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Diciamoci la verità: dopo il cappotto della mattinata, in pochi avrebbero puntato su una convincente reazione europea. Quattro match su quattro persi, con Rose, Kaymer e Westwood che non hanno brillato, ci avevano lasciati sgomenti. Ma il golf ci ha sempre insegnato di essere imprevedibile e che un finale certo non esiste mai fino all’ultima buca. Lo abbiamo imparato tante volte, soprattutto quest’anno: dal Masters di Augusta al Tour Championship di settimana scorsa. Così è successo nel pomeriggio, quando è andata in scena una manche straordinaria ed emozionante. È sceso in campo l’orgoglio europeo, la passione, il coraggio e il talento.

L’esperienza di Justin Rose ed Henrik Stenson, che dopo non aver brillato la mattina si sono rifatti mandando letteralmente in ‘bambola’ i due texani Patrick Reed e Jordan Spieth. Stenson ha messo in campo un golf perfetto, trascinando il compagno Rose che si è ripreso più lentamente dimostrando di tornare in forma soprattutto verso le ultime buche. Ed è proprio di Rose il putt per il match alla 14. Il campione olimpico imbuca il birdie, conquistando la buca e sconfiggendo così gli avversari per 5/4.

Solo il primo dei punti preziosi conquistati dall’Europa questo pomeriggio: il secondo è arrivato poi dall’orgoglio di Sergio Garcia. L’armonia e l’intesa dimostrata in coppia con il connazionale Rafael Cabrera Bello, sono degne delle migliori opere liriche. Un capolavoro, fin dalla buca uno. Un veterano e una matricola, Garcia alla sua ottava apparizione e Cabrera Bello alla sua prima, di grandissimo spessore. Che match! Sergio ha messo in campo il suo collaudato gioco da Ryder.

Ha imbucato l’approccio alla 9 per il birdie portandosi così a quattro up. Un vantaggio che i due spagnoli sono riusciti a mantenere fino alla 14, con botte e risposte da brividi. Come alla 11, quando Ryan Moore ha imbucato un difficile e splendido putt per il birdie, ma Garcia gli ha risposto con lo stesso risultato, pareggiando così la buca. E così sono andati avanti, in un’armonia tutta spagnola: Sergio con colpi al green fantastici e imbucando putt strepitosi con Rafael a dargli man forte, capace di grandi palle messe asta.

Poi però alla 14 Moore imbuca un putt incredibile per il birdie, recuperando un colpo e il vantaggio che scende a 3 up sul tee della 15. E anche qui gli americani ingranano meglio: Moore imbuca un altro putt quasi impossibile e vince nuovamente la buca. Sono due buche perse di fila e un vantaggio labile, sceso a 2 up. Ma Sergio è un vero campione e alla 16 trascina il compagno nel tutto e per tutto. Centrano entrambi il green del par 5 in due colpi con ottime occasioni per l’eagle. Sergio si assicura il birdie, contro quelli tentati ma sbagliati di Moore e Holmes. Il match è dell’Europa che si porta sul due a cinque, accorciando le distanze a tre colpi di svantaggio. E … alla faccia di chi ha affermato più volte che queste matricole potessero essere un handicap per la squadra Europea. Perché Cabrera Bello non è stato il solo a dare spettacolo questo pomeriggio.

In coppia con Rory McIlroy c’era un altro rookie: Thomas Pieters. Una grande sorpresa, arrivata anche grazie alla passione del campione irlandese, che dopo aver preso sotto la propria ala protettiva Andy Sullivan nel foursome della mattina, ha dato la carica a Pieters in un match eccezionale. Sono partiti forti fin dalla uno, vincendo la buca ma perdendo poi il vantaggio alla 2. Tutto da rifare, ma niente paura: ci pensa Pieters. Il campione belga alla 4 centra un birdie fantastico e Rory, sulla scia dell’entusiasmo non si lascia scappare un secondo birdie alla 5. Il vantaggio è ora di 2 up e la coppia Kuchar-Johnson sembra in balia di Pieters-McIlroy.

L’intesa è tanta, la carica anche, soprattutto quella di Rory. Vincono anche la 6 e la 7, e mantengono così un vantaggio di 4 up. Alla 10 Rory mette la palla in asta per il birdie: il 5 up è vicino, ma Johnson c’entra anch’egli il birdie. Il vantaggio è invariato ma è alla 11 che il risultato viene messo in gioco: DJ vince la buca e fa scendere lo svantaggio a -3. Alla 13 poi Pieters centra un altro putt, il secondo decisivo dopo quello alla 4. Non sbaglia il birdie, con l’urlo di Rory “C’Mon” che si distingue tra quelli del tifo e che accompagna letteralmente la pallina in buca. Era però destino che anche questo match si sarebbe deciso alla 16. Johnson e Kuchar recuperano due buche, vincendo sia la 14 che la 15.

Alla 16 Rory centra il green del par 5 in due, grazie a un secondo colpo perfetto. Pieters sceglie la prudenza, com’è giusto per una matricola e in un match a coppie: arriva in green con il terzo, con un ottimo putt per il birdie. Con Johnson in acqua, è tutto nelle mani di Kuchar che non sbaglia il birdie, sfiorando l’eagle. Pieters chiude in par e Rory deve centrare il putt per l’eagle. Il fiato sospeso, la tensione palpabile: Rory non sbaglia! Imbuca l’eagle e conquista il terzo match insieme a un fantastico Pieters. Peccato per quel match perso da Kaymer e Willett ma obiettivamente Brandt Snedecker e Brooks Koepka erano imbattibili oggi.

Comincia la remuntada: gli americani hanno 5 punti, ma noi siamo ad appena due di svantaggio. Tutto è ancora possibile … e occhio a cantar vittoria troppo presto. L’orgoglio europeo è più forte di quanto si possa pensare.

Appuntamento a domani pomeriggio con i foursome già dalle 14.35 e come sempre: #GoEurope!

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