A proposito di Evian

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Lo sport in generale (e il golf non fa eccezione) ragiona ancora in termini maschili. Eppure i tornei in rosa non hanno nulla da invidiare – per quanto concerne allenamenti, agonismo e tensione – a quelli dei colleghi uomini. È ora di cambiare mentalità

Vado controcorrente e, nel mese dell’Italian Open maschile, voglio parlare delle quote rosa nel golf. Del nostro torneo più importante ne parliamo diffusamente da pag. 22. Delle donne, invece, se ne parla ancora poco, pochissimo. E anche noi di Golf Today dovremmo recitare il nostro “Mea culpa”. Per questo ho deciso di seguire in prima persona l’imminente The Evian Championship, in programma dal 12 al 15 di questo mese. Il torneo da quest’anno ha avuto la gratificazione del titolo di quinto Major, a conferma della strada percorsa in 19 anni. Ho proprio voglia di assistere a un Major femminile, vedere in azione Diana Luna e Giulia Sergas mentre si confrontano con i mostri sacri americani e le campionesse provenienti dall’Est.

Queste ultime sono sempre più numerose: coreane che si dedicano anima e corpo – come ringraziamento (secondo la tradizione locale) ai genitori che le hanno cresciute – all’attività scelta, rinunciando ad avere una vita loro e sottoponendosi a durissimi allenamenti, a diete inflessibili (sono lontani i tempi delle Laura Davies, Nancy Lopez o Catherine Lacoste) e a lunghi spostamenti. Sono curiosa di vedere in azione le talentuosissime e sempre più giovani campionesse, a cominciare da Ariya Jutanugarn e Charlie Hull, le diciassettenni “fenomene” che stanno facendo calare in picchiata l’età media delle vincitrici nel LET. Non molto tempo fa era vietatissimo alle minorenni partecipare ai tornei delle proette sull’LPGA Tour, se non con permessi speciali.

Le orientali, non è ancora dimostrato, sembra che abbiano una carriera breve, che dura solo tre o quattro anni in quello che, fra tutti, è lo sport nel quale un’atleta può essere considerata ancora pienamente competitiva a 40 anni. Le campionesse orientali spuntano come funghi; in ogni torneo ce n’è una nuova che si mette in luce alimentando una concorrenza feroce. Ne abbiamo viste alcune vincere tutto per qualche anno e poi scomparire dalle scene. Le ragazze coreane caleranno in massa a Evian-les-Bains e il numero sarà limitato unicamente dalla graduatoria mondiale del Rolex Ranking. Analizzando nel particolare queste “minigolfiste” (per la statura), fra le prime 500 del mondo ne troviamo 146, di cui cinque fra le dieci migliori: una preponderanza che nell’ambiente maschile non esiste assolutamente. Se aggiungiamo le giocatrici di Formosa, Giappone, Cina o Thailandia, le altre giocatrici sembrano inchiodate all’angolo. Da qui l’intensificazione degli allenamenti e delle sedute di ginnastica. Intensificazione che paga. Così sono spiegati i successi di talenti come Beatriz Recari o Charlie Hull.

Parliamo ora degli uomini con una notizia di quelle succulente. I board dell’European Tour e del PGA Tour si incontreranno a brevissimo per stabilire un accordo, che dovrebbe partire nel 2015, fra le due massime potenze del golf professionistico mondiale. La decisione è stata presa, al 99%, perché i responsabili dell’European Tour hanno ralizzato come, da almeno un paio di anni, il circuito abbia perso di interesse per la “fuga degli swing” oltreoceano. Il fatto che moltissimi giocatori come Garcia, McIlroy, Westwood, Poulter, McDowell, Rose, Donald partecipino regolarmente al PGA Tour facendo solo delle sporadiche apparizioni in Europa, ha impoverito i tornei per i quali è diventato sempre più difficile reperire degli sponsor.

Il fatto che, ad esempio, un torneo come lo Scottish Open sia stato trasmesso – con buoni risultati d’ascolto – per la prima volta anche negli States, ha avvalorato la teoria dei boss di Wentworth che un eventuale patto con il PGA Tour potrebbe portare dei vantaggi al vecchio continente. I termini dell’alleanza sarebbero i seguenti: sarà ceduto al PGA Tour il 25% dell’Asian Tour (di proprietà dell’European Tour) in cambio della presenza in ogni torneo del circuito europeo – ovunque venga giocato nel mondo – di almeno quattro giocatori del PGA Tour.

Questo accordo potrebbe avere certamente dei risvolti positivi per il PGA Tour che metterebbe un piede in Asia, ma a nostro avviso ha almeno due lati negativi. Innanzitutto equivale a una dichiarazione di resa nei confronti dei giocatori più forti che hanno deciso di stabilirsi negli Stati Uniti. Il secondo lato sul quale abbiamo delle perplessità è il livello dei giocatori che verranno a giocare per l’Europa. Ovvio che si possa pensare di avere i cosiddetti bei nomi nei tornei ricchi come lo Scottish, l’Open di Francia e qualche altro ma, per esempio chi potrebbe venire a giocare tornei in Marocco, Portogallo, Russia e i meno ricchi in Oriente o Sud Africa? Porteranno lustro? Chiederei delle solide garanzie ma mi sembra pleonastico suggerire questo a una vecchia volpe come George O’Grady… Certo è che siamo curiosi!

mp.gennaro@golftoday.it

ps Credo che anche il mondo maschile si stia accorgendo di quanto sia anacronistica ai giorni nostri la diferenzazione fra i due sessi. A Muirfield si respirava aria di polemica per la scelta di far disputare l’Open Championship in un percorso che vieta l’ingresso alle donne.

ps 2 Siamo stati colti di sorpresa e da una grandissima tristezza per la notizia della scomparsa, nella notte del 25 agosto, di Giorgio Bordoni maestro conosciutissimo, per anni allenatore della nazionale dilettanti, componente del consiglio della Pgai ma soprattutto persona dal grande cuore che, con Laura Mantegazza, aveva fondato Blue Kids, l’associazione che ha avvicinato al golf una moltitudine di ragazzini. Con Carlo Alberto Acutis e Alessandro Rogato è stato il primo che ha capito l’importanza delle Gof Academy fondando il famosissimo Blue Team. Alla moglie Simona e ai figli va l’abbraccio di tutti noi di Golf Today.

Giulia Sergas 14ma in Arkansas. Vince Ai Miyazato con uno sprint finale

Con un ottimo 67 finale e lo score complessivo di 208 (73 68 67, -5), Giulia Sergas ha ottenuto un gratificate 14mo posto nel Walmart NW Arkansas Championship, torneo del LPGA Tour disputato sul tracciato del Pinnacle Country Club (par 71) a Rogers.

Ha vinto la 27enne giapponese Ai Miyazato (201 – 68 68 65, -12), che con un birdie all’ultima buca ha superato la connazionale Mika Miyazato e la spagnola Azahara Muñoz, seconde con 202 (-11). La rookie venezuelana Veronica Felibert, leader per due turni, ha ceduto con un 72 (+1) ma si è mantenuta in alta classifica terminando quarta con 203 (-10) alla pari con la coreana Inbee Park. A ridosso altre due coreane, Hee Kyung Seo, sesta con 204 (-9), e Amy Yang, settima con 205 (-8), quindi con 206 (-7) Brittany Lang e la svedese Anna Nordqvist.

Il torneo si è svolto in condizioni difficili per il caldo umido che ha reso proibitivo il gioco nel pomeriggio, e ha riservato parecchie sorprese. Tutte le favorite si sono trovate in difficoltà: Suzann Pettersen ha recuperato qualcosa nel finale per arrivare insieme alla Sergas; Shanshan Feng è scesa dal quarto al 19mo posto con 209 (-4) dove ha avuto la compagnia di Stacy Lewis, numero due mondiale. Poco più indietro Na Yeon Choi, 23ma con 210 (-3), e Paula Creamer, 28ma con 211 (-2). Sono uscite al taglio, caduto a 143 (+1), Cristie Kerr (144, +2), Laura Davies e Michelle Wie (146, +4), la coreana In-Kyung Kim e Yani Tseng (147, +5), leader del Rolex ranking.

La Miyazato, quarta dopo 36 buche a cinque colpi dalla Felibert, ha segnato sei birdie nelle prime 15 buche, salendo in vetta, poi ha rimesso in corsa le sue due rivali con un bogey alla 17, ma con il birdie alla 18 per il 65 (-6) ha firmato il nono titolo nel Tour e il 25mo in carriera, avendone collezionati altri 15 nel circuito giapponese e avendo vinto la World Cup del 2005. Per lei 300mila dollari su un montepremi di due milioni.

La Sergas ha iniziato il torneo al 76mo posto con un 73 (-3), quindi ha evitato il taglio con un 68 (-3) salendo al 42mo e infine il balzo finale con il 67 (-4) frutto di quattro birdie. Con i 27.979 dollari guadagnati si è portata al 54mo posto nell’ordine di merito, dove in vetta è salita la Miyazato con 1.035.727 dollari, che ha superato Yani Tseng (1.005.527).

Fonte Federgolf

A Sun Young Yoo il primo Major della stagione. 56ma Diana Luna

Vittoria a sorpresa di Sun Young Yoo (279, 69 69 72 69, -9) nel Kraft Nabisco Championship, il primo Major femminile dell’anno disputato al Dinah Shore Tournament Course del Mission Hills CC, in California.

La 26enne coreana, dopo il secondo posto della settimana scorsa al Kia Classic, ha conquistato il suo secondo titolo nel LPGA Tour nonché il primo in un Major, superando con un birdie alla prima buca di spareggio la connazionale In-Kyung Kim (70 70 70 69), che aveva mancato un corto putt per il par alla 18.

A sorpresa è arrivato anche il cedimento di Yani Tseng, numero uno mondiale, che ha ottenuto tre successi nei primi cinque tornei del 2012 e che era stata in vetta nei due giri centrali. Partita male con tre bogey all’ultimo round, non le è bastato il tentativo di recupero nella seconda parte del tracciato (due birdie) per agganciarsi almeno al play-off: è giunta quindi terza con 280 (-8) colpi, dopo un deludente 73 (+1). Al quarto posto con 281 (-7) Stacy Lewis, Amy Yang, Hee Kyung Seo e Karin Sjodin, leader insieme alla Tseng, che ha tenuto per metà giro prima di cedere sotto pressione.

Il Major ha messo in evidenza la forza delle proette coreane, con otto presenze nelle prime 14 posizioni. Non hanno invece particolarmente brillato le altre favorite della vigilia: Na Yeon Choi, settima con 282 (-6), Karrie Webb e Suzann Pettersen, 15me con 284 (-4), Jiyai Shin, 26ma con 287 (-1), e Ai Miyazato, 56ma come la nostra Diana Luna (293, 76 68 75 74, +5). La romana, dopo una partenza difficile (76, +6), ha recuperato con un 68 (-6) secondo score di giornata, ma successivamente i suoi punteggi si sono nuovamente alzati. Per il 74 (+2) conclusivo ha segnato tre birdie, tre bogey e un doppio bogey. È uscita al taglio Silvia Cavalleri, 87ma con 150 (73 77, +6) e fuori per due colpi.

Alla vincitrice è andato un assegno di 300mila dollari su un montepremi di due milioni. La Yoo è la seconda proette coreana a vincere il Kraft Nabisco Championship, dopo Grace Park nel 2004. È la sua prima vittoria dopo essere diventata Rolex First-Time Winner nel 2010 con il Sybase Match Play Championship ed è attualmente 15ma nel Rolex Ranking dopo aver guadagnato 22 posizioni con la vittoria di ieri.