGA Tour, giocando l’ultimo indimenticabile Masters in  carriera. È accaduto ad Arnold Palmer nel 2004, quando dopo cinquant’anni ha salutato il Masters giocato. L’anno successivo è toccato al grande Jack Nicklaus.E, se guardiamo al passato più recente, il 2015 è stato l’addio commovente di Ben Crenshaw, tra le lacrime del suo storico caddie e del pubblico presente.

Ci piacerebbe vederli giocare per sempre, potendo evitare così questi momenti emozionalmente tristi. Ma anche in questa 80esima edizione, ci commuoveremo per l’addio di un’ altra grande leggenda del golf. Otto volte campione nei Major, di cui vanta due giacche verdi e ben cinque The Open Championship, Tom Watson giocherà questa settimana il suo 43esimo e ultimo The Masters.

“Ho tanti bellissimi ricordi e sono in attesa di giocare qui per l’ultima volta in carriera”, ha dichiarato non appena arrivato ieri all’Augusta National per premiare i vincitori del Drive, Chip and Putt Championship.

Un abitudinario di Augusta: dopo il taglio mancato nel 1970 riuscì a esserci per 21 anni consecutivi, conquistando anche due vittorie.

“È come un cerchio che si chiude”, ha continuato. “Quando ho iniziato a giocare per la prima volta sul Tour cercavo solo di superare il taglio. Ora sono qui al mio ultimo Masters con lo stesso obiettivo”.

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