rose

È stato un finale storico quello dell’ultimo giro alle Olimpiadi di Rio 2016. Un finale che, viste le tante assenze da parte dei maggiori campioni del golf, tutti avremmo desiderato fosse così. A farla da protagonisti sono stati due dei campioni che hanno detto sì alle Olimpiadi non per il guadagno ma per la gloria. Hanno detto sì, per lottare per il proprio paese, per i propri colori e non per il proprio sponsor o per la borsa in palio. Hanno detto sì, perché vincere una medaglia a volte vale anche più di tanti Major. Un 36enne e un 40enne: perché ancora una volta l’età non conta.

O forse sì, conta per la saggezza, per l’esperienza, per la voglia di continuare a competere. E conta anche per insegnare l’importanza di un’Olimpiade anche a chi, più giovane e inesperto, ha deciso di dire no a un’occasione come Rio 2016. Justin Rose ed Henrik Stenson, hanno messo in campo oggi uno spettacolo indimenticabile. Ma non solo loro. Anche Matt Kuchar, Bubba Watson, Marcus Fraser, i nostri Manassero e Bertasio, Padraig Harrington, Sergio Garcia e persino i meno conosciuti Thomas Pieters e Aphibarnrat Kiradech.

Una giornata leggendaria appunto. Stenson, dopo essere stato protagonista di un duello storico contro Phil Mickelson durante il The Open Championship, non ha deluso le aspettative. Sapevamo che avrebbe combattuto per la medaglia, sin dalle dichiarazioni “ho più paura degli orsi che delle zanzare”, affermate per criticare e prendere un po’ in giro chi ha dato come motivazione del ritiro il virus zika.

È stato tra le prime posizioni fin dal secondo giro e ieri è arrivato a fargli compagnia, Justin Rose, che con un terzo giro incredibile si è portato in testa con un colpo di vantaggio e uno score totale di -12. Si preannunciava un duello infinito e così è stato. Un botta e risposta continuo, fin dalle prime buche. Sono partiti bene entrambi, con un birdie alla 1 che ha lasciato tutto invariato. Poi Stenson ha raggiunto l’inglese, grazie al birdie alla 2… Un vantaggio breve, visto che Rose gli ha risposto con il birdie alla 3, portandosi a -14 con un colpo di vantaggio.

Poi entrambi hanno fatto birdie alla 5, ma Rose ha perso terreno alla 7 quando ha segnato il bogey. Erano in parità a -14, ma l’inglese è riuscito a recuperare nuovamente con un birdie alla 8. La parità è tornata dopo la 10, quando Stenson ha fatto birdie e ha riagganciato Rose a -15. Poi dalla undici in poi è stato uno spettacolo, una sfida incredibile. Un botta e risposta continuo, come in un vero matchplay, come in un vero scontro tra titani.

Alla 13 Rose ha rischiato l’asta a destra, finendo con il secondo colpo in bunker. Stenson invece ha voluto giocare in sicurezza, con un secondo colpo in centro green e due facili putt per il par. Così è stato: Rose non ha salvato il par, mentre lo svedese sì, andando in testa per un colpo sempre con -15. Alla 14, un nuovo capovolgimento di fronte. Par 3 di 212 metri, Stenson manca il green finendo a sinistra. Rose non ne approfitta e finisce in bunker a destra. Però l’inglese è riuscito a compiere un’uscita grandiosa, salvando il par. Lo svedese invece, è rimasto incredibilmente corto con l’approccio, chiudendo in bogey. Erano in parità a -14 con quattro buche da giocare e una minaccia incombente. Si perché, mentre l’attenzione era totalmente focalizzata su questo match tra titani, c’era un altro campione che stava realizzando un’impresa da record.

Matt Kuchar, che aveva chiuso ieri con un totale di -6, era sul tee della 16 a -12 dopo ben sei birdie di giornata. Proprio al corto par 4, ha preso il green con il primo colpo vanificando però l’opportunità di scendere a -13. Opportunità che poi ha preso con le unghie e con i denti al par 3 di 122 metri della 17, grazie a un tee shot a 50 centimetri. Kuchar ha chiuso a -13, portandosi al terzo posto per il bronzo, mentre il duello tra Rose e Stenson continuava, colpo dopo colpo. Buca dopo buca.

Alla 15, Rose non sbaglia il birdie, riportandosi in testa a – 15, visto che Stenson era rimasto corto con il secondo colpo ed è stato fermato dal bogey. Tutto ancora in bilico alla 16. Lo svedese ha messo il terzo colpo in asta, mentre Rose è rimasto stranamente corto in green. L’inglese ha salvato il par, ma Stenson non si è lasciato sfuggire l’occasione di tornare in parità a -15: ha imbucato il birdie davanti a un Rose, che anche se impenetrabile dietro gli occhiali, dava segni di tensione.

La 17 è finita in parità, entrambi hanno fatto par. Era destino che tutto dovesse decidersi alla 18. Una buca per una medaglia, lasciando tutti gli spettatori presenti a bordo campo e a casa con il fiato sospeso. Un finale da cuore in gola e da mani tremolanti, ovviamente più per noi davanti alla tv che per questi due campioni. Entrambi hanno fatto un tee shot perfetto e un secondo colpo a destra.

Tutto si è deciso sul terzo colpo. Stenson è rimasto corto, con 6 metri di putt per il birdie. Rose invece ha fatto un colpo fantastico: ha messo la palla a un metro. Sul putt: il campione svedese ha attaccato la buca, finendo lungo e chiudendo in tre putt. Così Rose, senza più tensione e pressione, non poteva fare altrimenti: ha imbucato il birdie, vincendo l’oro ed esultando per la maglia. Già la maglia, che ha onorato e difeso per tutte le 72 buche. Questo si che è sport, questi si che sono grandi campioni.

E grandi campioni sono anche i nostri Matteo Manassero e Nino Bertasio, che nonostante non siano riusciti a chiudere sul podio, oggi hanno recuperato diverse posizioni ottenendo un grande risultato. Matteo ha recuperato cinque posizioni, chiudendo 27esimo con un totale di -2. Nino invece ha recuperato 11 posizioni, grazie a un 68 giornaliero che lo ha fatto chiudere con un totale di -1.

Grandi ragazzi, ci avete fatto sognare. Il risultato conta è vero, ma in questo caso ha contato più l’impegno e l’orgoglio che avete portato in campo per difendere il tricolore. Conta che, alla fine, voi c’eravate. Avete combattuto ma soprattuto avete colto un’occasione d’oro, senza  rinunciarvi. Perché questo deve essere lo spirito Olimpico e golfistico. Questo è lo Sport, con la S maiuscola.

  • Pierfrancesco De Col "Gioco sempre tranne lunedi e giovedi" #VideoGolf
  • Tiger: due settimane di pausa per trovare i bastoni perfetti
  • La sacca di Romain Langasque #VideoGolf