Dolcetto o scherzetto sui fairways

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Siete pronti? Mancano solo poche ore alla famosa notte delle streghe. Scherzi o mostri spaventosi potrebbero nascondersi dietro l’angolo di casa. Film horror vi potrebbero tenere compagnia per tutta la serata. Ma se fosse proprio il golf a trasformarsi in un terrificante mostro? Sembrerebbe impossibile ma ecco alcuni tra i colpi più spaventosi.

Il Tee shot della buca 17 al TPC Sawgrass è considerato in assoluto il colpo più spaventoso. Il green fatto a isolotto, visto dal tee di partenza potrebbe sembrare facile e tranquillo. Ma non ci si deve fare ingannare, perché dopo aver effettuato il tee shot si trasforma in un vero e proprio mostro.

Un tee shot che non deve essere né troppo corto né troppo lungo e né troppo a destra né troppo a sinistra. Se si riuscisse a seguire tutte queste indicazioni, si potrebbe sperare di chiudere la buca in par. Anche se forse, sarebbe più semplice giocarla alla Play Station. State tranquilli, perché c’è dell’altro.

Al secondo posto il tee shot della buca 12 ad Augusta, una delle più difficili del percorso ma anche una delle più belle. Un par tre di 140 metri che a guardarlo non sembrerebbe così pericoloso. Il fiume Rae che attraversa tutto il percorso, fa da guardia al green ed è assolutamente un “must” non risultare corti col tee shot. Se si considera Il forte vento si scopre che questa buca ha reso la vita difficile anche ai più grandi professionisti.

Per i più coraggiosi ecco quello che tutti i golfisti non vorrebbero mai sperimentare: tirare dal Round Bunker della buca 17 a St. Andrews. Se ci si trovasse col secondo colpo davanti al green di una qualsiasi altra buca, si potrebbe anche attaccarlo per portare a casa il par. Qui però è la buca che attacca i golfisti, ai quali non resta altro che sperare di non ‘flappare’ per non finire nell’alto bunker di due metri.

Al quarto posto il secondo colpo alla buca 8 di Pebble Beach. Stando sul fairway di questo par 4 di 423 metri, sembra di essere al confine della terra. Un enorme scoglio cade a picco nell’Oceano Pacifico. Se si tira troppo a destra si finisce direttamente nell’Oceano. Se si tira troppo a sinistra si rischia di finire in bunker.

Talvolta però può capitare di incappare nel “colpo spaventoso” giocato anche sul percorso più amico. Per oggi, divertiamoci comunque con il “dolcetto scherzetto”. Se ne riparlerà domani sui nostri amati fairways.

Viaggio tra le buche più difficili al mondo

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A un primo colpo d’occhio, per chi non lo conoscesse bene, il golf potrebbe sembrare uno tra gli sport più facili. Potrebbe sembrare, appunto. Perché già di per sé è complesso. Se poi ci si trova a giocare in una delle cinque buche più difficili al mondo, allora si che gli scettici si ricrederebbero subito.

La leader indiscussa della classifica è la buca 16 di Cypress Point a Pebble Beach in California. La difficoltà sta nel dover superare un ostacolo d’acqua con un colpo di almeno 231 yards (210 metri). Fin qui, nulla di strano, se non fosse che l’ostacolo in questione altro non è che l’Oceano Pacifico.

Se facciamo un salto in Florida, troviamo al secondo posto la 17 del TPC Sawgrass. Par 3 di 137 yards, è soprannominata “island green” proprio perché il green è posto su un isolotto circondato da acqua. Segni particolari? Il ponticello che collega l’isola alla terra ferma è talmente lungo e stretto da essere ideale per mettere in pratica le proprie doti di funamboli.

Al terzo posto ecco qualcosa che vi stupirà: la 19esima buca al Legend Golf and Safari Resort in Sud Africa. Vi starete chiedendo cosa centri la buca 19, quando 18 bastano e avanzano. Beh, è stata creata per far provare ai golfisti sensazioni di avventura. La buca si raggiunge in elicottero e bisogna tirare la pallina dalla cima di una montagna, con il tee posto a 400 metri di altezza, verso il green che ha la forma del continente africano.

Al quarto posto troviamo la buca 18 del Ko’olau Golf Club alle Hawaii, uno dei percorsi più difficili al mondo. Par 4 di 476 yards è senza dubbio una buca brutale. I giocatori, per concludere la buca con successo, devono riuscire a non tirare la pallina negli immensi burroni posti dopo il tee shot e intorno al green.

Al quinto e ultimo posto, la buca 18 a Whistling Straits. Vista dall’alto somiglia a un campo di battaglia della Prima Guerra Mondiale, con alberi, crateri, scogliere e rough che sembrano trincee. Come se non bastasse, il percorso è situato vicino al lago Michigan e state pur certi che il forte vento si divertirà a lanciare la vostra pallina fuori dal campo. Non per niente si chiama proprio ‘Whistling’ che in inglese significa ‘fischiante’.

Siete pronti? Non ci resta che partire all’avventura!