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L’Italia (Francesco Molinari/Matteo Manassero) è al settimo posto con 210 colpi (71 66 73, -6) a un giro del termine della ISPS Handa World Cup of Golf, che si sta svolgendo sul percorso del Kingston Heath GC (par 72), a Melbourne in Australia.

Nel terzo turno, disputato con formula foursomes, la Danimarca (Soren Kjeldsen/Thorbjorn Olesen) ha realizzato un 70 (-2), secondo score di giornata, e con un totale di 202 (72 60 70, -14) ha portato a quattro colpi il vantaggio sugli Stati Uniti di Rickie Fowler/Jimmy Walker (206, -10), procurandosi l’occasione di cogliere il primo titolo in 58 edizioni dell’evento.

La classifica si è allungata e, nell’ultimo giro con formula fouballs, potrà contrastare i leader anche la Cina (Ashun Wu/Haotong Li), terza con 207 (-9), mentre sembrano un po’ troppi i sette colpi che debbono recuperare, anche se quarti con 209 (-7), il Giappone (Hideki Matsuyama/Ryo Iskikawa), in risalita dopo una falsa partenza, la Francia (Victor Dubuisson/Romain Langasque) e la Spagna (Rafael Cabrera Bello/Jon Rahm). La formula, però, facilita le grandi rimonte e, sotto questo aspetto, anche l’Italia potrà giocarsi le sue carte.

Hanno guadagnato sette posizioni, 11.i con 212 (-4), l’Australia (Adam Scott/Marc Leishman), campione uscente che ha accusato più del dovuto l’assenza di Jason Day, numero uno mondiale e fermo per infortunio, e il Belgio (Thomas Pieters/Nicolas Colsaerts). Un risveglio tardivo che però lascia aperta la porta verso un ingresso tra i top ten.

Il gioco di Francesco Molinari e di Matteo Manassero non è stato fluido come nei primi due turni e i due azzurri hanno incontrato parecchie difficoltà nelle prime undici buche in cui sono andati di tre colpi sopra par con quattro bogey a fronte di un solo birdie. E’ seguita però una bella reazione con birdie alle buche 13 e 14 per un 73 (+1), che comunque ha lasciato loro qualche chance.

I danesi sono partiti con un bogey, poi hanno espresso il meglio tra la quarta e la 13ª buca con quattro birdie e un bogey e hanno concluso con un errore alla 17ª. E’ stato comunque un bel 70 (-2) che ha consolidato la loro leadership. Ha detto Soren Kjeldsen: “Dobbiamo continuare con la nostra condotta aggressiva, ma anche stare molto accorti. Non dovremo pensare a difendere il vantaggio, ma mantenere la stessa mentalità dei primi tre giri e andare a caccia di birdie. Sono certo che domani nel fourball qualcuno potrà ripetere il nostro 60 o andarci vicino”.

Il miglior punteggio del turno è stato il parziale di 69 (-3) degli Stati Uniti (cinque birdie e due bogey) e dei canadesi David Hearn/Adam Hadwin (11.i) con quattro birdie e un bogey.

Nell’albo d’oro della World Cup of Golf figurano 24 successi degli Stati Uniti, cinque di Australia e Sudafrica e quattro della Spagna. Uno per l’Italia, siglato da Francesco ed Edoardo Molinari nel 2009, che ha ottenuto anche un secondo posto con Costantino Rocca e Massimo Florioli in Nuova Zelanda (1998). Il montepremi è di 8.000.000 di dollari.

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