Il danese Thomas Bjorn vince l’Omega European Masters; 34° Matteo Manassero

matteo-omega

Matteo Manassero conclude 34° l’Omega European Masters, torneo dell’European Tour sul percorso del Crans-sur-Sierre GC (par 71), a Crans Montana in Svizzera.

Vittoria, alla prima buca di spareggio, del danese Thomas Bjorn sullo scozzese Craig Lee. Al terzo posto il francese Victor Dubuisson ed al quarto lo spagnolo Alejandro Cañizares.

Alessandro Tadini si è classificato al 65° posto.

Anche Chicco a Crans. Di Maria Pia Gennaro

francesco-molinari

Francesco Molinari è entrato nel Field dell’Omega European Masters in programma dal 5 al 9 settembre a Crans-Montana. Per noi italiani il cambio di programma del torinese è una bella notizia dato che, inizialmente, aveva deciso di non prendere parte al torneo e ce l’aveva comunicato in occasione dell’Open Championship. Con lui saranno in campo altri quattro italiani: Matteo Manassero (uno dei primi a confermare la sua partecipazione), Alessandro Tadini, Lorenzo Gagli e il dilettante Renato Paratore. Matteo Delpodio al momento in cui scriviamo è ottavo in lista d’attesa.

Molti i bei nomi che sfileranno sul Plateau a cominciare da Paul Casey, reduce da alcuni risultati molto positivi; Padraig Harrington, che ritorna dopo 13 anni ma con tre titoli Major nel carniere; i sudafricani del momento, Richard Sterne e Branden Grace; Miguel Angel Jimenez, affezionatissimo alla gara; Alvaro Quiros, assente da due anni, che incanterà il pubblico con le sue bordate, ancora più impressionanti in altura; e poi Thongai Jaidee, Darren Clarke, Tommy Fletwood, brillantissimo a Gleneagles, e altri 21 vincitori di torneo negli ultimi due anni.

Molti anche i Vip che solitamente prendono parte alla Gold Pro Am e quest’anno, grazie allo sponsor Omega, è annunciata la presenza di Michael Phelps, l’uomo che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche nella storia. Alle 10.30 ci sarà la conferenza stampa e ci auguriamo di avere la conferma perché sinora l’arrivo del nuotatore è stato coperto dalla più assoluta segretezza. Tutti con le bocche cucite…

Sono iscritti anche 40 asiatici perché il torneo è co-sanctioned con l’Asian Tour e anche per questo motivo scenderà in campo il fenomeno dodicenne cinese Wo-cheng Ye.

La gara sarà preceduta dalle due Pro Am targate Credit Suisse: il lunedì la Silver e il mercoledì la Gold. Il montepremi sarà di 2,2 milioni di euro e il torneo verrà trasmesso in diretta. Non perdete, però, le sorprese, gli aggiornamenti e i commenti sul nostro sito!

A Crans in giacca verde. Di Maria Pia Gennaro

Gaston-barras

Una visita di lusso al Golf Club Crans-sur-Sierre, sede storica dell’Omega European Masters che quest’anno si svolgerà dal 5 all’8 settembre e che vede fa il pubblico sempre moltissimi italiani. Quest’anno beneficerà della presenza di Matteo Manassero, mentre a luglio, come ogni anni dopo l’Open Championship, Adam Scott, ha trascorso dieci giorni di vacanza con la famiglia e la bellissima fidanzata svedese Marie nella casa che possiede da cinque anni.

“Mi rilasso, mi riposo, mangio bene, ma mi diverto anche molto. Ho trascorso del tempo con gli juniores del circolo, ragazzini entusiasti e molto stimolati”. Il Golf Club, per cui l’australiano ha l’attachment, ha organizzato un aperitivo per salutarlo e consegnargli la pargamena di socio onorario prima della sua partenza per Akron dove da giovedì sarà in campo per il Bridgestone Invitational. “Un campo che mi piace e un torneo che sarà difficile con in campo tutti i migliori dieci al mondo. Certamente non duro come Muirfield dove nell’ultima giornata c’erano condizioni al limite del proibitivo ma sono felice di come ho giocato. Certo se avessi imbucato qualche putt in più… Ecco, in questo momento il punto del mi gioco maggiormente altalenante è proprio il putting. Speriamo che ad Akron tutto funzioni per il meglio”, ha proseguito sorridendo. “Sto praticando molto, ho impostato tutta la mia preparazione di quest’anno puntando sui grandi eventi e devo dire che, finora, questa tattica ha funzionato. Anche se gioco meno…”

Ma lo vedremo mai in campo per l’Omega European Masters? “Spero l’anno prossimo. So che l’organizzazione e Yves Mittaz in particolare (organizzatore del Torneo) sta trattando con l’European Tour per spostare la data a luglio e, in questo caso, visto che non ci sarà più la concomitanza con le gare della FedEx Cup, sarò felice di partecipare. Il tracciato Severiano Ballesteros mi piace molto. E’ un test significativo e dopo le modifiche che hanno apportato alla 10, 12, 13 e 17 è diventato ancora più competitivo. E’ bellissimo il par 3 della 13 con il green ribassato, le tribune naturali che accolgono fino a 2000 persone e i laghetti che sono stati realizzati. Da un lato per noi è più complicato, ma per i molti dilettanti che affollano il percorso a luglio e agosto dalle partenze avanzate risulta giocabile e divertente”, prosegue Adam.

Per l’occasione ha indossato la Giacca Verde che, sinceramente, gli dona come tutto ciò che indossa. E’ decisamente un gran bel ragazzo e ci è venuto psontaneo domandargli se ha visto le recenti immagini di Gary Player e se lui poserebbe nudo come il campione sudafricano e ci ha risposto ridendo “No, non le ho viste, ma ne ho sentito parlare. Già! Lui è un uomo molto in forma, non sono contrario anche se io non so se farei la stessa figura!”. Viva la modestia!

Anche lo spagnolo Sergio Garcia ha l’attachment per Crans, considerato il più bel tracciato di montagna del mondo, e ci auguriamo che lo spostamento di data possa  riportare anche lo spagnolo a disputare il torneo che lo spagnolo ha vinto anni fa.

Ingiustizia è fatta

diana_luna_2

A sorpresa, Diana Luna è restata esclusa dalla Solheim Cup. Ai suoi successi sono state preferite tre esordienti. Qualche interrogativo (e qualche sospetto) è lecito averlo

Nel mio editoriale del numero di luglio avevo parlato di sport e golf femminile sottolineando le prestazioni di Diana Luna. A lei dedichiamo la copertina di ottobre rendendole il giusto merito per i due successi della stagione ma anche un piccolo, anzi piccolissimo, risarcimento per l’ingiusta esclusione dalla squadra di Solheim Cup. Voci di corridoio affermano che la “colpa” sia stata di Laura Davies, giocatrice certamente influente per la sua grandissima esperienza nella sfida, che ha fatto valere la sua voce. I motivi non sono noti né lo saranno mai; vero è che le wild card sono state assegnate a giocatrici che trascorrono molto tempo gareggiando negli USA. Mi chiedo allora quale peso e quale importanza possa avere il LET e soprattutto giocare in Europa. Le prescelte da Alison Nicholas – e dalla Davies – sono state: Caroline Hedwall che ha disputato tre tornei negli Stati Uniti, Karen Stupples (16) e Azahara Munoz (16) e sono tutte esordienti. La quarta è Karen Stupples, che ha fatto parte del team nel 2005 e che è scesa in campo nell’LPGA 16 volte in questa stagione. E la bella prestazione di Diana nella scorsa edizione è stata completamente dimenticata? Pare di sì. Quando questo numero di Golf Today sarà in edicola, i giochi saranno fatti, il risultato sarà noto e Diana avrà seguito la gara e tifato Europa da sportiva quale è. Per la prima volta, invece, io lo sarò meno; perché, da sempre, detesto le ingiustizie. E questa per me è veramente grossa.

L’estate è stata caratterizzata da alcuni fatti golfistici, a cominciare dalla rivincita degli americani e contemporaneamente dei “Signori Nessuno” nel PGA Championship. Le decine di migliaia di appassionati che hanno seguìto con apprensione un Tiger Woods che è tristemente sparito dalla scena dopo 36 buche, e le molte meno migliaia che hanno seguìto Luke Donald ammirandone lo swing da orologio svizzero, si sono trovate a tifare due che, in partenza, avrebbero avuto il solo ruolo di comparse e nemmeno di lusso. Non sono il primo caso, certamente, e solo il tempo dirà se Keegan Bradley e Jason Dufner non faranno la fine dei vari Ben Curtis o Todd Hamilton, solo per citare i due casi più recenti.

In compenso, è iniziata la corsa verso la Ryder Cup e, com’è tradizione, è iniziata a Crans con l’Omega European Masters, che quest’anno ha visto in gara il parterre più ricco di tutto l’European Tour (Open Championship e BMW PGA Championship a parte). Gli svizzeri sono stati bravi, anzi bravissimi a portare così tanti campioni (molti dei quali della scuderia di Chubby Chandler) ottenendo il record assoluto di pubblico – 54mila spettatori – nonostante la domenica di maltempo e la conseguente decisione di anticipare le partenze abbiano scoraggiato molti appassionati a salire sul plateau. Tantissimi anche gli italiani presenti, molti dei quali arrivati in giornata per farsi un “pieno di campioni”. Facile, potrebbe pensare qualcuno, fare un bel torneo con un budget di 10 milioni di franchi svizzeri per un montepremi di due, molto più difficile farlo con tre e mezzo e una borsa di un milione e 700mila euro come accade per l’Italia. Il cambio di data favorirà certamente il nostro torneo negli anni dispari, ovvero quando saranno aperti i giochi per la qualificazione della Ryder Cup, mentre nei pari potremo contare su campioni di alta fascia non qualificati nel team europeo. Non essendo a ridosso di grandi tornei, la data è ideale e ci garantisce, con buone probabilità, la presenza dei nostri tre alfieri.

A proposito di gare a squadre, si è concluso poco prima di andare in stampa il Seve Trophy. Chiedo scusa se non lo chiamo con il suo attuale nome (“Vivendi Trophy”), ma la sfida è nata per volere del campione spagnolo e per me rimarrà sempre tale. Nel suo ricordo, Jimenez ha giocato il colpo inaugurale e tutti i giocatori indistintamente gli hanno più volte reso omaggio. L’unico non all’altezza della situazione è stato il capitano europeo Jean Van De Velde, scelto non si capisce in base a quali strani criteri, che si è prodotto in incomprensibili abbinamenti e scelte di far giocare pro (come Jacqueline) assolutamente fuori palla, oppure di lasciare in panchina personaggi come Molinari o Hansen, convinto che le sue scelte fossero esatte. Come dire: squadra che perde non si cambia! L’Europa avrebbe avuto delle possibilità, vista la reazione nei singoli, se nei doppi non ci fossimo fatti travolgere. Certo, sugli europei hanno pesato alcune assenze importanti come Quiros, infortunato; ma d’altro canto anche i britannici non hanno potuto contare su McIlroy. Ottima prova per Francesco Molinari, che ha strapazzato Jamieson per 4 a 3; e amaro in bocca per Matteo Manassero, sconfitto alla 18 da Ian Poulter (quasi imbattibile in match-play), che si è esibito in quattro birdie nelle ultime cinque buche!

Infine, dicono che non sia fair parlarsi addosso, ed effettivamente non lo è, anche se alcuni lo fanno da anni. Però ci tengo a esprimere la nostra riconoscenza ai moltissimi lettori che ci hanno gratificato con infinite mail e fermandoci in ogni evento cui siamo presenti. A nome di tutta la Redazione voglio ringraziarli promettendo che il nostro impegno sarà sempre maggiore, per dare loro un prodotto sempre più ricco di quelle idee, curiosità, articoli interessanti e divertenti che finora hanno reso Golf Today – a detta di tutti – un giornale “finalmente diverso”, da leggere dalla prima all’ultima riga.

mp.gennaro@golftoday.it