Kenya Open: Vince Jordi Garcia Pinto; Andrea Pavan 22° il migliore degli italiani

E’ Andrea Pavan, 22° con 283 (70 67 75 71, -1) colpi,  il migliore degli italiani nel Kenya Open. Vince lo spagnolo Jordi Garcia Pinto con 272 colpi (69 66 68 69, -12).

Sul percorso del Karen CC (par 71) a Nairobi, in Kenya, sono hanno terminato al 39° posto con  285 colpi (77 66 68 74, +1) Francesco Laporta, al 50° Marco Crespi con 287 colpi (71 68 72 76, +3) e al 60° posto Federico Colombo con 293 (73 69 75 76, +9).

Sono usciti al taglio gli altri cinque italiani in gara: Andrea Rota (75 70) e Niccolò Quintarelli (76 69), 63.i con 145 (+3), fuori per un colpo, Filippo Bergamaschi, 75° con 146 (71 75, +4), Nicolò Ravano, 118° con 151 (73 78, +9), e Andrea Perrino, 140° con 156 (80 76, +14).

Gujarat Kensville Challenge: vince Shiv Kapur; 25° Pavan; 48° Colombo.

 

Andrea Pavan recupera, nell’ultimo giro del Gujarat Kensville Challenge, 13 posizioni, chiudendo il torneo al 25° posto con 289 (69 71 78 71, +1).

Sul percorso del Kensville G&CC, ad Ahmedabad in India, Federico Colombo termina 48° con 295 (71 74 76 74, +7).

Nella prima gara del Challenge Tour 2013 vince l’indiano Shiv Kapur.

La Fondazione VIALLI e MAURO sceglie il Royal Golf La Bagnaia per la sua esclusiva ProAm

Il prossimo 17 settembre il Royal Golf La Bagnaia ospiterà la prima edizione toscana della ProAm benefica organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro. Molti protagonisti del mondo del golf, del calcio e dello spettacolo stanno facendo a gara per avere l’opportunità di sfidarsi sul prestigioso percorso disegnato da Robert Trent Jones, jr., con l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare un progetto di ricerca selezionato dalla Fondazione.

In particolare, i fondi raccolti grazie alla ProAm sosterranno il progetto PETALS II, coordinato dal Prof. Piero Salvadori del CNR Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa in collaborazione con la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Pisa e dell’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR di Napoli. Tra i vincitori del Bando AriSLA 2010, lo studio ha un costo di € 55.800 e si propone di identificare le molecole con maggior affinità verso il recettore CB2R – marcatore di neuro infiammazione, in grado di passare la BBB e penetrare nel sistema nervoso centrale. I risultati che si otterranno potrebbero portare all’identificazione di nuovi biomarker, potenzialmente traslabili all’uomo utilizzabili come strumenti di diagnosi e progressione neuronale nella SLA. Inoltre verrebbe facilitato lo sviluppo e lo screening di nuovi agenti terapeutici mirati.

Tra i Vip che hanno già confermato la loro partecipazione troviamo Gianluca Vialli, Massimo Mauro, Stefano Masciarelli, Stefan Schwoch, Claudio Sclosa, Valerio Staffelli, Marco Berry. Mentre tra i Professionisti che certamente si diletteranno sul percorso di Bagnaia dopo essersi disputati l’Open d’Italia abbiamo nomi quali Tano Goya, Federico Colombo, Mark Foster, Lorenzo Gagli, Carly Booth. Ma molti altri beniamini del pubblico non mancheranno questo appuntamento.

Un’estate tutta sorprese

mcilroy pga champ

Prima il successo inaspettato di Els all’Open (e il tonfo altrettanto imprevedibile di Scott). Poi il ritmo indiavolato di McIlroy al PGA Champ. E noi italiani? Un po’ a singhiozzo. Ma c’è tempo per rifarci

In questi due mesi, oltre ai tornei del Tour, si sono giocati anche due Major. L’Open Championship è stato bellissimo come sempre, anche se mi è dispiaciuto molto per Adam Scott. Non avrei puntato un solo centesimo su una nuova vittoria in un Major di Ernie Els, anche se quest’anno sta giocando bene; ma non avrei certamente immaginato che la sua vittoria sarebbe nata da circostanze così incredibili. Il tutto reso ancora più inconcepibile dal fatto che Scott ha vinto tornei importanti; e questo fa capire quanto sia delicato e psicologicamente diverso giocare un Major. Ciò che ho apprezzato molto è stato il fatto che gli inglesi hanno dimostrato una volta di più la loro bravura nella preparazione dei campi. Il Royal Lytham & St Annes è un campo estremamente difficile che l’R&A ha però reso giocabile, a differenza dell’USGA che prepara i campi al limite della praticabilità. Certamente il clima ha facilitato perché – a parte la seconda giornata, fredda e ventosa anche se non impossibile – gli altri tre giri sono stati giocati in condizioni quasi ottimali e la dimostrazione è che ci sono stati otto giocatori sotto il par. Questa è la differenza con gli americani, che dovrebbero prendere qualche ripetizione dai britannici perché (e ne ho già parlato) i tornei con i campi preparati al limite del giocabile non rendono divertente la gara, che diventa automaticamente noiosa. L’unica eccezione negli Stati Uniti è Augusta ed è per questo che a me piace moltissimo, come l’Open: sono gli opposti, ma sempre una sicurezza come spettacolo, ambiente e pubblico. Comunque tornei meravigliosi.

Mi è molto piaciuto anche il PGA Championship dove il leaderboard era di tutto rispetto, con presenti i primi cento giocatori al mondo. Questo è un criterio di selezione moderno che rispecchia quelli che sono i veri valori in campo. Fino agli anni Settanta o Ottanta era giusto far entrare i primi cinquanta del World Ranking perché c’era una differenza abissale fra i primi dieci e, per esempio, il quarantesimo. Oggi nei 200 migliori c’è molto livellamento; ma non è possibile aprire a tutti, quindi è giusto prenderne in considerazione cento il cui livello corrisponde ai cinquanta di una decina di anni fa. Che giochi un qualsiasi americano che arriva dalle prequalifiche magari ci sta; ma che non possa entrare in un qualsiasi degli altri tre Major un giocatore come Manassero è un obbrobrio del regolamento! Fosse solo per una garanzia di spettacolo.

McIlroy si è rimesso a praticare, ha ritrovato il gioco e si è subito visto. Ha dimostrato di essere fortissimo anche se penso che abbia ancora un margine di miglioramento incredibile. L’unica sua pecca sono i colpi dai 70 metri in giù e, anche se ormai tutti i giocatori hanno almeno tre wedge nella sacca, gioca tutti i colpi a “manetta” perché è nel suo DNA e il controllo è sempre problematico soprattutto per un giocatore come lui che tira la palla molto alta. Persino Tiger sta cominciando a controllare questi colpi dai 100 metri in giù, perché si è reso conto che, se si sbagliano, il danno è nettamente superiore a un drive fuori linea. Tiger ha problemi dal tee e si sa; però dopo l’Open – dove era diventato addirittura patologico – si è allenato e al PGA era molto migliorato. L’ultimo torneo maggiore ha decretato il successo dei britannici: quattro nelle prime quattro posizioni in un campo adatto a loro perché Kiawah Island è un vero links sul mare e ventoso. Se un buonissimo dilettante italiano giocasse in quelle condizioni non scenderebbe sotto i 100 colpi!

Calo di forma nell’European Tour per gli italiani. Che Gagli avrebbe faticato si poteva immaginare, anche se non credevo così tanto; però la mia paura è che Colombo e Pavan ritornino alla scuola. Hanno avuto molte occasioni ma non sono stati in grado di sfruttarle. A parte Francesco Molinari, sempre regolare, è comprensibile un passo indietro per Matteo che ha avuto una stagione altalenante ma che ha tutto il tempo di farla quadrare con un buon finale. Farà tante gare e la salverà.

Infine due parole su Westwood che ha interrotto il suo rapporto sia con il maestro storico, Pete Cowen, che con il caddie ad interim (che aveva preso il posto di Mark Foster, bloccato per qualche mese da un infortunio). Penso che questi cambiamenti nella vita professionale dell’inglese siano dovuti a due ragioni: innanzitutto alla pressione a cui è sottoposto per non essere mai riuscito a vincere un Major e poi perché ultimamente Westwood ha la tendenza a dare la colpa a qualcun altro, non facendosi un esame di coscienza. È arrivato al suo massimo come Numero Uno e negli ultimi Major ha mancato un solo taglio essendo spesso “in contention” e non mi pare poco. Potrebbe farcela a vincerne uno ma prima di tutto deve risolvere i suoi problemi intorno ai green.

Coppa Colmar al via: a Carimate si “sfida il campione con un punch”

Sono 11 gli appuntamenti della Coppa Colmar 2012, al via questo fine settimana al Golf Club di Carimate.

Questa prima tappa vede la presenza davvero unica di tanti atleti della “famiglia” Colmar, tra cui i protagonisti della Coppa del mondo di sci Paolo De Chiesa, Piero Gros e Giorgio Rocca (a conferma del forte legame tra questi due mondi sportivi), Costantino Rocca insieme a Federico Colombo, Gregory Molteni, Marco Crespi e Claudio Viganò.

Domenica 22 aprile, a chiusura della due giorni di gara, dalle 16,30 alle 18,30 ci sarà un divertente fuori programma, un piccolo contest “Sfida il campione di Golf con un colpo” (un punch con effetto fade da sinistra a destra girando attorno a un albero), per testare estro e tecnica e mettere in mostra la classe dei veri campioni. Vincerà chi si posizionerà più vicino alla bandiera. I cinque talent del golf si sfideranno inizialmente tra loro con un colpo a testa. Il pro vincitore diventerà il target di riferimento di tutti gli sfidanti amateur che avranno la possibilità di mettersi alla prova cercando di posizionare la pallina più vicino. In premio fantastici premi Colmar.

Per partecipare è sufficiente iscriversi alla newsletter di Colmar o rivolgersi alle hostess presenti all’evento, oppure attraverso il sito www.coppacolmar.it e la pagina facebook dedicata.

La Coppa Colmar proseguirà poi fino a fine agosto sui migliori campi da golf della Penisola, oltre a fare tappa in terra francese, a Megève al Mont d’Arbois, un campo garantito dagli sciatori del Team francese di cui Colmar è official sponsor, molti dei quali si uniranno sicuramente ai giocatori di quel fine settimana per una gara davvero speciale! Gran Finale il 31 agosto al Golf Club Milano.

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