Senti un po’, Mr. Finchem…

Tim-Finchem

Il commissario del PGA Tour si è definito contrario alla proposta di abolizione di belly putter e broomstick. Ne prendiamo atto. Ma a questo punto ci deve qualche spiegazione

In seguito alle recenti affermazioni che vedrebbero il PGA Tour contrario all’abolizione di bastoni che si “ancorano” al corpo, ho diverse domande al Commissario Tim Finchem:

1. Il campione Open in carica Ernie Els ha giudicato l’utilizzo dei putter lunghi un “rubare”. Mi sembra chiaro che lei non sia d’accordo. Ci può dire perché lei non consideri un evidente vantaggio ancorare la punta del grip alla pancia o al petto?

2. Mark King, CEO di TaylorMade crede che entro dieci anni la R&A e la USGA saranno istituzioni obsolete e superate. È d’accordo? Se sì, chi dovrebbe prendere le decisioni? Le aziende? I vostri membri? O forse solo lei, Mister Finchem?

3. Perché adesso? Perché lei – che in vent’anni da capo non ha mai dato una multa per il gioco lento, (il che rende il suo Tour inguardabile) – ha deciso che questo è il momento buono per mettere in discussione le regole imposte da USGA e R&A?

4. Ted Bishop, presidente della PGA americana, è un altro personaggio contrario all’R&A e USGA. Ma chi è costui per contestare queste istituzioni? E perché lei ritiene che la sua irrilevante organizzazione abbia dei problemi con i corpi dilettantistici minori, che non devono avere una minima considerazione quando si fanno le regole?

5. Se il PGA Tour e la PGA of America si dovessero separare e cominciassero a fare regole diverse, cosa crede che penseranno i giocatori che si vedranno costretti a non utilizzare i puttoni in tre Major su quattro? Crede che le stelle – il cui unico interesse è un posto nella storia, non i soldi – resteranno dalla sua parte o giocheranno da qualche altra parte?

6. Ha mai preso una decisione per il bene del golf e non per il solo bene del PGA Tour?

7. I numeri dimostrano come l’adesione al golf sia in declino negli ultimi anni, il che comporta una diminuzione del divertimento che il golf regala negli spettatori, porta via troppo tempo e costa sempre di più. Il che ha senso quando i dilettanti si trovano davanti percorsi di 6.900 metri da fare in cinque ore, invece che campi mille metri più corti per tre ore e mezza di gioco. Lei si rende conto di cosa comporterà per il golf questo trend, se continuerà?

8. Per tutti è chiaro come a lei importi poco di ciò che non la riguarda direttamente; ma non sente alcun obbligo morale per tutti gli altri piccoli Tour del mondo?

9. Quando ha affermato: “Non siamo convinti di vietare i putter lunghi”, lei ha sostenuto che “un amateur su cinque” gioca con bastoni che si ancorano al corpo. Ci può dire qual sia la fonte di questa informazione? Noi non riusciamo a trovare un riscontro nemmeno lontanamente aderente ai suoi numeri.

10. Secondo lei non esiste un’evidenza provata dei vantaggi portati dai putter lunghi. Allora ci spiega perché giocatori di alto livello – Ernie Els e Adam Scott, solo per dirne due – hanno migliorato di molto le loro prestazioni sui green? È solo una coincidenza? O magari esiste un qualche possibile collegamento tra i puttoni e i miglioramenti avuti?

Torna la polemica sull’abolizione dei “puttoni”: favorevoli o contrari?

Tim Finchem del PGA Tour ha dichiarato che il circuito americano non è in guerra con le istituzioni che governano il golf nella querelle sulla proposta di rendere fuori norma i belly o i long putter.

Mentre Matt Kuchar stava per vincere il WGC – Accenture Match-Play Championship grazie al suo belly, Finchem ha incontrato i media per spiegare che il Comitato dei Giocatori del PGA Tour aveva discusso il problema: “Abbiamo comunicato all’USGA la nostra posizione la scorsa settimana e il nostro Consiglio ha concluso che dovremmo essere contrari. Ho letto che i media ci dicono in guerra con l’USGA sulla questione ma voglio chiarire che noi abbiamo sempre dato il nostro sostegno e manteniamo il giusto rispetto. Tuttavia, ci è stata chiesta la nostra opinione e abbiamo capito che perseguire su quella strada era un errore. Per noi e per i nostri giocatori, questo tipo di bastoni esiste da generazioni e il gioco del golf è sempre andato bene. Quindi se non esiste una ragione valida per cambiare le cose non è necessario farlo”.

“L’USGA ha dichiarato che l’ancoraggio non apporta un vantaggio reale per la performance e vista la ricaduta che la decisione avrebbe con i dilettanti e con giocatori come Webb Simpson e Keegan Bradley, e coloro che sono cresciuti con questo bastone, si può parlare più che altro di aspetti negativi. I nostri giocatori sono divisi in due schieramenti perchè è una decisione soggettiva: c’è chi è d’accordo e chi sostiene che l’ancoraggio non dia particolari vantaggi e quindi non ci sia bisogno di abolirlo. Abbiamo sottoposto la nostra opinione e la PGA of America è risultata contraria. Vedremo cosa farà l’USGA”.

Se le istituzioni che governano il golf decideranno di introdurre un divieto, Finchem si chiede se il PGA Tour continuerà, da solo, a portare avanti un Tour che consente l’ancoraggio del belly o long putter. “Ma in realtà speriamo che l’USGA possa cambiare idea”.