La vacanza di Sergio. Di Maria Pia Gennaro

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Fa sempre un certo effetto incontrare un campione di qualsiasi sport in un contesto estraneo al quale siamo abituati. Così come poco prima di Natale abbiamo visto Tiger Woods, con cappellino calcato in testa confuso fra il pubblico ai margini della pista di libera di Val d’Isère, a Crans-Montana i molti golfisti che qui trascorrono anche le vacanze invernali faticano a riconoscere Sergio Garcia a passeggio come un qualsiasi turista.

Lo spagnolo, che qui ha la sua residenza ormai da oltre dieci anni, trascorre le vacanze Natalizie nel cuore del Vallese con la famiglia e quest’anno anche con la fidanzata Katharina Boehm. Non solo, ma sostiene gli juniores del circolo ai quali devolve, ogni anno, un sostanzioso assegno di 40mila franchi a nome della fondazione che porta il suo nome. Così il giorno di Santo Stefano il Numero Dieci al mondo ha incontrato le giovani speranze locali dispensando sorrisi, prestandosi a innumerevoli foto e chiacchierando amabilmente con tutti loro.

Ci siamo incontrati con lui prima della cerimonia di consegna dell’assegno in un pomeriggio nevoso in club house con vista sulla 18. E’ felice Sergio “Sono riuscito a chiudere la stagione con un successo che mi darà la carica per la prossima stagione. Anche perché ho battuto Stenson che si trova in uno stato di forma straordinario. sarà un giocatore fondamentale per il team europeo”. Appunto. Il 2014 sarà importante per lui: è un anno di Ryder Cup. “Spero di continuare così in modo da poter giocare a Gleneagles. Andrò a provarlo anche prima perché non lo conosco, non ho mai avuto l’occasione di giocarci. Come sempre saranno determinanti i Major e le gare del WGC dove cercherò di dare il meglio. Ci tengo moltissimo a entrare in squadra”. E’ sempre stato un giocatore fondamentale – forse più di Ian Poulter, fosse solo per una questione di esperienza – ma è un vero trascinatore, un punto focale per la squadra.

Per raggiungere il suo scopo ha pianificato la sua stagione partecipando a più tornei in Europa di quanti ne abbia giocati negli ultimi anni. “Non andrò negli States come ho sempre fatto per l’inizio di stagione. Mi fermerò in Europa fino alla metà di febbraio e inizierò le competizioni ad Abu Dhabi. In totale giocherò 13 o 14 tornei dell’European Tour”. Ma fra queste ci sarà l’Open d’Italia? “Se avrò bisogno di punti certamente, ma in quella settimana sono in calendario le gare della FedEx Cup. Se non dovessi qualificarmi giocherò certamente sia in Italia e, anche se non sarà valida anche qui a Crans”.

Non pensa che in anno di Ryder i papabili dovrebbero frenare la loro fuga verso gli States? “E’ una questione di scelte. Si può puntare al World Ranking o alla money list europea però, in effetti, sarebbe giusto partecipare a più gare del nostro Tour. Ci conosciamo tutti abbastanza bene però servirebbe a cementare da subito lo spirito di squadra per creare una formazione con il massimo della compattezza”.

Nel frattempo si sta riposando “Dormo molto e qui mi rilasso come non mi accade in nessun altro posto. Questa è proprio casa mia: passeggio, mi gusto la cucina locale e di mia mamma, la mia casa e le meravigliose montagne che vedo dalla finestra”. Gli fa bene il riposo: deve attaccare nella prossima stagione. Io personalmente sono una sua fan e penso che, senza di lui, la Ryder Cup sarebbe tutta un’altra cosa…

Ah dimenticavo, gli ho chiesto un pronostico. Sergio non è scaramantico e non ha avuto esitazioni nel rispondermi. Provate a indovinare!

Più passano gli anni, più mi annoia l’US Open. Di Maria Pia Gennaro

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E ti pareva… Ancora una volta un torneo è stato sospeso. Inutile dirmi che il golf come sport all’aperto deve sottostare alle condizioni meteo. Quest’anno è stato davvero troppo. In Europa si sono giocate non più di quattro gare senza interruzioni e in America lo stesso.

Mi annoiano le lunghe attese. Del resto ieri mi sono resa conto che, più passano gli anni, più mi annoia anche l’US Open. Già sapevamo che l’USGA ha il sadismo nel suo dna ma ogni volta, col mio inguaribile ottimismo, spero che rinsaviscano. Ero curiosissima di godermi i primi tre al mondo insieme, vederne lo stato di forma – ultimamente altalenante – e invece dopo 11 buche me ne sono andata a dormire bella mogia.

Un Tiger che continua con il suo gioco da yo-yo e che, con 2 sopra non ha certamente compromesso il torneo ma… temo che la sua ansia di rivincere un Major stia diventando spasmodica e si vede. “Ho ancora tante buche da giocare e spero domani di farlo meglio di oggi” ha detto alla stampa Tiger. A le ultime cinque buche “Rory sta giocando bene, non mettetevi a ridere”, aveva detto Manassero solo una settimana fa e l’irlandese è lì, in posizione d’attesa.

Un McIlroy in versione Rocky Balboa che, appena arrivato a Philadelphia, non ha resistito ed ha replicato la storica corsa sui 72 scalini del Philadelphia Museum of Art. Il migliore del terzetto per il momento è Scott, Masters Champion a -3 insieme a Mickelson (arrivato ad Armore da San Diego dove aveva assistito al diploma della figlia tre ore prima della partenza), un colpo dietro il redivivo Donald fermato alla 13.

Poco vento, campo pesante per le forti piogge, green non durissimi hanno reso meno punitive le condizioni di gioco  ma Merion punisce e così troviamo solo due giocatori sotto il par fra quelli che hanno finito: il mancino, come detto, e Nicholas Colsaerts.

I nostri due giocatori non sono stati a loro agio: Manassero ha chiuso a +5, mentre Molinari è stato fermato dall’oscurità alla 9 con un parziale di +3.

Niente è detto, nulla è deciso. Manca molta strada e vedremo come reagiranno i giocatori a Merion che, secondo le previsioni, dovrebbe asciugarsi e conseguentemente, i green la faranno da padrone.

Dopo il lungo weekend a meditare su come si droppa – di Maria Pia Gennaro

Se il buongiorno si vede dal mattino siamo mesi bene! L’inizio di stagione è stato al fulmicotone e, come si suol dir, è già successo di tutto.

Per cominciare rinvii, sospensioni, ritardi e cattivo tempo. I Tour americani ed europei, appositamente studiati per inseguire il sole, sono già stati abbondantemente mortificati da nebbie (Torrey Pines), vento alle Hawaii nello Hyundai Tournament of Champions terminato in extremis addirittura il martedì col successo di Dustin Johnson evidentemente allenatosi nella Galleria del Vento della Pininfarina.

Si è già messo in luce un rookie: Russell Henley nel Sony Open a Honolulu. Ha imbucato da ogni dove e ciò gli ha dato la sicurezza necessaria.

I due migliori al mondo, Rory McIlroy e Tiger Woods, hanno iniziato le loro gare (e rimpinguato notevolmente i conti in banca) ad Abu Dhabi. I barili di petrolio che ininterrottamente continuano a sgorgare nell’Emirato non avranno però consolato gli sceicchi, visto che le due superstar hanno mancato il taglio.

Il campione irlandese ha trascorso le prime tre settimane dell’anno nell’occhio del ciclone per la sua nuova sponsorizzazione con Nike che ha festeggiato il suo ingresso nel team con uno spettacolo di luci laser da fare invidia a Spielberg. Nike sta facendo man bassa di giocatori avendone messi sotto contratto moltissimi anche in Europa a cominciare da Olesen, forse il giocatore più regolare da inizio stagione e comunque stramigliorato.

Dopo il lungo weekend a casa a meditare su come si droppa, Woods ha debuttato sul PGA Tour nel Farmer Insurance Open a Torrey Pines. Aveva vinto sei titoli in questo evento in precedenza oltre all’US Open del 2008. La nebbia, come abbiamo detto, non l’ha disturbato e in una cavalcata solitaria è diventato il primo giocatore ad aver vinto otto eventi PGA Tour sul campo da golf stesso.

Non sono mancate nemmeno le polemiche. La prima è una gaffe imperiale di Phil Mickelson che ha criticato pesantemente le tasse della California e le leggi fiscali federali relative ai redditi più elevati, salvo poi ritrattare il giorno dopo e chiedere scusa. Ma a 40 e passa anni non potrebbe collegare il cervello alla lingua prima di esprimersi? Non è certamente la prima volta che il mancino prende gratuitamente aria ai denti…

Eco incredibile per Singh che ha ammesso di utilizzare uno steroide illegale.

Singh si è ritirato dal Waste Management Phoenix Open e ha scatenato uno tsunami fra i media. Il PGA Tour sarà costretto a sospendere Singh? Per certo è che il giocatore, pure membro della Hall of Fame, ha candidamente ammesso di aver utilizzato uno degli ormoni banditi per curarsi i dolori di schiena.

Singh magari non si è reso conto che stava assumendo una sostanza vietata, ma in base alle leggi del PGA Tour sulle droghe il giocatore è responsabile dei farmaci che ingerisce.

Olimpiadi 2016: il tempo vola. Di Maria Pia Gennaro.

Sono trascorsi tre anni e mezzo da quando il golf è rientrato fra gli sport olimpici. Sembra ieri, ed è ieri, quando abbiamo visto l’allora sedicenne Matteo Manassero parlare dal palco a Copenhagen. Questo tempo è volato – un battito di ciglia – e pensandoci bene, è lo stesso lasso di tempo che manca a Rio de Janeiro 2016.

I “nostri” giocatori e giocatrici sono carichissimi, desiderosi di competere a differenza di alcuni colleghi stranieri che non nascondono delle perplessità. Ciò che ci interessa, comunque, è quello che accade nel nostro Paese, ciò che viene e sarà fatto per la promozione del nostro golf, della nostra Federazione, delle Olimpiadi in chiave golfistica.

E’ un lavoro di fondamentale importanza che va impostato subito se si vogliono ottenere dei risultati. Io cavalcherei la crisi con strategie di lancio del prodotto golf, sfrutterei i campi turistici, promuoverei la Fig per quello che fa per le Olimpiadi e la crescita di nuovi atleti. Di idee ce ne sarebbero a bizzeffe si tratta solo di metterle in pratica al più presto perché il tempo vola e non si può pensare di iniziare a parlarne – o farne parlare i media non verticali e più generalisti – sei o sette mesi prima. Salvo poi lamentarsi perché di golf non se ne scrive. Personalmente sarei per il bombardamento mediatico…

Non possiamo nemmeno sperare che il golf subisca quello che io chiamo “effetto taekwondo” quando tutti scoprono l’esistenza di una disciplina perché un nostro atleta conquista un metallo prezioso. Da qui, per un mesetto, si parla di questo o quello sport. E poi si ripiomba nel nulla e nel silenzio più profondo. Ora grazie ai successi dei nostri giocatori di golf si scrive maggiormente ma non bisogna fare conto sui successi di Diana Luna, Molinari, Manassero & company così come sulle uscite sulla rosea e sul suo sito perché in qualità di giornale sportivo gli aggiornamenti mi sembrano ovvii. Come sui quotidiani si scrive nella settimana dell’Open d’Italia e poi si ricade in un preoccupante e pesante silenzio a meno di una vittoria. Il golf è splendido, istruttivo, educativo. Non ne parlo perché sono innamorata di questo sport ma perché ciò che ho scritto è la pura realtà. Nessuno pretende di ottenere riscontri a brevissimo termine però a medio/breve è possibile oltre al fatto che allargando la base ci si muove per il futuro. Chi nega che un ragazzino che inizia oggi non possa scendere in campo nel 2020 a Tokyo, Istanbul o Madrid?

Ps 35 tornei consecutivi superando il taglio. Per Chicco un record impressionante interrotto ad Abu Dhabi. Vorrei essere ben interpretata: ci voleva. Anche a un Porsche Carrera capita che si inceppi un tergicristallo. Una manutenzione di un secondo e il bolide torna a funzionare come prima, anzi meglio!