Bel colpo, presidente!

Coni

Complimenti a Giovanni Malagò, eletto (a sorpresa) alla presidenza del Coni. Ma dietro c’è lo zampino di Chimenti, suo discreto, prezioso e fidato consigliere che ha sempre creduto in questa elezione. In attesa del “debutto” alle Olimpiadi, è un grande risultato per tutto il nostro movimento

Un gran bell’inizio di stagione nel 2013 ha già messo in mostra giovani emergenti (tanti), argomenti di discussione sportivi e politici che lasciano il segno. Personalmente preferisco i commenti senza limite di spazio ai cinguettii (non conosco il dono della sintesi), anche se non disdegno di twittare di tanto in tanto. Se avessi dovuto cinguettare martedì 19 febbraio mi sarei lanciata in un canto allegro e vivace, di festa. Su Facebook, stavolta, ho solo commentato con 29 caratteri, spazi inclusi: mi piace, mi piace, mi piace!

L’uomo che ha ottenuto il maggior numero di voti fra i neo componenti della Giunta Coni è il professor Franco Chimenti, ovvero il nostro Presidente federale che corona così una delle sue due carriere, quella sportiva di tutto rispetto, che l’ha visto anche Presidente della Lazio Calcio. Per quanto concerne la sua carriera universitaria, i titoli parlano per lui: Professore Ordinario di Chimica Farmaceutica all’Università “La Sapienza” di Roma, Preside della facoltà di Farmacia Università “La Sapienza” di Roma, Accademico delle Scienze Medico Biologiche, Membro della New York Academy of Science, Accademico del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico. “Sono il dirigente sportivo con il maggior numero di anni di anzianità”, mi diceva tempo fa e il suo apporto sarà fondamentale verso il cambiamento che è stato il perno della campagna elettorale del nuovo presidente Coni Giovanni Malagò, di cui il Chimenti è sempre stato braccio destro. Credo che, senza togliere nulla ai suoi indubbi meriti, Malagò gli debba molto. Sono certa che i suoi consigli siano stati fondamentali. Non a caso è stato immediatamente e meritatamente nominato vice presidente Vicario.

Mi è piaciuto che Giovanni Malagò sia stato eletto nuovo presidente del Coni. Uomo di grande coraggio (e l’ha dimostrato dicendo sempre e comunque in tutta la campagna elettorale ciò che pensa) e grandissimo sportivo che ha portato la Canottieri Aniene alla conquista di numerose medaglie olimpiche e mondiali, visto che è stato il primo, su tutti, a credere in Federica Pellegrini e in tanti altri atleti, così come ha sempre dato ampio spazio allo sport in rosa, il che non è poco. Mi piace perché è estremamente rappresentativo, colto, combattente, ottimo parlatore ma soprattutto mi piace perché adoro i cambiamenti, perno della sua campagna elettorale. Non alla Tancredi di Lampedusa; ma quelli veri, concreti, tangibili. Sono certa che Malagò saprà portare quell’aria nuova della quale lo sport italiano sente un gran bisogno, eliminando quell’aura di malcontento che da anni aleggia in questo nostro calciofilo Paese.

Il golf è diventato sport olimpico, non dimentichiamolo, e la presenza di Chimenti in Giunta potrà solo farci del bene. Fra l’altro ho notato che fra gli eletti spicca anche il nome della grandissima Fiona May, che del golf è innamorata. Hai visto mai che anche lei possa contribuire a un aiuto fondamentale? Sono trascorsi tre anni e mezzo da quando il golf è rientrato fra gli sport olimpici. Sembra ieri, ed è ieri, quando abbiamo visto l’allora 16enne Matteo Manassero parlare dal palco a Copenhagen in favore del golf. Questo tempo è volato, un battito di ciglia, e pensandoci bene, è lo stesso lasso di tempo che manca a Rio de Janeiro 2016.

Inoltre, mi sono piaciuti altri due spunti. Il primo è la nomina del neocapitano di Ryder Cup, Paul McGinley, che apprezzo da un punto di vista sportivo e umano e che possiede tutte le qualità di un gregario per devozione, umiltà e spirito di sacrificio. Il nordirlandese è amato dai giocatori, ma ricordiamo anche che è un gentleman, un vero buono, e avrà di fronte l’esperienza di un Tom Watson che certamente cattivo non è, ma è un gigante quanto a carisma, esperienza, conoscenza di ogni lato del gioco e chi più ne ha più ne metta.

Il secondo spunto riguarda il gioco giocato. Mi piace sottolineare come sin dall’inizio di stagione sia stato al fulmicotone e, come si suol dire, è già successo di tutto: rinvii, sospensioni, ritardi, cattivo tempo… I Tour americani ed europei, appositamente studiati per inseguire il sole, sono già stati abbondantemente mortificati da nebbie (Torrey Pines); da vento, alle Hawaii nello Hyundai Tournament of Champions (terminato in extremis addirittura il martedì, col successo di Dustin Johnson); e addirittura dalla neve, in Arizona nell’Accenture World Match Play Championship.

Infine, mi piace questa sfida, che promette di diventare infinita, fra Rory McIlroy e Tiger Woods, entrambi con Nike che sta facendo man bassa di giocatori, avendone messi sotto contratto moltissimi anche in Europa, a cominciare da Olesen, un giocatore veramente migliorato. Nike si sta distinguendo per spot commerciali che vedono protagoniste le sue due punte di diamante. Che, per inciso, grazie alla tecnologia, hanno girato lo “spot dei bicchieri” senza nemmeno incontrarsi. Ma ad Augusta si incontreranno certamente…

mp.gennaro@golftoday.it

La nuova Giunta Coni? Mi piace, mi piace mi piace. (Di Maria Pia Gennaro)

Si può cliccare su “Mi piace” dopo le votazioni della giunta Coni? Ebbene, mi piace, mi piace, mi piace!

Mi piace Giovanni Malagò, uomo di grande coraggio – e l’ha dimostrato dicendo sempre e comunque in tutta la campagna elettorale ciò che pensa-, grandissimo sportivo che ha portato la Canottieri Aniene alla conquista di numerose medaglie olimpiche e mondiali visto che è stato il primo, su tutti, a credere in Federica Pellegrini e in tanti altri atleti, così come ha sempre creduto nello sport in rosa, il che non è poco. Mi piace perché è estremamente rappresentativo, colto, combattente, ottimo parlatore ma soprattutto mi piace perché adoro i cambiamenti. Non alla Tancredi di Lampedusa ma quelli veri, concreti, tangibili. Sono certa che Malagò saprà portare quell’aria nuova della quale lo sport italiano sente un gran bisogno eliminando quell’aura di malcontento che da anni aleggia in questo nostro calciofilo Paese.

Amo il calcio, mi diverte molto ma mi disturba che in Italia sia l’unico – e sottolineo l’unico sport – che diventi in moltissimi casi l’ago della bilancia di molte decisioni.

Ma ciò che più mi piace è che l’uomo che ha ottenuto il maggior numero di voti fra i neo componenti della Giunta sia il “Professore”, ovvero il nostro Presidente Franco Chimenti che corona così una carriera fatta di sport. “Sono il dirigente sportivo con il maggior numero di anni di anzianità” mi aveva detto tempo fa e il suo apporto sarà fondamentale verso quel cambiamento che è stato il perno della campagna elettorale di Malagò di cui il Presidente è sempre stato braccio destro. Credo che, senza togliere nulla ai suoi indubbi meriti, Malagò gli debba molto. Non sono al corrente, ma sono certa che i suoi consigli sono stati fondamentali.

Il golf è diventato sport olimpico, non dimentichiamolo, e la presenza di Chimenti in Giunta potrà solo farci del bene. Fra l’altro ho notato anche che fra gli eletti spicca anche il nome della grandissima Fiona May che del golf è innamorata. Hai visto mai che anche lei possa contribuire a un aiuto fondamentale?

Spero di poter intervistare a breve Chimenti che immagino travolto da manifestazioni di elogio e simpatia. Passata la buriana seguiteci su questo sito. Sapremo dalla sua viva voce le impressioni, le intenzioni e, magari, avremo qualche altra succulenta novità.

Franco Chimenti tra i dirigenti Coni con il maggior numero di voti

Giovanni Malagò è il nuovo Presidente del CONI. Il Consiglio Nazionale (presenti tutti i 76 i componenti) lo ha eletto con 40 voti, mentre Raffaele Pagnozzi si è fermato a 35 (una scheda nulla).

Il Consiglio Nazionale ha poi provveduto alla elezione della Giunta Nazionale che vede come uno dei protagonisti il Presidente della Federazione Italiana Golf, Franco Chimenti che con 49 voti è uno dei 7 dirigenti Coni. Il professore ha raccolto, tra i dirigenti, il maggior numero di consensi.

Questo l’esito delle votazioni (prima del voto si è ritirato Jury Chechi in quota dirigenti):

DIRIGENTI (7): Franco Chimenti (49 voti), Luciano Buonfiglio (47), Giorgio Scarso (37), Paolo Barelli (35), Giancarlo Abete (33), Sergio Anesi (10), Fabio Pigozzi (10). Non eletti: Renato Di Rocco (32), Angelo Binaghi (29), Riccardo Fraccari (29) Ugo Matteoli (28), Flavio Roda (18)

ATLETI (2): Alessandra Sensini (36 voti), Fiona May (24). Non eletti: Paolo Vaccari (8), Oscar De Pellegrin (6)

TECNICI (1): Valentina Turisini (72 voti)

RAPPRESENTANTE COMITATI REGIONALI: Fabio Sturani (47 voti). Non eletto: Gianfranco Porqueddu (26)

RAPPRESENTANTE DELEGATI PROVINCIALI: Guglielmo Talento (43 voti). Non eletto: Giuseppe Iacono (28)

ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA: Massimo Achini (36 voti). Non eletti: Giovanni Gallo (31), Nazzareno Neri (1)

 

Il poker del Presidente

chimenti

Per la quarta volta, Federgolf sceglie Franco Chimenti alla sua guida. Un segno di continuità tra la sua grande dedizione e i nuovi impegni che lo attendono in Federazione. Con un occhio (e il cuore) già rivolti a Rio

Poker per il professor Franco Chimenti, che è stato rieletto per la quarta volta presidente della Federazione Italiana Golf. Chimenti, candidato unico, ha ottenuto il 92,9 per cento dei voti (2.476 voti su 2.665), ben più del 55% che gli serviva per regolamento. Sono mancati in pochi fra gli aventi diritto: presidenti di circolo, professionisti, rappresentanti dei tecnici e degli atleti dilettanti con 325 aventi diritto al voto, pari al 94% del circoli, per 2.750 voti. Un lungo applauso dell’Assemblea ha confermato il plebiscito, dopo un discorso come sempre coinvolgente, a tratti divertente (“Se mi rieleggerete…, in effetti non ho nessun contendente), ma concreto. Il Presidente ha posto l’accento sul momento di crisi che sta attraversando il nostro Paese e che colpisce anche il golf (anche se ha affermato che i tesserati “sono più o meno gli stessi dell’anno scorso”).

Per questo motivo si è reso disponibile ad accompagnare all’Istituto di Credito Sportivo – con il quale è stata recentemente siglata una convenzione – chiunque voglia investire nel proprio circolo. La Fig attuerà anche una sua personale “spending review” ponendo grande attenzione alle spese poiché ha ricevuto un contributo dal Coni inferiore del 20 per cento rispetto agli altri anni, in seguito ai tagli apportati dal Comitato Olimpico. E, a proposito di Olimpiadi, Chimenti è in prima fila per l’evento che vedrà esordire nuovamente il golf nel 2016 a Rio de Janeiro. Fra i programmi del Presidente c’è anche l’apertura di altri centri tecnici volti alla formazione non solo di maestri ma anche di atleti dilettanti; l’intento di velocizzare i tempi della giustizia sportiva, a oggi elefantiaci; e di limitare il tesseramento libero, utile per l’avviamento al golf ma abusato da chi se ne approfitta per anni.

Lo aspettano quattro anni difficili, di duro lavoro, a cui – sappiamo – non si sottrae mai, per confermare i cambiamenti proposti e i molti altri progetti che comporta la gestione di una Federazione, ormai divenuta importante anche grazie ai successi dei nostri giocatori. “Sono il dirigente sportivo con la maggiore anzianità di servizio”, ama ripetere Chimenti, che siede in Giunta Coni dal 2004, ha un passato come Presidente della Lazio (che ha sempre nel cuore) ed è Preside della Facoltà di Farmacologia all’Università La Sapienza, di cui è anche professore di Chimica Farmaceutica. Molti suoi sogni sono volti al Brasile, ma ne parleremo in un’altra occasione. Per il momento citiamo le sue parole: “Comincia oggi un quadriennio particolarmente importante per il golf, al termine del quale il nostro sport tornerà finalmente ai Giochi Olimpici. Insieme al nuovo Consiglio, il mio impegno principale sarà quello di portare nelle condizioni migliori gli atleti azzurri a questo storico appuntamento, per rappresentare l’Italia al più alto livello possibile. Nello stesso tempo, lavorerò per tutelare gli interessi legittimi dei circoli e favorire l’ulteriore sviluppo del golf nel nostro Paese”.

In seguito alla riforma dello Statuto predisposta su indicazione del Coni dal Commissario ad acta Giulio Napolitano, i consiglieri sono stati ridotti da 15 a 10, di cui sette nominati dai circoli, due dagli atleti (Marco De Rossi per i dilettanti e Marco Durante per i professionisti), più un tecnico, Vittorio Mori. Anche il Collegio dei Revisori di Conti è sceso da cinque a tre membri: Andrea Valmarana e due che saranno nominati dalla Giunta del Coni. Dodici i candidati al Consiglio per i sette posti e grande lotta anche se, alla fine, i voti dei componenti hanno mostrato coesione di idee e di vedute. Fanno parte del nuovo Consiglio direttivo: Celso Lombardini (1.281 voti), Paolo Casati (1.274), Antonio Bozzi (1.113), Andrea Pischiutta (1.057), Giovanni Collini (910), Antonio Bulgheroni (882) e Giovanni Paolo Risso (756). Un grande lavoro li attende per sviluppare i molti temi che il golf porta con sé: dallo sviluppo del turismo ai circoli; dall’Open d’Italia (che non è poco) all’attenzione ai bilanci; dallo sviluppo dell’attività fra i giovani alla battaglia contro le “truffe” (chiamiamole così). L’elenco è lungo e seguiremo da vicino il lavoro svolto. Nel frattempo, complimenti a tutti gli eletti e, soprattutto, per dirla alla Galliani, buon lavoro!

mp.gennaro@golftoday.it