Brandt Snedeker vince il Tour Championship e la FedEx Cup

Bottino pieno per Brandt Snedeker (270 – 68 70 64 68, -10) che vince il Tour Championship, sul percorso di Atlanta, e conquista i 10.000.000 di dollari della FedEx Cup.

Snedeker da dichiarato: “E’ semplicemente incredibile”. Ti alleni per questo tutta la vita, ed ora vedo tutti i putt e tutti i drive che ho giocato nella mia vita, è semplicemente incredibile la capacità che ho avuto di mantenere la calma oggi”.

Per Brandt, che per sua stessa ammissione si definisce un ragazzo normale che gioca un golf di vecchia scuola, è la quarta vittoria sul PGA e la prima della ed FedEx Cup.

Justin Rose con 273 (66 68 68 71 -7) chiude secondo, mentre terzi con 274 (-6) colpi Ryan Moore e Luke Donald, protagonista quest’ultimo, di due giri finali in 67 colpi che gli hanno permesso di recuperare diverse posizioni.

Tiger Woods finisce ottavo il torneo di Atlanta e terzo della FedEx Cup. Decima posizione nel torneo per Rory McIlroy, il più accreditato a vincere torneo e FedEx. Il nordirlandese ha marcato, nell’ultimo giro, 4 bogey, 1 double bogey e solo 2 birdie, chiudendo così secondo la FedEx Cup.

 

Nick Watney vince il The Barclays meritandosi il -10 con lode

Nick Watney con 274 (65 69 71 69, -10) colpi vince il The Barclays giocato sul percorso del Bethpage State Park (par 71) di Farmingdale, nella stato di New York.

Brandt Snedeker con 277 (70 69 68 70, -7) colpi chiude al secondo posto, Sergio Garcia con 278 (66 68 69 75, -6) colpi termina il torneo terzo in compagnia di Dustin Johnson.

Scende in classifica Tiger Woods, 38esimo con 285 (+1) colpi, mentre il nordirlandese Rory McIlroy con 283 colpi, recupera posizioni chiudendo 24esimo (-1).

Un giro finale nel quale Watney ha marcato 6 birdie e 4 bogey; Snedeker 4 birdie e 3 bogey; Johnson 5 birdie e 3 bogey; Garcia 1 birdie e 5 bogey.

Crolla Adam Scott e BIG EASY vince l’Open Championship 2012

Ernie Els ha vinto con 273 colpi (67 70 68 68), sette sotto par, il 141° Open Championship, e dove Francesco Molinari si è classificato al 39° posto con 285 colpi (69 72 71 73, +5).

E’ stato un verdetto a sorpresa in un finale incredibile nel quale l’australiano Adam Scott (274 – 64 67 68 75, -6), leader con quattro colpi di vantaggio a quattro buche dal termine, ha dilapidato il suo patrimonio con quattro bogey a chiudere regalando il Claret Jug a Els, già in club house e che magari poteva attendersi un playoff.

Sono terminati al terzo posto con 277 (-3) Tiger Woods e Brandt Snedeker, al quinto con 278 (-2) l’inglese Luke Donald, numero uno mondiale, e il nordirlandese Graeme McDowell, al settimo con 279 (-1) il sudafricano Thomas Aiken e il belga Nicolas Colsaerts risalito dal 54° con un 65 (-5) miglior score di giornata. In nona posizione con 280 (par) Matt Kuchar, l’inglese Ian Poulter, il fijano Vijay Singh e il sorprendente ultracinquantenne Mark Calcavecchia (suo l’Open nel 1989).

Francesco Molinari è partito male con quattro bogey nelle prime sei buche, poi ha segnato un birdie alla buca 14, per il 73 (+3) di chiusura. Ha dichiarato in corso d’opera di non essere soddisfatto del gioco di ferri al green e non è stato neanche molto fortunato perché, ad esempio nel terzo turno, ha pagato pesantemente l’unico colpo sbagliato, mentre per almeno quattro volte la pallina gli ha negato dei birdie ballonzolando sulla buca.

Open Championship: Protagonista Brandt Snedeker; Tiger accorto; Molinari 40°

Francesco Molinari ha effettuato il secondo giro del 141° Open Championship in 72 (+2) colpi e con un totale di 141 (69 72, +1) è al 40° posto nel 141° Open Championship.

Grande protagonista della giornata è stato lo statunitense Brandt Snedeker che si è portato al comando con 130 colpi (66 64, -10) dopo un ottimo 64 (-6). Il 32enne di Nashville, nel Tennessee, che vanta tre titoli nel PGA Tour, ha effettuato le prime 36 buche con dieci birdie, senza bogey.

Tiger Woods, terzo in classifica,  sta giocando con molta accortezza, quasi stesse facendo una partita a scacchi: rischia poco e attende con pazienda le occasioni favorevoli. Ha provato a forzare un po’ sulla buca 11, un par cinque, ma è finito nel rough ed è stato l’unico bogey a fronte di quattro birdie per il 67 (-3), l’ultimo mettendo a segno la palla dal bunker alla buca 18.

Molinari aveva iniziato molto bene imbucando un lunghissimo putt alla buca cinque per il birdie, ma successivamente sono arrivati tre bogey (9ª, 12ª, 15ª).

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PGA Tour: Brandt Snedeker conquista il Farmers Insurance Open

Con un perentorio 67 64 74 67 (272, -16) l’americano Brandt Snedeker ha conquistato il Farmers Insurance Open, quarto torneo stagionale dell’US PGA Tour, che si disputato sui due percorsi del Torrey Pines (North e South) a La Jolla, in California.

Snedeker ha superato ai playoff Kyle Stanley, autore di un quarto giro da suicidio, dopo aver dominato i primi tre (62 68 68, -18), durante i quali aveva posto una pesante ipoteca sulla vittoria. Al punto che lo stesso  Snedeker, seguendo al Centro Media il giro dell’avversario, era convinto che il suo margine di vantaggio fosse ormai incolmabile. Poi il crollo (improvviso e verticale) con la palla che passa troppo a sinistra della 18 e prosegue, dannatamente sospinta dall’inclinazione, verso l’acqua. Il rough sembra rallentarla, ma non è sufficiente e le speranze di Stanley annegano con quel colpo galeotto.

Brandt Snedeker, nato nella luccicante Nashville, in Tennessee, è “nipote” d’arte, essendo stato introdotto al golf dalla nonna materna che gestiva in Golf Course in Missouri. Nel 2007 è stato designato Rookie of the Year sul PGA Tour e, in quell’anno, ha vinto il suo primo torneo nella challange a stellestrisce (il  Wyndham Championship). Ad aprile 2011, il bis (The Heritage, domando uno scatenato Luke Donald) e ieri la terza affermazione sul PGA Tour.

Il torneo presentava un field di grandissimi: al tee di partenza Bradley Keegan (Mister PGA Championchip 2011), Hunter Mahan, Rickie Fowler, Bubba Watson, nonché il “nostro” opinionista Geoff Ogivly, l’argentino Angel Cabrera, il giapponese Ryo Ishikawa, il sudafricano Ernie Els, il colombiano Camilo Villegas e molti altri big. Tra i quali Phil Mickelson, che non è riuscito a riscattare la prestazione opaca nell’Humana Challenge: il primo giro con il freno a mano tirato (77) ha inficiato un buon 68 del secondo, sicché al taglio ha fatto le valigie (145, +1).

Spenti i riflettori su La Jolla, occhi puntati a Scottsdale, in Arizona, dove giovedì 2 febbraio inizia il Waste Management Phoenix Open: montepremi di sei milioni e centomila dollari, dei quali 1.098.000 andranno al vincitore.