Cosa ho imparato dal 2013. Di Ale Marcoli

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Stiamo per raggiungere la fine di un anno che ci ha regalato grandi emozioni (Manny), un po’ di amaro in bocca (Tiger) e grandi novità (Stenson). Posso ritenermi personalmente soddisfatto per questi  12 mesi di golf, e adesso che siamo a dicembre posso guardarmi indietro e dire che…

-        Ho imparato che Henrik Stenson è un gladiatore. Ha vinto, stravinto, demolito gli avversari, guadagnato 2 carriolate di soldi, e se non fosse per il megagiro finale di Phil a Muirfield, avrebbe aggiunto anche la ciliegina sulla torta. È (secondo me) il giocatore dell’anno, senza discussione, e solo i fan sfegatati di Tiger possono dire di no.

-        Ho imparato che Ricky Fowler è un signore. L’immagine del ragazzino californiano che alza le braccia al cielo vedendo il 360° clamoroso di Phil alla 18 del TPC Scottsdale che gli ha negato il suo primo 59 è una delle migliori. Sportività e golf come dovrebbe sempre essere.

-        Ho imparato che Tiger non è capace a droppare, e che ha fatto una gran figuraccia. Heldrik Tont è però intoccabile, appena osi pensare di dire che abbia fatto una sciocchezza decine di persone/giornalisti/tifosi ti additano come hater. Dire però che quella famosa pallina non si è mossa è una cavolata, punto. In ogni caso hanno creato una regola nuova ad-hoc che sarà un gran difficile da applicare perché troppo aleatoria. Spero solo di non vedere qualcuno vincere un Major con una palla oscillante alla 18. Anzi no, spero di vedere Sergio Garcia vincere il Masters con una palla oscillante alla 18, giusto per vedere mezzo mondo del golf rosicare!

-        Ho imparato che Adam Scott si è sbloccato, e adesso non lo ferma più nessuno.

-        Ho imparato che anche se sei il giocatore più forte al mondo cambiare TUTTA la tua attrezzatura forse non è la scelta più smart da fare. Ricordo che Tiger ci ha messo quasi 10 anni per effettuare la transazione completa da Titleist a Nike, e che l’ultimo tassello è stato proprio il suo fido Scotty Cameron.

-        Ho imparato che Bubba Watson ha vinto il premio “babbo dell’anno” perché ha cazziato il caddie nel finale del Travellers Chanpionship perché dice gli ha consigliato il ferro sbagliato. Caro Bubba, il caddie è un consigliere, ma la responsabilità ultima è del giocatore, sempre.

-        Ho imparato che bisogna seguire anche il golf femminile, e che dovrebbero trasmetterlo di più in TV. La vittoria europea alla Solheim Cup è stata storica, Giulia Sergas anche, e il tutto si riassume in un commento che ho trovato in giro per internet: “Europeans went there to win, Americans to post pictures on Facebook”.

-        Ho imparato che anche se hai uno swing bruttino quello che conta sempre nel golf è il gioco corto, il putting e il sangue freddo, vero Inbee Park?

-        Ho imparato che TaylorMade ormai fa uscire attrezzatura che rivoluzionerà il mondo del golf ogni 6 mesi, e che il suo dipartimento di Marketing è da premio Oscar. Callaway ha invece rilanciato il vintage per i nostalgici degli anni ‘90: l’anno prossimo vedremo il grande ritorno di due marchi storici: Apex e Big Bertha.

-        Ho constatato che sono già gasatissimo per la prima Ryder Cup in Scozia nel 2014, e credo che un golfista debba almeno una volta nella vita assistere a questo evento. È una cosa che ti rimane nel cuore e che non è paragonabile a nessun altro evento, golfistico o sportivo. Sarà la prima e unica volta che assisterete ad una Ola in un campo da golf…

-        Ho imparato che il golf italiano ha un nuovo atleta per cui tifare, si chiama Marco Crespi, ha appena conquistato la sua prima carta per lo European Tour ed è arrivato 4° al South African Open Championship, il suo primo torneo dell’anno, tenendo testa a Charl Schwartzel. Ho avuto la fortuna di giocare qualche volta a Monza con lui e posso con certezza dire che questo successo non potrebbe capitare a un ragazzo migliore.

-        Se posso concludere, ho anche imparato che esiste una gara veramente speciale in Italia, si chiama Coppa Bacco, organizzata da un gruppo di amici all’Alpino di Stresa. In questa gara si gioca Greensome a coppie in team da 6, si beve un bicchiere di vino a buca, si ride tanto, si gioca (male), e alla fine ci si ritrova tutti insieme a mangiare spaghetti e Margheritine di Stresa. Il golf è uno sport meraviglioso e gare come questa sono la sua vera essenza.

Quindi cari amici, ora che siamo a dicembre, classico mese dei bilanci, come è andato il vostro anno? Cosa avete imparato? Avete giocato bene o male? Continuate in ogni caso ad allenarvi, che siate sui fairway di uno splendido country club o sul tappeto di casa, perché questo è uno sport che esige tanto, ma che dà molto, molto di più!

Preparatevi, sarà un gran 2014, e ad Augusta manca veramente, veramente poco.

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Inbee Park vince il Wegmans LPGA Championship; Giulia Sergas 44ª

Inbee-Park

Giulia Sergas, conclude il Wegmans LPGA Championship al 44° posto. 78ª Silvia Cavalleri che non ha passato il taglio dopo 36 buche.

Il secondo major stagionale, al Locust Hill Country Club (par 72), a Pittsford nello stato di New York, è stato vinto dalla coreana Inbee Park, numero uno mondiale, che ha battuto ai playoff la scozzese Catriona Matthew.

In terza posizione, concludono con un colpo di ritardo, Morgan Pressel, 25enne di Tampa (Florida), e la la norvegese Suzann Pettersen.