Anche Chicco a Crans. Di Maria Pia Gennaro

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Francesco Molinari è entrato nel Field dell’Omega European Masters in programma dal 5 al 9 settembre a Crans-Montana. Per noi italiani il cambio di programma del torinese è una bella notizia dato che, inizialmente, aveva deciso di non prendere parte al torneo e ce l’aveva comunicato in occasione dell’Open Championship. Con lui saranno in campo altri quattro italiani: Matteo Manassero (uno dei primi a confermare la sua partecipazione), Alessandro Tadini, Lorenzo Gagli e il dilettante Renato Paratore. Matteo Delpodio al momento in cui scriviamo è ottavo in lista d’attesa.

Molti i bei nomi che sfileranno sul Plateau a cominciare da Paul Casey, reduce da alcuni risultati molto positivi; Padraig Harrington, che ritorna dopo 13 anni ma con tre titoli Major nel carniere; i sudafricani del momento, Richard Sterne e Branden Grace; Miguel Angel Jimenez, affezionatissimo alla gara; Alvaro Quiros, assente da due anni, che incanterà il pubblico con le sue bordate, ancora più impressionanti in altura; e poi Thongai Jaidee, Darren Clarke, Tommy Fletwood, brillantissimo a Gleneagles, e altri 21 vincitori di torneo negli ultimi due anni.

Molti anche i Vip che solitamente prendono parte alla Gold Pro Am e quest’anno, grazie allo sponsor Omega, è annunciata la presenza di Michael Phelps, l’uomo che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche nella storia. Alle 10.30 ci sarà la conferenza stampa e ci auguriamo di avere la conferma perché sinora l’arrivo del nuotatore è stato coperto dalla più assoluta segretezza. Tutti con le bocche cucite…

Sono iscritti anche 40 asiatici perché il torneo è co-sanctioned con l’Asian Tour e anche per questo motivo scenderà in campo il fenomeno dodicenne cinese Wo-cheng Ye.

La gara sarà preceduta dalle due Pro Am targate Credit Suisse: il lunedì la Silver e il mercoledì la Gold. Il montepremi sarà di 2,2 milioni di euro e il torneo verrà trasmesso in diretta. Non perdete, però, le sorprese, gli aggiornamenti e i commenti sul nostro sito!

Una grande amicizia

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La scomparsa di Ballesteros ha commosso tutti e addolorato in modo particolare chi lo conosceva bene. E adesso, più che il campione, da ammirare è soprattutto l’uomo

Sei grande Seve! Sai di essere sempre stato il migliore, come ti diceva tuo papà. Lui che ha sempre creduto in te, che ti ha incoraggiato e al quale ti sei ispirato per tutta la vita. Lui ti ha dato forza, coraggio, ma in te è sempre rimasto quello spirito di ragazzo, quella voglia di divertirti e di scherzare con gli Amici veri, quelli con la “A” maiuscola, che hai conosciuto quando non eri nessuno, quando non temevi che la gente ti si avvicinasse per interesse. Quando già avevi inanellato vittorie facendo emozionare tutto il mondo hai sempre tenuto a distanza, a volte col sorriso, a volte bruscamente, chi ti si avvicinava troppo. Sì, perché la certezza che hai sempre avuto nel tuo gioco, nelle tue immense possibilità e nel tuo Genio non ti ha dato la sicurezza assoluta. Quando sei entrato in sala stampa nel 1997 con la Ryder Cup in mano, ti sei avvicinato e mi hai scompigliato i capelli fradici chiedendomi se ero contenta. Sono riuscita a dirti solo: “Sei stato grande!”. Tu, per tutta risposta, mi hai chiesto: “Veramente?”. Ecco il lato quasi sconosciuto dell’immenso campione: quell’avere sempre un dubbio, quell’incertezza che ti ha accompagnato nella vita privata, mai sul campo, dove hai sempre osato colpi impensabili per esseri umani.

Seve, chissà se quella signora sul tee della 1 di Modena che, quando stavi per drivare, ha inavvertitamente scosso il bracciale carico di ciondoli si ricorda di come l’hai fulminata con il tuo sguardo nero, di fuoco, come solo tu sai fare. Quando vuoi, sai essere terribile col pubblico che ti adora, sai mostrare il tuo lato di hidalgo feroce, senza pietà per l’avversario. Però sai essere tenerissimo, soprattutto con i bambini. Non hai mai negato un autografo o una foto a chiunque ti chiedesse di essere immortalato con il figlioletto; così come non ti sei mai arrabbiato con mio figlio che, a meno di due anni ma già col ‘pallino’ del golf, si appropriava del tuo drive mentre eri in putting green. Io ero terrorizzata ma tu, con grandissima tenerezza, gli prendevi il drive dalle manine, lo rimettevi in sacca e lo distraevi con indescrivibili magie con il sand. Sai anche essere dolcissimo e un vero amico. Per tutta la vita.

Da quando avevi 17 anni non è passato anno senza che ci scambiassimo gli auguri di compleanno. Non è necessario sentirsi o vedersi ogni giorno per volersi bene. A volte passa tanto tempo senza incontrarsi, eppure ogni volta l’affetto torna a galla, inalterato come quando per anni abbiamo trascorso le serate a chiacchierare fino a tarda ora, seduti sulla panchina al tee della 1 di quel campo che ora porta il tuo nome a Crans, oppure come quando, per tre mesi, abbiamo giocato insieme ogni lunedì a Wentworth o a Sunningdale, o quando siamo andati a casa di Angel Gallardo a mangiare la paella.

La tua amicizia è un regalo per me e ciò che ho imparato in quei giri in cui scommettevamo chi avrebbe cucinato la sera fa parte del patrimonio di ricordi che, lo sai, porterò sempre con me. Così come la tua allegria quando abbiamo passato una sera a fare a palle di neve sul piazzale del Memphis e lo sfottermi perché diventavo rossa quando mi chiedevano l’autografo in Inghilterra solo perché ero vicino a te. Per te gli amici sono sacri, ti sei sempre fidato di loro, anche quando, come nel mio caso, sono diventati giornalisti, perché sapevi che mai avremmo scritto qualcosa che avrebbe potuto nuocerti. Nessuno dei tuoi veri amici si vanterebbe a sproposito come fanno coloro che con te hanno avuto solo rapporti di “lavoro”.

Sono enormi le emozioni che mi – e ci – hai regalato. Sono felice di aver visto i freddi britannici, golfisticamente più che nazionalisti, esultare e tifare per uno spagnolo. Il primo nella lunga storia del golf. Li hai fatti innamorare di te, li hai “scaldati”, infuocati. Hai portato il golf europeo in America quando era considerato poca cosa, hai aperto la strada a tutti i grandi di oggi che ora spadroneggiano le classifiche mondiali.

Tu sei l’idolo iberico, l’uomo che ha portato al golf decine di migliaia di persone per le quali era uno sport sconosciuto, hai fatto per il tuo Paese cose immense, hai regalato titoli, successi, vittorie, trionfi. Prima fra tutte hai sdoganato dai confini britannici la Ryder Cup, unica volta nella storia della sfida cui tu hai dato tanto. A Valderrama sei stato il capitano più grande, quello che era ovunque, quello che coccolava i suoi giocatori come figli, quello che li sgridava se fumavano (e se lo ricorda bene uno di loro, forse quello che ti ha dato la gioia più grande…).

Sai Seve, ciò che ho sempre ammirato di te è il grande orgoglio, la forza d’animo davanti alle molte difficoltà cui la vita ti ha messo di fronte. Hai avuto gloria immensa, eterna, hai avuto la gioia di tre splendidi figli, una casa-museo con trofei che in ogni momento ti hanno ricordato ciò che sei, un regalo alla tua grande famiglia agli inizi degli anni Ottanta, costruita a tua immagine e per la quale hai fatto impazzire gli architetti con cui hai trascorso ore e ore al telefono mentre eri in giro per il mondo a gareggiare.

Hai avuto anche momenti di grande sofferenza, di sfortuna e tristezza. Quel pomeriggio del 2005 al Seve Trophy quando ti sei messo a praticare da solo, mentre tutti erano in campo, mi hai detto di venire a vederti perché stavi giocando bene. Toccavi la palla come vent’anni prima. Mi guardavi e mi preannunciavi il colpo che avresti fatto: draw, fade, bassa, alta… E non hai mai sbagliato! Eri il Seve che avevo seguito per centinaia di buche e mi avevi convinto che la settimana successiva avresti vinto per la quarta volta il “tuo” Open di Spagna.

Non è stato così, ma era lo stesso Open che si stava giocando il 7 maggio, un giorno come un altro dal quale però il golf non è più lo stesso. Tu sì, tu sei sempre lo stesso: carismatico, coraggioso, combattente, ironico, divertente, cuore d’oro e d’acciaio, genio e sregolatezza, elegante, affascinante, sarcastico, amichevole. Unico.

mp.gennaro@golftoday.it