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Che giornata al Masters! Ricca di eventi e di un susseguirsi di emozioni … non adatte ai deboli di cuore. Sembra incredibile ma sono stati tanti i nomi celebri a rischio taglio fino alla 18 e più d’uno a non averlo superato. Complici il forte vento e le difficili pin position, sono stati registrati molti score altalenanti e sopra il par. Nessun giocatore è sceso sotto i 70 colpi di giornata. Non ce l’hanno fatta campioni, alla vigilia tra i favoriti, come Rickie Fowler, Zach Johnson, Phil Mickelson. E non ce l’ha fatta nemmeno il grande Tom Watson, che ha chiuso con uno score di più otto, salutando per sempre Augusta dove nella sua luminosa carriera è stato per due volte vincitore. Ma poco importa il risultato: Watson è stato accolto con una standing ovation alla buca 18 e ha lasciato il Masters con il suo stile inconfondibile. Non poteva essere diversamente: ha fatto la storia del golf vincendo ben otto Major e tutti – amici, parenti e supporters – gli hanno reso il meritato onore.

Non è andata bene neppure a Jordan Spieth. O meglio, sembrava essere partito con il piede giusto ma poi è stato vittima del vento e soprattutto del suo gioco corto. Il campione texano ha aperto il secondo giro con un birdie alla 1 e un secondo birdie alla 3, portandosi così a – 8 totale sul par, con ben cinque colpi di vantaggio sugli inseguitori. Poi però la giornata ha preso una piega diversa e dalla buca 5 il gioco del vero Spieth non si è più visto. Ha iniziato a registrare score altalenanti, con addirittura un doppio bogey che l’ha riportato a – 6. Un sali e scendi continuo: – 7 alla otto e di nuovo -6 alla nove…- 5 alla 10.

Alla buca 15, Firethorn, ha mancato per poco l’eagle e ha chiuso in birdie, tornando così, per l’ennesima volta, a -6. Niente da fare però perché alla 16 ha fatto tre putt ritornando a -5 e alla 17 l’approccio al green ha battuto troppo corto, lasciandogli un putter difficile, poi mancato per  l’ennesimo bogey da registrare sullo score. Ha chiuso a – 4, grazie soprattutto a un lungo putt centrato per il par alla 18. Per lui quindi un + 2 di giornata con un solo colpo di vantaggio sull’inseguitore. E che inseguitore! Tenetevi forte perché la giornata di domani non potete assolutamente perdervela: nel team leder con Spieth ci sarà Rory McIlroy.

Proprio lui, per un vero testa a testa. Con appena un colpo di distanza il campione irlandese potrebbe essere sulla strada giusta per la conquista della tanto desiderata giacca verde. Oggi ha chiuso con uno score giornaliero di -1, portandosi a un totale di -3, ( è stato uno dei pochi ad aver chiuso sotto par oggi). Score difficile e altalenante anche per lui, con diverse occasioni mancate. Ha iniziato con due birdie, un doppio bogey e un bogey nelle prime cinque buche di gara. Sul tee della 10 era a -1 e alla 11 ha ottenuto il secondo bogey di giornata portandosi in par. Per fortuna ha segnato tre birdie alla 13, 15 e 16 emergendo come un deciso favorito.

Ma grande attore della giornata di oggi è stato il giovane Amateur Bryson DeChambeau. Un giocatore incredibile, con uno stile da attore degli anni 30 misto a quel tocco in più di Ben Hogan, che nel golf fa la differenza: da notare anche la coppola! Il campione dello US Amateur ha tenuto testa a Spieth fino al tee della 18, portandosi addirittura in seconda e solitaria posizione sul tee della 16 e poi tornando a -3 in compagnia di McIlroy.

Alla 18 però, sarà stata distrazione o inesperienza, ha fatto triplo bogey dopo una palla persa e una provvisoria finita vicino a quello che sembrava il portone dei magazzini della clubhouse. Ha dovuto droppare senza penalità dietro la stessa, sulla buca otto e, nonostante un grande shot che lo ha portato davanti al green, non è riuscito a chiudere la buca con meno di sette colpi. Ha comunque dimostrato grande carattere, grande gioco e un potenziale impressionante.

Non prendete impegni per il weekend: il Masters è entrato finalmente nel vivo e, visti i risultati di oggi, sulla strada ancora lunga per la vittoria potrà succedere di tutto!

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