Ricardo Santos è Rookie of the Year 2012. Tra record ed emozioni

Per scegliere il 48mo Sir Henry Cotton Rookie of the Year, non si è trattato solo di guardare le statistiche e nominare il giocatore più alto in classifica nella Race to Dubai 2012. Altrimenti, forse, tra i candidati (il portoghese Ricardo Santos, gli inglesi Matthew Baldwin e Tommy Fleetwood, lo spagnolo Jorge Campillo) Baldwin sarebbe stato la scelta più facile, visto che ha passato il taglio sia all’US Open che all’Open Championship. Ma solo uno di loro era il vero “rookie dell’anno”.

Santos si era coraggiosamente guadagnato la carta per il circuito maggiore con il quarto posto nel Challenge Tour 2011, giocando 22 eventi e guadagnando quasi 100mila euro. È quindi tornato in patria per la prima volta da full member dell’European Tour al Madeira Islands Open di maggio, sul montagnoso percorso di Santo de Serra dove tante volte aveva gareggiato da amateur.

Una bella sfida quella di provare a vincere sul percorso di casa, sotto gli occhi della moglie Rita e della figlia Vicoria, del fratello Hugo, che con lui aveva giocato l’Omega World Cup in Cina l’anno prima, ma anche di tutto un Paese desideroso di conquistare la seconda vittoria sul Tour europeo a 20 anni da quella di Daniel Silva al Jersey Open.

Nato a Faro nel 1982, Santos, che è cresciuto nella zona dell’Oceânico Victoria Golf Course in Algarve, è arrivato all’ultimo round in testa e grazie anche al calore del pubblico di casa ha realizzato il suo sogno vincendo in patria con un incredibile score finale di 63, il più basso punteggio registrato nel giro finale da un vincitore nella stagione 2012.

Non solo è stato quindi il primo rookie a vincere nel calendario internazionale dell’anno ma anche l’unico. Ed infine Ricardo Santos ha fatto la storia diventando il primo portoghese a ricevere l’ambitissimo titolo di Sir Henry Cotton Rookie of the Year, votato dalla Association of Golf Writers, l’European Tour e l’R&A.

“Per me è un vero onore. Se guardo agli altri giocatori che hanno ricevuto questo premio in passato è un privilegio vedere il mio nome scritto accanto al loro sul trofeo. È stata una stagione incredibile e concluderla così è più di quanto potessi mai sognare. Vincere al Madeira mi ha portato ad avere più fama in Portogallo e adesso sarà ancora meglio, in Portogallo e in Europa. Questo premio mi dà la spinta per andare avanti e cercare di conquistare i miei obiettivi, come giocare il primo Major l’anno prossimo”.

Open de Andalucia: Manassero 2°, Edoardo Molinari 7°

Matteo Manassero è sceso dal primo al secondo posto con 137 colpi (64 73, -7), dopo un 73 (+1), dove è affiancato dagli spagnoli Miguel Angel Jimenez e Pablo Larrazabal, dall’irlandese Damien McGrane e dall’inglese Tommy Fleetwood, ma ha mantenuto intatte le sue possibilità di successo nell’Open de Andalucia Costa del Sol (European Tour) che si sta svolgendo sul percorso dell’Aloha Golf Club a Marbella, in Spagna. Il quintetto è a un colpo dal nuovo leader, l’altro iberico Eduardo De La Riva (136 – 67 69, -3), trentenne di Barcellona senza titoli nel circuito.

E’ stata una giornata molto positiva per i colori azzurri, perché ora vi sono due italiani tra i primi sette in graduatoria: infatti Edoardo Molinari, con una grande prestazione sottolineata da un 65 (-7), miglior score di giornata, e il totale di 138 (73 65, -6), è letteralmente volato dal 74° al settimo posto. E hanno regalato belle prove, entrambi con uno score di 69 (-5), anche Andrea Pavan, da 26° a 15° con 139 (70 69, -3), e Lorenzo Gagli, da 74° a 41° con 142 (73 69, -2). E’ uscito invece al taglio Federico Colombo, 71° con 145 (74 71, +1) e fuori per un colpo.

La classifica, comunque, è abbastanza corta: basti dire che sono ben sei i giocatori che affiancano Molinari: gli inglesi Oliver Wilson, David Lynn e Robert Rock, l’irlandese Michael Hoey, il francese Raphael Jacquelin, il sudafricano Hennie Otto e lo svedese Joakim Lagergren.

Ha ceduto il 42enne canadese Mike Weir, otto titoli nel PGA Tour comprensivi di un major (Masters, 2003) e di un torneo del WGC (American Express, 2000), da settimo a 31° con 141 (-3), dove è stato affiancato dallo spagnolo Rafael Cabrera Bello e dall’indiano Jeev Milkha Singh, entrambi in risalita.

Manassero, che nel primo giro aveva eguagliato con 64 (-8) colpi il record del campo detenuto dall’inglese Lee Westwood e stabilito nel 2007, è stato in difficoltà fino alla 12ª buca, dove è maturato il terzo bogey di giornata con discesa fino al nono posto. A quel punto ha avuto una delle reazioni che gli sono caratteristiche: nelle ultime buche ha realizzato due birdie e ha mancato due putt per altrettanti birdie che avrebbero potuto fargli mantenere il comando.

Molinari, partito dalla buca 10, ha segnato due birdie sulle prime nove e altri cinque sulle seconde. “Sono riuscito – ha detto – finalmente ad imbucare alcuni putt importanti, specie nel rientro. Ho colpito la palla bene da tee a green ed è piacevole essere in buona posizione di classifica dopo tanto tempo. Devo lavorare ancora duro per arrivare dove posso, ma sto andando nella giusta direzione”.

Inizio dalla 10ª anche per Pavan che ha assommato due birdie in ciascuna metà del tracciato e un bogey quasi in chiusura. Lorenzo Gagli è andato in altalena sullo score con tanti birdie, ben sette, e con alcuni bogey (4): il bilancio, però, è stato positivo con un “-3” e la collocazione a metà classifica. Colombo ha provato a rimediare alla falsa partenza (74, +2), ma il 71 (-1, con quattro birdie, un bogey e un doppio bogey) non è bastato.