Sventola la bandiera svedese

stenson

L’anno si chiude nel segno (e che segno!) di Henrik Stenson, vero mattatore di fine stagione. E per il 2014 che attendersi? Intanto un Golf Today rinnovato e innovativo…

Ha vinto un Major? No. Eppure oggi è il miglior giocatore al mondo. Primo nella storia ad aggiudicarsi non solo la classifica della FedEx e del Race to Dubai, ma anche le due gare finali e decisive. È Henrik Stenson, lo svedese che ha sdoganato dalle cantine le bandiere gialloblu dopo anni di muffa. Sarà forse lui a portare per la prima volta in Svezia un Major nel 2014? Sarebbe anche meritato, visto che il Paese ha contato grandissimi campioni di cui Stenson possiede le doti: il fisico di Robert Karlsson, l’estro di Patrik Sjöland, la rigorosità di Anders Forsbrand, il pizzico di follia di Mathias Grönberg e la regolarità di Per-Ulrik Johansson. Ma non ha quel titolo. Due di loro hanno giocato in Ryder Cup (Karlsson e Johansson; mentre Forsbrand è stato vice capitano con Bernhard Langer) ma nessuno di loro ne è mai stato il perno come lui promette di diventare.

Noi di Golf Today siamo stati più che profetici lo scorso numero nel dedicargli la copertina dopo il successo nel Tour Championship. E questo giocatore, caratterizzato da picchi altissimi e bassissimi, naturalmente mancino ma che gioca da destro, che non incontra il favore totale del pubblico e dei media, si è confermato a Dubai. Bisogna però dargli merito di non aver messo un piede in fallo dalla seconda settimana di luglio, quando si è classificato terzo all’Aberdeen Asset Management Scottish Open. Da allora, nei quattro mesi successivi, ha avuto un’ascesa travolgente con vittorie dalla Cina agli USA a Dubai. Qui non poteva permettersi di mancare il successo e, in compagnia del fido legno 3 e imbucando un putt dietro l’altro, non ha mancato l’obiettivo. E proprio nel Golfo si entrerà nel vivo della sfida di Ryder Cup. Golf Today monitorerà le fasi di accesso con uno speciale contributo fisso: “Countdown to Ryder Cup”.

Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito: lettori, golfisti e non golfisti, addetti ai lavori per i quali siamo stati di esempio e un termine di paragone. Non ce lo saremmo proprio aspettato dopo soli tre anni di vita di arrivare buoni ultimi dietro a “corazzate” di 20 e rotti anni. E ciò ci spinge a fare sempre meglio, a rivedere qualcosa. Daremo una rinfrescatina grafica e ci saranno nuove rubriche per completare la sempre crescente offerta di novità. Non ci sembra – e non ci è mai sembrato – il caso di riproporre rubriche già sfruttate o viste e riviste; per cui aspettatevi un 2014 sempre all’insegna di un Golf Today allegro, scoppiettante e nuovo.

mp.gennaro@golftoday.it

P.S. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato sempre col sorriso sulle labbra, disponibili, umili, gentili e mai sopra le righe: Claudia, Alberto, Chiara, Nicolò, Andrea, Alessandro, Michele, Claudia, Mattia e Carlotta. Senza dimenticare: Marco, Roberto, Alberto, Savina, Luca, Silvio, Costantino, Francesco, Antonio, Gianni, Isabella, Riccardo e Francesca.

Un grazie all’Italia che funziona

golf today truck

Mentre tutti vedono solo le classifiche del campo, è importante dare un’occhiata anche a cosa sta dietro: il nuovo corso della FIG ha portato un’organizzazione competente, sobria ed entusiasta. E il risultato si è visto

Premetto che sono evidentemente di parte, ma non posso che dire bene della settimana dell’Open d’Italia Lindt, che ha visto l’European Tour atterrare al Circolo Golf Torino La Mandria. Ha funzionato tutto: il campo, il sole, l’organizzazione, gli sponsor, il villaggio ospitalità, il villaggio commerciale, i volontari e soprattutto il gioco, protagonista assoluto insieme al tifo delle circa 29.500 persone presenti nei quattro giorni di gara. Unica cosa che (pare) non fosse perfetta, almeno a detta di qualche giornalista che pretendeva trattamenti di riguardo, erano i parcheggi… ma proprio nell’evitare trattamenti da VIP è stato il successo di questo Open: lavorare con basso profilo, a testa china e in stretta collaborazione con tutti, per ottenere il risultato finale: è stata la grande svolta che hanno voluto, inseguito e realizzato Alessandro Rogato e Barbara Zonchello (rispettivamente presidente e direttore del Comitato Organizzatore Open Professionistici di golf della FIG), impeccabili prima e durante l’evento!

Grandi, nonostante tutto – Tutta l’organizzazione FIG, dal presidente Franco Chimenti all’ultimo responsabile della fotocopiatrice, ha funzionato come un orologio svizzero. Lo dimostra il successo della ricerca forsennata degli sponsor, che è culminata con lo sforzo fatto da Lindt che ha portato energia e qualità a tutta la gara. Ma, da golfista, non posso che ringraziare Lavazza, Pininfarina, Rolex, Diasorin, Regione Piemonte (che da torinesi ci sono stati molto vicini) e +Energia, Jaguar/Land Rover, tutti brand che hanno contribuito al successo di una piccola Italia del golf che ha dimostrato a tutta l’Europa che siamo grandi, anche se pochi e con risorse stringate. Noi italiani abbiamo ottenuto il plauso di George O’Grady, che è rimasto stupito di quanto fatto. Inoltre, la presenza e i complimenti di Giovanni Malagò, presidente del CONI, hanno testimoniato un approccio pragmatico allo sport che deve avere risultati veri ma in linea con la sobrietà obbligatoria di questi tempi. Tanti si aspettavano un pressapochismo tipico della burocrazia italiana e invece è stato un successo tipico del sapersi rimboccare le maniche quando davvero si vuole qualcosa.

Giocatori di valore – Poi i nostri giocatori Francesco Molinari, Matteo Manassero, Edoardo Molinari (purtroppo solo in veste di opinionista), Alessandro Tadini, Lorenzo Gagli, Matteo Delpodio, un fantastico Renato Paratore ed Edoardo Lipparelli, per nominarne solo alcuni, sono la testimonianza di un movimento di estremo successo ma alla mano, sempre disponibile e che sa trasmettere passione e semplicità. Ovviamente mi è dispiaciuto che Chicco o Manny non siano riusciti a vincere; ma se devo dire la verità, mi è dispiaciuto ancora di più vedere le espressioni di Lorenzo Gagli e Matteo Delpodio venerdì, all’uscita del taglio. Sono soprattutto loro e Ale Tadini che più dobbiamo sostenere, perché riescano nelle ultime gare dell’anno a ottenere i risultati  che meritano, per mantenere la carta 2014.

Ti è piaciuto il nostro truck? – Due parole anche sul team di Golf Today, totalmente schierato all’Open, dal direttore marketing, al commerciale, alla redazione della web tv e a quella del giornale. Il truck di Golf Today è stata la novità del villaggio commerciale; tanti amici e giocatori, ma anche golfisti sconosciuti, lettori e clienti sono passati per un caffè offerto da Lavazza e per scambiate due parole. Uno sforzo che siamo riusciti a compiere con l’aiuto di tanti partner (Garedigolf.it, Argentario Golf Resort & Spa, Club Med, Vodafone, Ballantyne, Titleist, Puma, Honma, Diamond Resort International, Golf In, Garde), che ci hanno aiutato volentieri ad allestire uno scenario di grande impatto per il bene del golf. In giro per il campo qualche migliaio di cappellini rossi Golf Today ha colorato il pubblico. Le nostre telecamere presenti sempre e comunque hanno permesso a tutti di vedere i dietro le quinte, i giocatori pre e post gara, il circolo, la gente comune che si divertiva, le conferenze stampa e gli eventi a contorno dell’Open. Un gran lavoro che è piaciuto, visti i tanti lettori che si sono abbonati, ma soprattutto viste le 898.000 visualizzazioni di golftoday.it, i 72.000 visitatori unici di golftoday.it e le 1.100 foto scattate e postate dal pubblico con la cover di Golf Today presso il nostro truck.

E ora, il 2014 – Bene, e ora giriamo pagina e aspettiamo l’Open d’Italia 2014. Non sappiamo ancora in che sede si disputerà, ma la data è già stata stabilita: dal 28 al 31 agosto, e sarà l’ultima prova che assegnerà i punti per la speciale classifica atta a designare alcuni componenti della squadra europea di Ryder Cup. Un onore e un onere, insomma; si dovrà replicare il successo di quest’anno partendo da un’organizzazione più rodata e già affermata.

P.S. Non posso dirlo troppo forte, ma faccio i complimenti anche a mio padre Lorenzo che, da presidente del Circolo Golf Torino, è stato un padrone di casa attento e impeccabile.

Una squadra al tuo servizio

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Non c’è solo il giornale: Golf Today è una piattaforma diversificata e molteplice, che abbraccia anche la tv, i social e il golf giocato. Certo, costa impegno (e …). Ma noi accettiamo la sfida. Per te

Cari amici di Golf Today, è passato un altro anno insieme. Un altro anno carico di difficoltà, di errori, di novità, di nuovi appassionati, di vittorie (e di sconfitte) italiane, di nuovi facce sul Tour, di rinnovati compagni di viaggio, di molteplici sfide, di nuove iniziative, di piccoli successi.

350 gare. Tutte avvincenti

Partiamo dai nuovi compagni viaggio e dalle conseguenti sfide: Golf Today Sports è il nuovo progetto nato dalla fusione tra Golf Today e Global Sports. Quest’anno insieme a Giorgio, Fabrizio, Lorenzo, Andrea e Fabio organizzeremo più di 350 gare con cui vi faremo compagnia in tutta Italia. È una grande iniziativa che rientra nel piano di far diventare Golf Today la porta principale attraverso la quale gli italiani, persone e aziende, entrano nel golf.

In video con la FIG

La produzione TV cresce ed è sempre più apprezzata. Anche la Federazione Italiana Golf si è avvicinata a noi, affidandoci la ripresa delle gare dilettantistiche e dei raduni nazionali. Racconteremo i tornei dei nostri ragazzi più giovani e vi faremo vedere come si allenano e quando impegno viene profuso nella loro crescita. Con la FIG vogliamo stimolare l’interesse verso i green, vogliamo comunicare in modo nuovo il golf, vogliamo far capire che è uno sport divertente e competitivo anche e soprattutto per i ragazzi. Il Belli, con Claudia, Mattia e Michele, hanno ridisegnato il modo di comunicare il golf in video. Non posso non riconoscere che è anche grazie a loro che siamo un media moderno e diverso dagli altri.

La “carta” dei campioni

Il magazine lo conoscete già. Maria Pia insieme a Alberto, Chiara e Nicolò, sta facendo un lavoro splendido. Non sta a me giudicare se siamo i più belli e i più bravi; ma certamente devo ringraziare loro per l’impegno, l’energia e la passione che ci mettono tutti i giorni. In ogni caso, io trovo Golf Today il magazine il più accattivante e interessante… Poi, anche qui c’è una grande novità: Chicco Molinari è entrato a far parte della nostra famiglia. Da quest’anno infatti curerà una rubrica in cui si racconterà come uomo, marito e golfista di successo.

Social, perché il golf è condivisione

Il web e i social network. Qui mi sento ancora più responsabile perché molte idee, errori, esagerazioni, storpiature vengono dalla tastiera del mio Mac. Sono strenuamente convinto che il mondo social sia il futuro della comunicazione e per questo investo tempo ed energia per creare una comunità di golfisti che si senta parte di un progetto, interagisca e si diverta con noi. I miei ragazzi mi dicono che esagero, che metto troppi contenuti personali e che devo ricordarmi che siamo un media serio e ufficiale. Beh è vero, siamo un media serio e professionale, ma vogliamo anche divertirci con voi, comunicare in modo diverso e trovare sempre nuovi modi per coinvolgervi nella nostra passione e nel nostro modo di vivere il golf.

La nostra Anima

Infine, due parole di gratitudine per Claudia. Claudia è il nostro collante. Quando ci sono problemi è lei che mette ordine risolvendoli sempre. È lei che tiene i contatti con il mondo esterno, con chi vuole gli eventi Golf Today, con chi vuol far conoscere la propria azienda attraverso noi. Insomma, Claudia è il marketing e l’anima di Golf Today.

Continuate a seguirci e scoprite tutte le novità che abbiamo per voi nel 2013. Grazie di stare con noi e… “Swing your life”.

f.silva@golftoday.it

La Pro Am dei campioni (di generosità e… d’Italia)

Del Piero-Manassero

La nona edizione della “Vialli e Mauro” ha riproposto lo slancio e la disponibilità di tanti amici. Tra cui questo giornale e chi è fresco di scudetto

Lo scorso 7 maggio abbiamo disputato la nona edizione della Pro Am Vialli e Mauro Golf Cup e anche questa volta la manifestazione ha avuto grandissimo successo. Golf Today, che fin dalla sua nascita è un partner fidato dell’Associazione, ti racconta quella fantastica giornata a pag. 52. A me basta confidarti che, a questo punto, sto pensando che “Qualcuno” guarda giù e ci assiste visto che, come al solito, siamo stati più che fortunati. In questo caso addirittura doppiamente fortunati: sia dal punto di vista meteorologico, per la splendida giornata di sole; sia perché la sera prima della Pro Am la Juventus ha conquistato definitivamente lo scudetto, con una giornata di anticipo. Questo ha creato una sorta di clima elettrico nei moltissimi media presenti e in noi giocatori dato che, oltretutto, eravamo a Torino, e per giunta in casa del Presidente Andrea Agnelli. Il quale purtroppo non ha potuto essere presente, in quanto impegnato in una riunione programmata da tempo in Lega; ma Alex Del Piero e Pavel Nedved si sono presentati come promesso, mantenendo la parola data, nonostante siano andati a dormire alle cinque del mattino, fra un festeggiamento e l’altro. Per questo non finirò mai di ringraziarli. Come sempre per me questa gara è stata molto emozionante e infatti ho giocato malino.

Quando vedo professionisti di uno sport che praticano insieme a professionisti di altre discipline trovo che sia sempre un’esperienza positiva e coinvolgente. In fondo tutti noi abbiamo fatto dello sport il nostro lavoro, condividiamo esperienze comuni e parliamo lo stesso linguaggio. In più, c’è un lato simpatico e divertente: per noi golfisti dilettanti i pro sono i nostri “idoli” e, allo stesso tempo, noi calciatori spesso rappresentiamo il sogno nel cassetto dei pro, poiché molti di loro avrebbero voluto seguire questa strada. Per me è stato fantastico vedere Manassero giocare con Del Piero. Penso che Matteo abbia molto di Alex alla stessa età: maturità, idee precise, chiare, comportamento già estremamente professionale; è facile scommettere sul futuro di Manassero, come lo era su quello di Del Piero. Io ho giocato col mio amico Riccardo Grande Stevens e David Lynn (detto “l’attaccapanni”) come professionista. Mi ha raccontato come alcuni di loro avevano trascorso la sera prima… purtroppo sono cose che non posso raccontarti, ma ti posso garantire che quando i pro hanno un paio di giorni liberi sanno come divertirsi! Anche perché durante la giornata di gara praticano uno sport individuale, ma la sera dopo la prova diventano quasi una squadra, con un grande senso di amicizia. In più non sono proprio astemi e diventano l’intrattenimento delle nostre serate post gara. Insomma, sono ragazzi vivaci!

Il circolo ci ha accolti come al solito benissimo e la nostra raccolta è stata fantastica. Con gli anni e l’esperienza, e migliorando l’organizzazione, si riescono ad abbassare certi costi e a raccogliere di conseguenza di più: i nostri amici sponsor sono molto generosi. Se mi posso permettere, vorrei chiudere con una considerazione: io come al solito ho giocato male, perché come tutti i dilettanti non ho continuità. Se c’è una cosa di cui invece alla Fondazione dobbiamo andare fieri è la persistenza. Come spesso capita, ci siamo trovati di fronte a ostacoli che sembravano insuperabili, ma noi, gli sponsor, le celebrities e i media partner (tra cui Golf Today) formiamo una grande squadra e continueremo finché non otterremo i risultati che ci siamo prefissati. Di questo sono molto orgoglioso.

Chicco Style

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Francesco Molinari si è imposto nell’Open di Spagna, con umiltà e fermezza. Tutti conosciamo il campione, ma pochi sanno che…

Chicco Style: non avrei altro modo per definire il gioco di Francesco Molinari. Non solo quello espresso in occasione della splendida vittoria di Siviglia, ma quello che ormai mette in mostra da almeno tre anni. Solidità, ripetitività e precisione sono le sue tre caratteristiche principali. È un giocatore che non infiamma le folle con atteggiamenti eclatanti ma le conquista con il suo gioco, con quel sorriso un po’ timido che lo illumina sempre più spesso, con le innumerevoli palle in bandiera che “stampa” a ripetizione, con quel modo solo suo di spaccare i fairway in due come con il goniometro. La sua affidabilità è superiore a quella dei più forti al mondo. Anzi, indiscussa. Dicono che il lavoro paghi. Ebbene, Chicco è in credito e non di poco. Ma, come ha già incassato tre vittorie, ce ne saranno altre. Quelle che giustamente si merita e gli competono. Se nelle giornate in cui non gli gira il putting non riesce a fare il risultato che il gioco lungo meriterebbe, ecco che nei giri successivi si riprende. È un lottatore, freddo e controllato, sicuro del lavoro che fa, affiancato da una splendida moglie perfetta. Dicono che alle spalle di un grande uomo ci sia una grande donna ma sono certa che se Francesco non fosse quello che è, Valentina non se ne sarebbe innamorata. A parte gli spettatori italiani incollati al video in quella bellissima domenica 6 maggio, 32 tornei dopo la vittoria nell’HSBC, Chicco è stato ammirato dagli appassionati di tutta Europa e lo confermano le mail di complimenti ricevute da alcuni colleghi della stampa estera.

Ha giocato come un fenomeno guidato dalla sua umiltà e semplicità ma con la fermezza e la determinazione che ne fanno un campione. Da un mero punto di vista tecnico traduco il senso della mia ammirazione: quattro i colpi di vantaggio nel torneo, 62 green in regulation – dieci soli mancati per una media dell’anno superiore all’80 per cento. Il tutto tenendo conto che nei primi due giorni ha giocato con le condizioni meteorologiche peggiori e più avverse; cosa che purtroppo gli capita spesso ma nulla si può fare contro il clima. Ecco cosa intendo per “Chicco Style”: il suo modo di giocare che ho cercato di raccontarti, il suo modo di essere, di comportarsi, i suoi scherzi su twitter con l’allenatore Pugh. Dietro alla facciata seria, si nasconde un ragazzo simpaticissimo dalla battuta pronta e arguta. Innamorato del figlio Tommaso, fortunato bimbo che, quando vorrà, potrà andare a giocare con papà. E che papà!

Ho già scritto a proposito del gioco lento. Personalmente l’ho sempre considerato una piaga del golf, nonché l’unica cosa che mi faceva andare a gareggiare malvolentieri. Soprattutto nelle gare più importanti quando mi ritrovavo dietro a delle giocatrici troppo “pensanti” e paralizzate prima di iniziare lo swing. Ora questa ulcera ha colpito anche il professionismo con sbuffi e noia dei telespettatori e del pubblico che segue. I telecronisti non sanno più cosa inventarsi per riempire gli spazi vuoti e, nelle ultime gare in America, il tempo medio di un giro ha sfiorato le cinque ore. Per questo motivo Tiger ha richiesto che i giudici arbitri imbraccino la frusta agitandola con severità e punendo con multe da 5mila a 20mila dollari e con un solo richiamo, dopo essere stati messi “on the clock”. Sono d’accordo con Tiger e spero che i suoi suggerimenti vengano messi in pratica a breve. Non sono d’accordo, invece, sulle varie opzioni proposte per i dilettanti – compreso il facilitare le regole – che ormai viaggiano sulle sei ore (e talvolta anche più) per 18 buche Stableford. Mi chiedo perché trent’anni fa si facessero 18 buche in quattro ore, al massimo quattro e un quarto. Nessuno ci spingeva, nessuno ci faceva correre. Semplicemente giocavano con concentrazione e attenzione in molto meno tempo.

Da ultimo, vorrei parlare della parte interattiva del nostro gruppo, il nostro (e tuo) sito www.golftoday.it. Appurato che è il più moderno ed evoluto fra quelli dedicati al golf, sono felicissima del riscontro enorme e dei numeri impressionanti registrati dal sito e dalla nostra web tv, realizzati dal bravissimo Alessandro Bellicini con il suo team (Claudia Maroni, Mattia Mazza e Michele Menegon). Quattro “piccioni viaggiatori” che si spostano in lungo e in largo per tutta Italia realizzando i filmati sui circoli, le interviste e i servizi sulle gare, con ironia, varietà, divertimento e grande passione. Inoltre, come avrai notato, dal mese scorso abbiamo inserito la possibilità di scaricare la rivista anche in formato Android (oltre alla piattaforma Apple, che era già presente), a dimostrazione del nostro essere sempre aggiornati. Non per nulla Golf Today è stato il primo magazine italiano di golf scaricabile su iPad e iPhone. E allora: avanti così, ragazzi!

mp.gennaro@golftoday.it

Grazie a tutti, o quasi…

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Bilancio di un primo anno esaltante, divertente, difficile, istruttivo, interessante e complicato dal quale tutti noi abbiamo imparato molto. Abbiamo trovato tanti amici e qualche nemico…

Cari amici,

siamo arrivati al secondo anno di vita di Golf Today (al contrario di quello che pensava qualche corvaccio del malaugurio) e il bambino cresce, grazie soprattutto a voi che ci leggete, seguite su internet, facebook e twitter. Per questo voglio ringraziare tutti, o quasi…

Il primo anno di esperienza nell’editoria è stato ricco di emozioni e soddisfazioni. Abbiamo iniziato questo progetto per la passione e l’amore che ci lega all’ambiente del golf. Un amore che mi è stato tramandato dalla mia famiglia, dai miei nonni e dai miei genitori, ma che è esploso tardi, dopo i 30 anni, e che si è prontamente trasformato nella tipica scimmia verde; malattia totale e completa, senza via di scampo.

Con Golf Today abbiamo cercato, fin dal primo giorno, di creare un prodotto nuovo, giovane e diverso da ciò che già c’era in Italia; un prodotto dedicato a chi il golf lo conosce e lo ama da anni, ma anche a chi si sta avvicinando da poco, o ne è solo affascinato da lontano. Ci siamo lanciati nel mondo di internet e sul digitale, abbiamo fatto scelte azzardate che credo stiano pagando piano piano.

… Non abbiamo fatto tutto nel modo giusto. Ci siamo affidati dapprima a collaboratori sbagliati ma, fortunatamente, l’abbiamo capito in tempo e siamo corsi ai ripari. Non è stato un anno semplice. Non è stato facile “arrivare” in Italia, dove erano già presenti storiche testate giornalistiche, e creare un prodotto che attirasse i lettori abituati a vedere sempre gli stessi lavori, e sempre con lo stesso approccio.

Per questo devo ringraziare infinitamente Maria Pia, che è la vera anima di questo giornale: sue sono le idee, suoi gli articoli, sua la linea grafica ed editoriale. Devo anche ammettere che mi avevano messo in guardia sul lavorare con lei, sul suo carattere e la sua durezza. Ebbene, vi assicuro che c’è da “lottare” ogni giorno, ma vedere la passione che ci mette nel quotidiano e ciò che riesce a creare è davvero stimolante.

Altre due persone devo ringraziare prima di tutti: Claudia Murri e Alessandro Bellicini; Claudia per aver avuto l’idea, con me e Pia, di creare Golf Today e per essere stata il collante della truppa anche nei momenti difficili, per la semplicità e l’entusiasmo che dimostra tutti i giorni; Ale per essere salito a bordo portando idee nuove e con un entusiasmo e una disponibilità uniche, per essere il giovane del gruppo, quello con le intuizioni che non ti aspetti, sempre pronto a viaggiare con la telecamera. Oltre a loro, un grazie speciale va alla Redazione (Chiara, Alberto e Nicolò), che sono sempre disponibili in tutto e che fanno un lavoro fantastico, e ai ragazzi della Web TV (Michele, Claudia e Mattia), che mi hanno fatto conoscere un mondo nuovo e ricco di originalità.

Come dicevo, è stato un anno difficile, con tante inaspettate soddisfazioni e alcune delusioni. Non mi aspettavo un tale successo tra i golfisti e così tanta interazione con il mondo internet; dall’altra non mi aspettavo così tanta ostilità dall’ambiente storico del golf. Ma c’est la vie. Non possiamo essere amati da tutti e se vai a sparigliare un gioco già organizzato da anni non puoi aspettarti qualcosa di diverso..

Cari amici golfisti e non golfisti – così un caro amico che non c’è più salutava tutti noi che lo seguivamo – spero apprezziate il lavoro che stiamo facendo. Fateci sempre sapere cosa ne pensate, critiche e proposte. Sogniamo di creare una comunità di golfisti e non solo un prodotto editoriale.

Grazie ancora a tutti, o quasi…

f.silva@golftoday.it