Tiger Woods è sempre il golfista più pagato al mondo

Tiger Woods of the United States gestures to a fan to be quiet from the fifth green during first round play at the WGC Bridgestone Invitational golf tournament in Akron

Tiger Woods ha raggiunto il traguardo di 1,3 miliardi di dollari guadagnati in carriera, secondo un report di Golf Digest, ed è primo nella money list stilata dal magazine per l’11mo anno consecutivo. L’88% della cifra che ha accumulato da quando è diventato professionista nel 1996 (circa 1,16 miliardi) deriva da sponsorizzazioni.

Woods nel 2013 ha guadagnato 71 milioni fuori dal campo da aggiungere ai 12 vinti sul green. Per Golf Digest, gli 83 milioni totali sono sufficienti per rimanere in vetta alla money list ancora per un altro anno. Dopo aver guadagnato più di 100 milioni di dollari nel 2008 e 2009, i suoi ricavi fuori dal campo hanno subito un tracollo dovuto alle sue vicende extraconiugali. Le cose sono leggermente migliorate ma la perdita di un altro sponsor come Electronic Arts (dopo 15 anni di partnership) non è sicuramente di buon auspicio.

Nella top 5 della lista stilata dal magazine per il 2013 Phil Mickelson (52 milioni), Arnold Palmer (40), Jack Nicklaus (26) ed Henrik Stenson, che ha guadagnato 19 milioni in campo ma solo 2,8 in sponsorizzazioni. Al sesto posto Rory McIlroy, con 18 milioni in sponsorizzazioni (ha firmato un accordo stellare con Nike) e 2,6 sul campo (ha vinto solo una volta, l’Australian Open).

Da notare che i 40 milioni di dollari guadagnati da The King rappresentano il suo anno più ricco a 40 anni di distanza dalla sua ultima vittoria sul PGA Tour.

Il vero ruolo dello sponsor

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Non solo soldi, come si potrebbe frettolosamente credere. Ma soprattutto un sostegno tecnico insostituibile. Le grandi aziende che investono nel nostro sport, prima che ricchezza, portano ricerca e tecnologia. A beneficio di tutti gli appassionati

Per noi pro, gli sponsor sono fondamentali.

E non solo per una questione economica, come si potrebbe essere velocemente portati a credere. Ma, soprattutto, per il sostegno e la fiducia che ci danno, spronandoci a fare sempre meglio. Il mio sponsor storico è Nike, che ho scelto otto anni fa nel momento in cui sono passato pro. Avevo giocato Ping da dilettante per diversi anni e con il driver Callaway; poi, negli ultimi mesi, avevo deciso di utilizzare l’attrezzatura completa. Quando si è trattato di scegliere avevo due buone offerte, una da Nike e l’altra da un altro marchio. Sono rimasto affascinato dal brand col baffo anche perché mi sono sentito orgoglioso di interessare a un’azienda così prestigiosa.

Questa collaborazione continua ancora oggi, con reciproca soddisfazione. Loro sono sempre rimasti i miei sponsor principali; mentre altri si sono alternati negli anni. Nike è un’azienda che, per qualsiasi sportivo, riveste un certo fascino. Ha sotto contratto campioni carismatici di molte discipline e ora che si è dedicata con forza al golf, ha migliorato sia l’immagine che i prodotti. Hanno, come testimonial storico, Tiger Woods. Il meglio. Il numero Uno. Inoltre, hanno fatto “acquisti” importanti negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti, dove non hanno avuto risultati dai giocatori sotto contratto come Stewart Cink (entrato in crisi dopo aver vinto l’Open Championship) o Lucas Glover (che ha subìto la stessa sorte dopo il successo nell’US Open). L’obiettivo del brand è di diventare il marchio di punta anche nel golf, come già lo è nell’atletica o nel calcio, associando il suo nome a “nuove acquisizioni” come Rory McIlroy, Nick Watney o Thornbjorn Olesen.

Un grande sostegno tecnico

I dirigenti Nike hanno sempre avuto la caratteristica di creare commercial molto belli e accattivanti, che lasciano il segno al pari di quelli di Apple o di Coca Cola. Quello famosissimo di Rory e Tiger, quello dei bicchieri, è incredibilmente fantastico. Mi hanno detto che i due non si sono nemmeno mai incontrati per girare insieme le scene. Comunque, meraviglie della postproduzione a parte, io da Nike ho sempre un grande sostegno dal punto di vista tecnico. Il vantaggio di essere con lo stesso marchio da tanto tempo è che conoscono bene le mie caratteristiche e il mio swing, per cui non è difficile fare il fitting, anche se con i modelli nuovi ci sono più test da sostenere.

Normalmente io cambio un set di ferri a stagione e i driver quando escono i nuovi modelli; ma ciò che alterno più di sovente sono i wedge che si consumano maggiormente. Il fitting viene fatto durante i tornei. C’è da tenere conto che tutti noi pro – ovviamente anche con Nike – abbiamo un set di riserva identico a quello che giochiamo, chiamato “back up” che rimane in Gran Bretagna pronto per essere spedito in caso di emergenza. Per come sono strutturati i driver moderni, è difficile che si rompano le teste come accadeva fino a qualche anno fa. E se ci sono dei problemi agli shaft, questi vengono cambiati in dieci minuti nei truck presenti fino all’inizio di ogni torneo, a parte quello della Mizuno che si ferma di più per le emergenze e che aiuta tutti i giocatori che abbiano eventualmente bisogno. In Oriente o negli Emirati Arabi, invece, possiamo usufruire dei centri presso le club house.

Dall’asfalto ai fairway

Alla fine di marzo ho stretto una partnership per la stagione 2013 con Pirelli, una delle più importanti aziende di pneumatici del mondo e uno dei pilastri del settore industriale italiano. Pirelli, riconosciuta come leader mondiale nel promuovere passi avanti all’interno del suo core business attraverso alleanze e partnership esclusive, è un marchio caratterizzato da design, stile e alte prestazioni. La mia partnership è identificata con il logo Pirelli sul grip dei bastoni, così come il marchio sulla mia sacca. Sono molto onorato di poter annunciare Pirelli come mio sponsor. Ho seguito il loro successo in tutto lo sport motoristico, soprattutto in Formula 1, e spero di essere un buon ambasciatore per il loro ingresso nel mondo del golf.

L’Open in casa

Nel 2013, per il quarto anno consecutivo, gareggerò per i colori del Circolo Golf Torino – La Mandria, club con il quale, sin da quando ero dilettante, ho raccolto molti trofei golfistici italiani e internazionali. Mi fa molto piacere portare nel mondo le insegne del mio circolo soprattutto nell’anno dell’Open d’Italia, ospitato nuovamente nel club piemontese dal 19 al 22 settembre prossimi. Io attendo con ansia quella data e so che giocherò certamente con immensa gioia, visto che purtroppo non avevo potuto partecipare all’edizione del 1999.