L’oroscopo golfistico: Perché un Club è un po’ come un segno zodiacale

astrologiagolf

BOGOGNO

I pianeti a voi avversi vi hanno dato qualche difficoltà negli ultimi mesi, fino a farvi pensare di non potercela fare da soli. Ma ora siete pronti a ripartire, cominciando una nuova fase della vostra vita. Non sognate un ritorno al passato ma un inedito futuro, dopo le tribulazioni e abbandonata la filosofia dei fratelli Vanzina vi scoprite diversi, più concreti e meno yuppies.

CASTELCONTURBIA

Con un po’ di spontaneo opportunismo avete gestito la nascita di nuovi rapporti lasciando da parte il vostro snobismo, che fosse novarese, provinciale o nato nella Milano ovest. Siete stati capaci di mettere da parte i pregiudizi e di assorbire tutto il buono che coloro di cui prima diffidavate, non sapete neanche voi perché, hanno da offrire.

TORINO

Un grande anno si prospetta per voi e vi dovrete misurare con grandi responsabilità. Negli anni passati avete seminato confidando in un proficuo raccolto, verso settembre vedrete se le vostre aspettative saranno soddisfatte. Nel frattempo, nonostante le fatiche non vi è concesso di abbassare la guardia. Fate attenzione.

Tu Garcia, io Jane – Di Carlotta Sanzogni

Ho un pezzo urgente da scrivere: zitti tutti, “mamma, un attimo e arrivo”, ignoro persino whatsup, non ce la faccio ad aspettare, dobbiamo affrontare lʼargomento “quanto è figo Garcia”.

Sì, lo so che scrivendo di un altro uomo subito dopo aver pubblicato un articolo su Tiger rischio di fare la figura della solita giornalista sportiva, o aspirante tale, oca, che aspira solo a farsi spedire a bordo campo un paio di volte e guadagnarsi, chessòio, cose tipo una dichiarazione in diretta tv su sky da un romanticissimo allenatore da film Disney.

Sia chiaro che non disdegno le dichiarazioni in diretta, ammiratori sfogatevi, anche alla Prova del Cuoco tra una besciamella e un balletto della Clerici. Orrenda visione, torniamo a Sergio, por favor.

Intanto El Niño parte avvantaggiato: è spagnolo, e dovrò mica spiegarvelo io,

diciannovenne che ha appena guadagnato lʼequilibrio dellʼormone, perché venire dalla terra di Barca e Madrid è una cosa positiva per un uomo. Ha denti bianchi e dritti, occhi tra il castano e il verde, un fisico scolpito dalla palestra dei golfisti di nuova generazione e conta solo 33 primavere. Eʼ alto un metro e settantotto (due cm in meno della sottoscritta) ma possiamo passarci sopra, magari con un paio di ballerine di marca francese, e ha solo una modesta stempiatura, sdrammatizzabile con il nome di “fronte un poʼ alta”.

Eʼ pazzescamente ricco, talentuoso ma soprattutto è istintivo, a volte un poʼ folle e tremendamente irascibile: come possiamo resistergli?

E poi, diamine, Garcia ha tirato da un albero, da-una-pianta, arrampicandosi come un novello Tarzan, per il quale tutte le golfiste sintonizzate sarebbero state volentieri una Jane, e lo ha fatto allʼArnold Palmer Invitational, mica al circolo suo per non perdere la birretta di fine nove buche. Non contento di aver dato spettacolo con la salita sul ramo e uno swing rivisitato stile agricolo, per tornare a terra si è lanciato in un salto dallʼaltezza considerevole alla quale si trovava, rischiando, senza pensarci un secondo, caviglia e stagione.

Eʼ pure amante del rischio, che uomo.

C’è solo una Tigre. Di Carlotta Sanzogni

Ebbene Tiger ha vinto e da brava golfista malata non riesco a sopportare il fatto di avere a che fare unicamente con esseri umani che reputano la cosa interessante quanto una elucubrazione di Stefano De Martino.

Confesso che avevo quasi smesso di credere in un suo ritorno e ormai mi ero rassegnata allʼidea che “il saltino” avesse definitivamente compromesso lo swing della Tigre. E invece no, il campione si muove come tre anni fa, forse addirittura meglio.

Non nascondo che i suoi gusti in fatto di donne e la sua poca discrezione e mancata disinvoltura nel manifestarli hanno rischiato di far nascere anche in me una sorta di zitellesco moralismo inacidito, prontamente soffocato a favore di un sano tifo disinteressato delle sue faccende private.

Quanto è bello rivedere Tiger, con la sua camminata, la sua grinta, la sua potenza, il suo movimento perfetto e i colpi mi-ra-co-lo-si. Tiger ti fa battere le mani dal divano anche se sta asfaltando il tuo giocatore preferito. Quanto è bello aspettare che la Tigre rompa, esultando, il suo silenzio. E poi diciamolo: Tiger è figo, un poʼ meno di Adam Scott ma tanto lʼaustraliano non lo inquadrano mai. Woods è stato il primo palestrato da fairway della storia e noi che partiamo dai rossi (e dai blu) per questo lo ringraziamo. Il suo sedere parla, e non di score o di fade.

La Tigre è tornata, ragazzi. Tiger è tornato, ragazze.