spieth

Che strano questo Masters! Sarà il vento, sarà il percorso ma gli score di quest’anno sono davvero incredibili e il leaderboard talmente corto che domani potrebbe succedere di tutto. Spieth è in testa è vero, ma con appena un colpo di vantaggio: non abbastanza per avere la seconda giacca nell’armadio. Un Masters un po’ incolore e insapore. Ci aspettavamo fuochi e fiamme dal testa a testa di oggi con l’amico e avversario Rory McIlroy.

Sembrava inevitabile, visti i palmares di entrambi: ex numeri uno al mondo, con sei Major in due ed entrambi pronti a contendersi il titolo di Augusta.. Di fuochi e fiamme nessuna traccia … e nemmeno il forte vento presente anche oggi ad Augusta ha contribuito ad alimentarli. Spieth è partito con calma nelle prime nove, con un birdie alla 2, un bogey alla 7 e un altro birdie alla 8. Era -5 sul tee della 10, con due colpi di vantaggio su uno spento McIlroy, che nelle prime nove non solo non ha segnato nemmeno un birdie, ma addirittura due bogey davvero scomodi.

Nella seconda parte si è proseguito con l’altalena di risultati, fino all’inaspettato finale. Il campione texano ha allungato il vantaggio su McIlroy alla 10, dopo il bogey di quest’ultimo alla fine della stessa. Ma l’Amen Corner non ha perdonato, riservando le sue ben note insidie. Alla prima buca dell’angolo più pericoloso del golf sia Jordan che Rory hanno segnato un pessimo doppio bogey. Per il primo è stata colpa del putter: ne ha sbagliato uno da poco più di un metro per centrare il semplice bogey. Mentre per il secondo, è stata determinante l’acqua: McIlroy è finito in ostacolo con il secondo colpo, non potendo evitare così il doppio bogey. Spieth ha poi ripreso a giocare, parlando costantemente – come suole fare – alla palla, che … ha ripreso ad ascoltarlo, nonostante le distrazioni datele dal vento.

Il risultato si è visto subito alla 12, quando ha tirato un colpo perfetto in green, non molto vicino all’asta, ma in grado di fargli centrare il putt del birdie. Come se quel precedente doppio bogey fosse stato un semplice incidente. Alla 13 ha quindi giocato in sicurezza, senza rischiare il secondo colpo al green e ottenendo un comodo par. Alla 14 ha poi mandato la folla in delirio, con un secondo shot fantastico che ha letto perfettamente le pendenze del green e si è avvicinato a un metro e mezzo dalla buca. Il birdie è stato semplice ed è stato ripetuto alla successiva 15, portandolo così a -6 con quattro colpi di vantaggio sul secondo, Smylie Kaufman di score totale -2.

Ma l’altalena dei primi due giri si è ripresentata anche oggi e Spieth ha proprio deciso di salirci ancora una volta alla 17. Dopo il tee shot tra gli alberi, non è riuscito a salvare il par, segnando così il secondo bogey di giornata e tornando a -5. E come se fosse una logica e scontata conseguenza, alla 18 ha rimesso tutto in gioco, con un altro shot tra gli alberi. Ne è uscito alla grande, colpendo la palla bassa e andando davanti al green. E’ qui che è arrivata la sorpresa più negativa: ha sbagliato l’approccio in green, rimanendo corto e sbagliando poi il putt per il par.

Ma non solo: ha vanificato anche ogni possibilità di fare bogey, chiudendo in doppio bogey, con uno score totale fermo al risultato complessivo di -3 con un solo colpo di vantaggio. McIlroy, dal canto suo, ha chiuso con un +2 totale (+5 di giornata) non riuscendo a imbucare nemmeno un birdie, con una giornata mai partita nella direzione giusta. Conosciamo Rory: lo scorso anno ha fatto una rimonta incredibile durante l’ultimo giro, chiudendo in quarta posizione… Potrebbe farlo anche quest’anno.

Ma nonostante l’altalenante giornata dei giovani campioni, un grande campione e signore di 58 anni ha fatto magie. Bernhard Langer è stato strabiliante, per l’intera giornata. Nelle seconde nove ha registrato ben tre birdie consecutivi dalla 13 alla 15, portandosi in seconda posizione con -2. Purtroppo il bogey alla 18 è stato davvero un brutto colpo per tutti, noi spettatori compresi, che volevamo vederlo più su in classifica. Ha chiuso così in terza posizione a -1, con tre colpi di svantaggio: vederlo lì nel leaderboard è qualcosa di straordinario e incredibile. Oggi più che mai: chi vincerà?

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