Verso Rio 2016: i preparativi per il ritorno del golf alle Olimpiadi

logo_rio2016 2

I primi giochi olimpici si svolsero a Olimpia nel 776 a.C. Ormai considerati come giochi antichi, erano formati solo da una gara di corsa e si svolgevano tra popolazioni locali. I giochi, quelli che noi conosciamo e che possiamo chiamare “moderni”, nacquero solo nel 1896. Da allora ad oggi ci sono state ben trenta edizioni dei giochi moderni.

L’edizione di Rio 2016 sarà la più speciale, perché il golf torna a farne parte dopo ben 112 anni. Speciale anche perché tornerà ai giochi in un paese in cui è il calcio a farla da padrone e il golf è quasi uno sconosciuto. Non da ultimo, speciale perché questo grande ritorno può essere l’inizio di una nuova storia e di un nuovo capitolo per il mondo golfistico.

I preparativi sono già iniziati dallo scorso aprile, con la costruzione di un nuovo percorso a ovest di Rio De Janeiro. Il progetto è stato affidato all’architetto Gil Hanse. L’obiettivo è di realizzare un percorso lungo e difficile, che sia adattabile al dopo Olimpiade per poter ospitare competizioni del PGA Tour e, perché no, dello European Tour.

Fairways, roughs e tee di partenza saranno ricoperti da terreno in zeon zoysia, ideale per i climi caldi come quello brasiliano. Questo terreno non ha infatti bisogno né di essere bagnato né di essere fertilizzato frequentemente. A far da cornice al percorso ci saranno piccole colline, dune, ostacoli d’acqua con gli alti grattacieli di Rio a farne da sfondo.

Con il nuovo percorso che sta prendendo forma ecco comparire degli ospiti del tutto inaspettati: i caimani. Cugini più piccoli dei coccodrilli e probabilmente più docili, stanno invadendo gli ostacoli d’acqua del nuovo percorso. Il problema? Le tante lagune in cui erano abituati a vivere sono state bonificate per far posto a nuovi palazzi e parchi, obbligando circa 6.000 caimani ad emigrare e cercare altrove una nuova “casa”.

Resta quindi il grande timore che possano attaccare i professionisti o gli spettatori durante le giornate di gara. Caimani a parte, ciò che più preoccupa gli addetti ai lavori e i green keepers è il rischio capibara, i roditori più grandi al mondo. A guardarli somigliano molto a un incrocio tra una marmotta e un castoro e per il percorso possono essere davvero letali. Passano il loro tempo,  infatti, a mangiare l’erba dei fairways e a scavare buche profonde.

Intoppi e problemi operativi a parte, certamente il golf non mancherà l’importante occasione di rientrare sul grande palcoscenico dello sport mondiale, grazie a Rio 2016.