Giornalisti allo sbaraglio

Tiger Woods Elin Nordegren

Perché i reporter, quando incontrano un giocatore di golf, non fanno delle domande come queste?

“Come ti senti?”. “Che bastone hai usato alla buca 12?”. “C’è un nuovo putter nella tua sacca?”. “C’è tua moglie con te questa settimana?”.

Ho un po’ esagerato (solo un po’), ma la qualità delle domande effettuate ai golfisti in televisione è stata a lungo un grande problema per quelli come noi che cercano vere illuminazioni. Forse per il fatto che i vari network e canali sono impegnati nella promozione dei Tour – e così evitano qualsiasi argomento anche solo minimamente negativo o controverso – coloro che sono incaricati di intervistare i pro immancabilmente falliscono nel tentativo di chiedere qualcosa che vada al di là di assolute banalità. Il che, per essere onesti, è ciò che la maggior parte dei giocatori vuole. Dio non voglia che vengano provocati in qualche modo!

Tutto questo rende il recente, e imbarazzante, scambio tra Kelly Tilghman di Golf Channel e il giocatore del PGA Tour Matt Every ancora più straordinario.

“La parola ‘perso’ è proprio adatta a descrivere te e il tuo gioco di circa due anni fa, quando sei stato arrestato per droga e sospeso dal PGA Tour”, dice la Tilghman. “Dev’essere stata un’esperienza difficile. Portaci indietro a quel periodo e raccontaci com’è stato”. Comprensibilmente colto di sorpresa, Every – che ha la capacità oratoria di un perditempo da spiaggia californiano – incespica e brancola sulla sua strada cercando di evitare un momento da brivido. A essere sinceri, nessuno dei due ne è uscito con molto onore…

Ma ecco il problema. In questo nuovo mondo apparentemente coraggioso, dobbiamo aspettarci che la Signora Tilghman insegua ogni intervistato in modo così “affascinante”? Se lo facesse, potrebbe andare vagamente così.

“Dustin Johnson, parliamo dei tuoi due arresti per guida in stato di ebbrezza. Eri un po’ punk all’epoca?”.

“Quindi, Sergio, hai sputato in qualche buca di recente? E come pensi si sia sentito chi è venuto dopo di te, quando ha tirato fuori la palla dalla buca?”.

“Grazie per esser qui con noi, Bubba. Ora, puoi dirci qual è la capitale della Francia?”.

“Ok Nick Faldo, ti sei affrettato a dire che il povero Every dovrebbe fare un corso da PR dopo la mia recente intervista con lui. Ma tu l’hai mai fatto, soprattutto ripensando a quando hai ringraziato la stampa ‘dal profondo del tuo c****’ dopo aver vinto l’Open Championship del 1992 a Muirfield?”.

“Tiger, sull’onda dei tuoi vari tradimenti, possiamo dire che il tuo rapporto con le donne sia maturato del tutto?”.

“Ecco, Greg. Stiamo per portarti indietro a tutti quei Major che hai gettato al vento. Pensi che quei fallimenti siano stati causati da qualche pecca nella tua tecnica, o forse ti sei fatto prendere dal panico quando si è trattato di imbucare?”.

“Ben Crane, puoi dirci perché sei così dannatamente lento nel gioco? Da uomo di Dio quale sei, non pensi che sia una mancanza di rispetto verso i tuoi compagni? O almeno cattiva educazione?”.

“Cristie Kerr, l’anno scorso ti sei ritirata dai singoli della Solheim Cup adducendo la scusa di un doloroso infortunio al polso. Ma, meno di due settimane dopo, ti sei presentata al tee di partenza di un ricco torneo del LPGA Tour, il primo di cinque consecutivi in cui hai registrato tre Top 10. È stata un’impresa molto coraggiosa o forse stavi fingendo un po’?”.

“Ora Elliot Saltman, quale pensi debba essere la punizione per un giocatore che viene scoperto a rimpiazzare la palla più vicina alla buca dopo averla marcata in green?”.

“Robert Allenby, hai giocato delle vere schifezze durante la Presidents Cup dello scorso anno. Sei pronto ad assumertene la responsabilità? O stai ancora incolpando i tuoi compagni di squadra per le tue mancanze?”.

“Ok John Daly, quanti inviti pensi di meritarti? E, puoi ricordarci quanti eventi hai abbandonato?”.

“Sig. Commissario Finchem, ha mai preso una decisione che influenzasse direttamente, e a lungo termine, il bene del gioco piuttosto che il benessere finanziario, e a breve termine, dei suoi già benestanti membri?”.

“Steve Williams, puoi appoggiare la tua sacca laggiù. Ora, quante gare hai vinto in realtà?”.

“Ecco, Ross Fisher. Puoi dirci perché  tratti i giornalisti con tanto disprezzo, anche se, dobbiamo ammetterlo, leggermente meglio rispetto alla media dei professionisti del Tour?”.

E infine… una domanda speciale proprio per la Signora Tilghman: “Kelly, provi ancora un po’ di rancore per la tua breve sospensione da Golf Channel a seguito dei tuoi sfortunati commenti sulle persone di colore e il “linciaggio”?”.

Ad Angela Stanford l’HSBC Women’s Champions

Con un par alla terza buca di play-off, la 34enne texana ha vinto l’HSBC Women’s Champions, torneo del Tour femminile americano disputato al Tanah Merah Country Club di Singapore e riservato a 63 proette tra cui nessuna italiana.

Con il punteggio di 278 (66 70 71 71, -10) la Stanford ha ottenuto il quinto titolo in carriera superando le tre avversarie che avevano terminato le 72 buche della gara a pari punteggio: la cinese Shanshan Feng (69 71 69 69) e le coreane Na Yeon Choi (68 71 71 68), numero due del mondo, e l’adolescente Jenny Shin (69 67 71 71), uscite nell’ordine.

Al quinto posto con 279 (-9), e fuori dallo spareggio per un solo colpo, una Yani Tseng sottotono che, nonostante fosse data per favorita, era partita a rilento e non è riuscita nella rimonta finale come la settimana precedente all’Honda LPGA Thailand.

In sesta posizione con 281 (-7) Ai Miyazato e In-Kyung Kim, all’ottavo con 282 (-6) Vicky Hurst, Jiyai Shin e Hee Young Park. Mai in corsa per il titolo Karrie Webb, campionessa uscente, 25ma con Suzann Pettersen (287, -1), e Cristie Kerr, 35ma con 290 (+2).

Alla Stanford, che ha al suo attivo anche quattro presenze in Solheim Cup, sono andati 210mila dollari su un montepremi di 1,4 milioni. Angela ha messo la parola fine all’attesa di 14 anni e 4 mesi per una vittoria americana in un evento del LPGA in Asia.

LPGA: in Messico vince Catriona Matthew

La 42enne scozzese Catriona Matthew si è imposta con 276 colpi (69 68 68 71), 12 sotto par, nel Lorena Ochoa Invitational, torneo voluto dalla grande campionessa messicana che l’anno scorso (era No. 1 al mondo con 27 titoli vinti) si è ritirata per dedicarsi alla famiglia a soli 29 anni.

Sul percorso del Guadalajara CC (par 72), che ha visto crescere golfisticamente la Ochoa, la Matthew, al quarto titolo nel circuito, ha lasciato a quattro colpi In-Kyung Kim, campionessa uscente, e Anna Nordqvist (280, -8), e a sette Ai Miyazato, Hee Kyung Seo e la 51enne Juli Inkster (283, -5), che era stata in vetta nei primi due giri.

Al settimo posto con 284 (-4) Suzann Pettersen, all’ottavo con 285 (-3) Maria Hjorth, al nono con 286 (-2) Paula Creamer, Michelle Wie e Brittany Lang. Prestazioni altalenanti di Cristie Kerr, 13ma con 288 (par), e di Yani Tseng, attuale No. 1 al mondo, 19ma con 291 (+3).

La Matthew, che ha fatto parte della vittoriosa squadra europea in Solheim Cup, ha ricevuto 200mila dollari sul milione in palio. Alla gara hanno partecipato 36 concorrenti di cui nessuna italiana.

 

CG