Play it again, Manny

manassero BMW PGA

Il trionfo inglese di Manassero ha un’altra grande valenza, oltre agli innegabili meriti sportivi: è stato il riscatto internazionale di tutti noi italiani all’estero. Da rifare, se possibile…

Vivo in Inghilterra e di questi tempi non ho molti motivi per essere orgoglioso in quanto italiano. Tutti ci riconoscono i pregi italiani (dal cibo ai monumenti, dalle grandi aziende al clima), ma ogni tanto sono costretto a dire sottovoce di esserlo, perché al popolo anglosassone non dico che venga da ridere, ma quanto meno da sorridere per la nostra situazione politica. Immaginate quindi la gioia che ho provato quando Matteo Manassero mi ha dato i motivi per camminare a testa alta e petto in fuori! È stato fantastico vedere un nostro atleta vincere un torneo così importante proprio in casa degli inglesi. Mi ha reso un immigrato felice. Sono rimasto a Londra solo il giorno della Pro Am del BMW Championship, poi sono dovuto venire in Italia per lavoro e l’ho vista a casa, su SkyGo perché non avevo nemmeno i televisori collegati, ma con il commento e il tifo dei miei amici Grappasonni & Co.

Non sono esperto da un punto di vista tecnico ma, dal gioco che ho visto, Matteo mi ricorda Luke Donald: non lunghissimo ma preciso, elegante, ripetitivo, un ottimo gioco corto, un carattere freddo. Guardandolo non traspaiono emozioni, ma lo dico – ripeto – non da esperto. Come personalità mi ricorda Alex Del Piero. Ha 20 anni ma come maturità ne dimostra 35: è composto, di grande professionalità e serietà, pensa sempre a come migliorare. Il fatto che si sia messo a dieta lo dimostra. Ora è veramente un atleta e fra poco sono certo che si inizieranno a intravedere i muscoli. Nel golf moderno, a parte qualche raro caso, i golfisti devono essere atleti. In più ha la faccia pulita, del ragazzo perbene. Sono certo che “dentro” è guidato da motivazioni “feroci”, vissute però con grande equilibrio.

Oggi è fantastico poter pensare che quando comincia un Major uno dei nostri tre moschettieri possa vincerlo. Possiamo dire che un determinato campo ha le caratteristiche che si adattano alle qualità di Francesco, piuttosto che di Matteo. È bello poter partire con queste aspettative. Il nostro golf sta dicendo la sua e il movimento non potrà che crescere. Questi ragazzi sono un bel traino per tutti. Mi dispiace che Matteo sia uscito per un colpo all’US Open, ma comunque è tutta esperienza. È così giovane…

A proposito di US Open, qualcuno non avrà apprezzato il tracciato reso impossibile. Invece del tradizionale festival di birdie si è trasformato nella fiera del bogey. Con un po’ di cattiveria, mi è piaciuto vedere alcune facce terrorizzate. Mi è piaciuto vedere la paura negli occhi dei campioni che, per una volta, hanno provato le stesse sensazioni di noi dilettanti. Una volta all’anno credo sia sopportabile. Sono e rimangono dei superuomini, ma in condizioni difficili sono diventati un po’ più umani. Sono ritornati sulla terra.

È finalmente arrivata l’estate, fa caldo, quindi ci sono le condizioni ideali per divertirsi: auguro buon gioco a tutti e divertitevi sfruttando le lunghe giornate di sole. Io e i miei collaboratori nel frattempo stiamo lavorando con Fondazione Vialli e Mauro per preparare la nostra Pro Am, un appuntamento ormai classico. Ne parliamo nel prossimo numero.

Il fairplay del fairway

adam_scott

Bravo Scott. Ma che classe Cabrera: quell’abbraccio finale tra vincitore e sconfitto vale più di mille lezioni sulla correttezza in campo. Il calcio prenda esempio

Questa edizione del Masters è stata fantastica; ma mi resterà negli occhi, come immagine più bella, l’abbraccio alla fine del play-off fra un vero signore, gentleman e fuoriclasse come Angel Cabrera e il campione Adam Scott: l’abbraccio sincero e spontaneo fra due atleti che hanno dato il massimo. È stato un gesto istintivo per Cabrera, consueto nel golf; ma io ogni volta mi stupisco di tanta sportività e ne rimango impressionato perché vengo da uno sport dove, al termine di una gara, ci si detesta. È stato emozionante anche vedere lo stretto legame di Cabrera col figlio che gli faceva da caddie e l’unione fra i due.

Sono stato molto felice per la vittoria di Scott, soprattutto dopo la disavventura dell’Open Championship. Sarebbe potuta diventare una batosta che avrebbe potuto lasciare il segno per tutta la carriera. Per me la forza di un atleta è sapersi rialzare e non buttarsi giù nelle difficoltà; e Scott ha dimostrato alla grande di saperlo fare. Grande merito va anche a Steve Williams che ha vinto il suo 14mo Major. Non ci sono caddie con un tale curriculum e, a parte qualche dichiarazione fuori luogo rilasciata dopo l’interruzione del suo rapporto con Tiger, trovo sia bravissimo e conferma la mia teoria che il caddie conta, eccome!

Ho pensato molto a Alex Del Piero, nell’ultima giornata. Lui si trova nella mia stessa situazione perché, vivendo come un emigrante (di lusso) in Australia ed essendo appassionatissimo di golf, dev’essere rimasto molto coinvolto. Ancora di più sapendo che nessun australiano, prima di Adam Scott, aveva mai vinto il Masters. Provo anch’io lo stesso coinvolgimento visto che, vivendo in Inghilterra, mi faccio trascinare dalle prestazioni sportive degli atleti britannici. Nel caso di Alex, poi, ha assistito a un vero e proprio trionfo con tre atleti nei primi cinque giocatori. È insolito, poi, pensare che la diretta tv delle ultime 9 buche, il tifo e l’esultanza finale si svolgono quando da loro è lunedì mattina… Non ho potuto non pensare a quanto sarebbe bello (e sono certo che succederà prima o poi) se anche noi avessimo Manassero e i due Molinari, nelle ultimissime partenze e nel team leader, in lotta per la conquista di un titolo Major. Italiano a parte, è nota la mia passione per Tiger e, ovviamente, mi è molto spiaciuto per lui. Era in una forma strepitosa e, se non avesse colpito l’asta con quel colpo sfortunato e tutto quello che è successo in conseguenza, sarebbe stato l’uomo da battere. Ma non sono i “se” che fanno la storia.

Mi è piaciuta l’applicazione della nuova regola e il fatto che nel golf sia possibile ricorrere al “common sense” e venga tenuta in conto la buona fede. È bello vedere che i giudici prendono in considerazione le dichiarazioni dei giocatori e ci si parla con spirito di collaborazione. Altro che il calcio, in cui si discute per giorni davanti a una moviola…

Un altro spunto che mi ha fatto pensare e sul quale ho riflettuto è stato lo scontro generazionale. Da una parte Langer, Cabrera, Couples a contendersi il successo contro trentenni rampanti come Day e Scott. Questo è l’ennesimo motivo per cui amo infinitamente il golf: non credo che ci siano altri sport (a parte, forse, il biliardo) dove ci si può misurare con concorrenti di venti o trent’anni di meno. Ciò anche se le possibilità di incontro sono più rare, perché un trentenne disputa 30/35 eventi l’anno mentre un 50enne deve essere più selettivo, pianificare la propria “schedule” con cura e solitamente non supera le 15 gare.

La Pro Am dei campioni (di generosità e… d’Italia)

Del Piero-Manassero

La nona edizione della “Vialli e Mauro” ha riproposto lo slancio e la disponibilità di tanti amici. Tra cui questo giornale e chi è fresco di scudetto

Lo scorso 7 maggio abbiamo disputato la nona edizione della Pro Am Vialli e Mauro Golf Cup e anche questa volta la manifestazione ha avuto grandissimo successo. Golf Today, che fin dalla sua nascita è un partner fidato dell’Associazione, ti racconta quella fantastica giornata a pag. 52. A me basta confidarti che, a questo punto, sto pensando che “Qualcuno” guarda giù e ci assiste visto che, come al solito, siamo stati più che fortunati. In questo caso addirittura doppiamente fortunati: sia dal punto di vista meteorologico, per la splendida giornata di sole; sia perché la sera prima della Pro Am la Juventus ha conquistato definitivamente lo scudetto, con una giornata di anticipo. Questo ha creato una sorta di clima elettrico nei moltissimi media presenti e in noi giocatori dato che, oltretutto, eravamo a Torino, e per giunta in casa del Presidente Andrea Agnelli. Il quale purtroppo non ha potuto essere presente, in quanto impegnato in una riunione programmata da tempo in Lega; ma Alex Del Piero e Pavel Nedved si sono presentati come promesso, mantenendo la parola data, nonostante siano andati a dormire alle cinque del mattino, fra un festeggiamento e l’altro. Per questo non finirò mai di ringraziarli. Come sempre per me questa gara è stata molto emozionante e infatti ho giocato malino.

Quando vedo professionisti di uno sport che praticano insieme a professionisti di altre discipline trovo che sia sempre un’esperienza positiva e coinvolgente. In fondo tutti noi abbiamo fatto dello sport il nostro lavoro, condividiamo esperienze comuni e parliamo lo stesso linguaggio. In più, c’è un lato simpatico e divertente: per noi golfisti dilettanti i pro sono i nostri “idoli” e, allo stesso tempo, noi calciatori spesso rappresentiamo il sogno nel cassetto dei pro, poiché molti di loro avrebbero voluto seguire questa strada. Per me è stato fantastico vedere Manassero giocare con Del Piero. Penso che Matteo abbia molto di Alex alla stessa età: maturità, idee precise, chiare, comportamento già estremamente professionale; è facile scommettere sul futuro di Manassero, come lo era su quello di Del Piero. Io ho giocato col mio amico Riccardo Grande Stevens e David Lynn (detto “l’attaccapanni”) come professionista. Mi ha raccontato come alcuni di loro avevano trascorso la sera prima… purtroppo sono cose che non posso raccontarti, ma ti posso garantire che quando i pro hanno un paio di giorni liberi sanno come divertirsi! Anche perché durante la giornata di gara praticano uno sport individuale, ma la sera dopo la prova diventano quasi una squadra, con un grande senso di amicizia. In più non sono proprio astemi e diventano l’intrattenimento delle nostre serate post gara. Insomma, sono ragazzi vivaci!

Il circolo ci ha accolti come al solito benissimo e la nostra raccolta è stata fantastica. Con gli anni e l’esperienza, e migliorando l’organizzazione, si riescono ad abbassare certi costi e a raccogliere di conseguenza di più: i nostri amici sponsor sono molto generosi. Se mi posso permettere, vorrei chiudere con una considerazione: io come al solito ho giocato male, perché come tutti i dilettanti non ho continuità. Se c’è una cosa di cui invece alla Fondazione dobbiamo andare fieri è la persistenza. Come spesso capita, ci siamo trovati di fronte a ostacoli che sembravano insuperabili, ma noi, gli sponsor, le celebrities e i media partner (tra cui Golf Today) formiamo una grande squadra e continueremo finché non otterremo i risultati che ci siamo prefissati. Di questo sono molto orgoglioso.

Sport, imprenditoria e solidarietà: arriva la IX Pro Am Vialli e Mauro Golf Cup

In programma per lunedì 7 maggio al Royal Park I Roveri, il grande evento vedrà la partecipazione di professionisti del Tour europeo, stelle del calcio di ieri e di oggi e rappresentanti del mondo imprenditoriale e dello spettacolo, tutti uniti per raggiungere due grandi obiettivi benèfici promossi dalla Fondazione Vialli e Mauro che, dal 2004, organizza eventi e attività di raccolta fondi per finanziare la Ricerca sul Cancro e sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Sempre presente sin dalla prima edizione, tra i protagonisti ci sarà Alessandro Del Piero. Con lui Johan Cruyff, Pavel Nedved e Christian Panucci, insieme ad Andrea Agnelli, Umberto Gandini, Nicola Caricola, Alberto Bigon e Stefano Nava. Confermata la partecipazione di Claudio Amendola, mentre tra i volti noti della TV ci saranno anche Valerio Staffelli e Alessandro Bonan di Sky Sport.

Tra i pro, tornerà al Royal Park l’inglese Lee Slattery, vincitore della scorsa edizione, insieme al connazionale David Lynn e all’amico della Fondazione, Peppo Canonica. E ancora, Lorenzo Gagli, Rafael Cabrera-Bello, Stephen Gallacher e Domenico Geminiani. New entry sul green torinese Rich Beem e Pelle Edberg.

La partenza delle squadre, che si sfideranno sul percorso Trent Jones Senior, lo stesso dell’Open d’Italia, è fissata alle ore 12.30 con formula shot gun. Dopo le 18 buche, la premiazione sarà condotta da Andrea e Michele di Radio Deejay.

www.fondazionevialliemauro.com