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Rory McIlroy è tornato a vincere sul PGA Tour. Finalmente, verrebbe da dire, poiché in questo 2016 il campione irlandese ha brillato ben poche volte. Un anno difficile quello di McIlroy, nel quale ha raccolto critiche sul gioco e, soprattutto, sulla preparazione in palestra alla quale si sottopone settimanalmente. In molti giornalisti l’hanno negativamente paragonato a Tiger prevedendo possibili infortuni alla schiena per i tanti carichi sollevati in palestra.

Ma ora Rory è tornato a vincere, come abbiamo visto, con quattro score incredibili: 70, 67, 66 e 65. Così, anche giustamente, l’ex numero uno al mondo ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, rispondendo – sempre con l’educazione e il garbo che lo contraddistinguono – alle tante critiche e ai frequenti giudizi ricevuti.

L’ha fatto proprio ieri sera, in occasione della conferenza stampa. Alla quasi scontata domanda: “Rory tra tutte, chiamiamole così, le analisi critiche che hai sentito quest’anno, quale pensi sia stata la più ingiusta?”, ha risposto così:

“Non so se le critiche possano essere giudicate ingiuste. Penso che lo siano quando una persona esprime giudizi o critiche senza avere nozioni sull’argomento o della materia che sta criticando. Come, per esempio, il fatto che vada in palestra: una mia piccola fissazione. Come quelli che mi hanno detto che trascorrevo troppo tempo ad allenarmi. Il motivo per cui gioco a un livello così alto e per cui continuerò a farlo anche per i prossimi 10-15 anni è frutto del lavoro svolto in palestra. Se non mi fossi allenato così, ora non sarei qui seduto a rispondervi. È una grande parte di quello che sono e del mio successo. Quindi ho sempre percepito questa critica come ingiusta.

Ma se si parla del mio gioco, le critiche e le analisi sono fatte da persone che conoscono il golf, sanno di cosa parlano. Un giudizio sul mio gioco lo accetto anche se spesso vengono puntualizzati aspetti già noti e scontati. … Direi proprio, che la critica più ingiusta ricevuta in questo anno riguardi il lavoro che svolgo in palestra”.

Ben detto, Rory. Anche se la tua vittoria era bastata a zittire tutte le critiche.

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