Tiger Woods sulla scomparsa di Nelson Mandela: “Il mondo ne sentirà la mancanza”

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Tiger Woods giovedì aveva mancato due putt importanti alla prima e ultima buca del Northwestern Mutual World Challenge, il che l’aveva lasciato piuttosto frustrato. Ma finito il giro i suoi sentimenti sono cambiati quando Woods ha saputo della morte di Nelson Mandela, il personaggio che ha avuto un impatto enorme sulla sua vita.

“Sono stato influenzato da lui”, ha detto. “Ho avuto la chance di incontrarlo insieme a mio padre nel ’98. Ci ha invitati a casa sua ed è stata una delle esperienze più motivanti della mia vita”.

Un anno dopo aver vinto il suo primo Masters all’età di 21 anni – un uomo dall’eredità culturale mista che trionfa in una terra che poco tempo prima gli avrebbe proibito di giocare – Woods era in Sudafrica a giocare il Million Dollar Golf Challenge a Sun City. Mandela invitò lui e suo padre Earl a casa sua, secondo il racconto che Tiger ha ripetuto dozzine di volte in in pubblico.

“Mio padre ed io siamo andati a pranzo con lui”, aveva ricordato all’inizio dell’anno. “Mi emoziona ancora il pensiero di quel giorno. Un uomo ci ha fatti accomodare in una stanza e ci ha detto: il Presidente Mandela vi raggiungerà tra poco. Siamo rimasti lì a guardarci intorno e io ho detto: Papà, ti rendi conto? e lui: Sì, sembra strano in questa stanza”.

“C’era un’energia diversa in quella stanza. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo scrollato le spalle. E forse 30 secondi più tardi ho sentito dei movimenti dietro di me ed era il Presidente Mandela. E’ stato fantastico. L’energia che ha, che trasuda, è unica al mondo. E’ stato un onore incontrarlo a casa sua. Un’esperienza che non dimenticherò mai”.

Ma giovedì Tiger non ha voluto ricordare questa storia un’altra volta. “Non vi annoierò di nuovo”, ha detto. Ma la verità è che, anche 15 anni dopo, questa storia non è mai noiosa. Per un uomo che così spesso appare robotico nel rispondere alle domande, questa storia gli dà sempre l’opportunità di svelare le sue emozioni. Per uno che di solito scappa di fronte alle domande politiche, gli permette di esprimere un po’ di passione.

Tiger non ha solo incontrato Mandela. L’ha studiato, ha capito cosa significava quell’uomo per il mondo. Ha conosciuto i suoi 27 anni di prigione, la mancanza di odio, il rifiuto di vendetta. “Penso che nessuno di noi sarebbe potuto sopravvivere a questo e diventare così umile e dignitoso come ha fatto lui. Condurre un’intera nazione e amare il mondo quando è uscito è un testamento del suo spirito e della sua persona”.

Giovedì Woods ha ripensato a quel giorno di 15 anni fa, quando ha percepito la presenza di Nelson Mandela prima di incontrarlo e ha parlato con il cuore. “E’ un giorno triste per molte persone. Il mondo sentirà la sua mancanza”.