Torna la polemica sull’abolizione dei “puttoni”: favorevoli o contrari?

Tim Finchem del PGA Tour ha dichiarato che il circuito americano non è in guerra con le istituzioni che governano il golf nella querelle sulla proposta di rendere fuori norma i belly o i long putter.

Mentre Matt Kuchar stava per vincere il WGC – Accenture Match-Play Championship grazie al suo belly, Finchem ha incontrato i media per spiegare che il Comitato dei Giocatori del PGA Tour aveva discusso il problema: “Abbiamo comunicato all’USGA la nostra posizione la scorsa settimana e il nostro Consiglio ha concluso che dovremmo essere contrari. Ho letto che i media ci dicono in guerra con l’USGA sulla questione ma voglio chiarire che noi abbiamo sempre dato il nostro sostegno e manteniamo il giusto rispetto. Tuttavia, ci è stata chiesta la nostra opinione e abbiamo capito che perseguire su quella strada era un errore. Per noi e per i nostri giocatori, questo tipo di bastoni esiste da generazioni e il gioco del golf è sempre andato bene. Quindi se non esiste una ragione valida per cambiare le cose non è necessario farlo”.

“L’USGA ha dichiarato che l’ancoraggio non apporta un vantaggio reale per la performance e vista la ricaduta che la decisione avrebbe con i dilettanti e con giocatori come Webb Simpson e Keegan Bradley, e coloro che sono cresciuti con questo bastone, si può parlare più che altro di aspetti negativi. I nostri giocatori sono divisi in due schieramenti perchè è una decisione soggettiva: c’è chi è d’accordo e chi sostiene che l’ancoraggio non dia particolari vantaggi e quindi non ci sia bisogno di abolirlo. Abbiamo sottoposto la nostra opinione e la PGA of America è risultata contraria. Vedremo cosa farà l’USGA”.

Se le istituzioni che governano il golf decideranno di introdurre un divieto, Finchem si chiede se il PGA Tour continuerà, da solo, a portare avanti un Tour che consente l’ancoraggio del belly o long putter. “Ma in realtà speriamo che l’USGA possa cambiare idea”.