Titolo LPGA Tour alla coreana Inbee Park; Giulia Sergas 39ª

Giulia Sergas si è classificata al 24° posto nel CME Group Titleholders, ultimo torneo del LPGA Tour sul percorso del The TwinEagles Club, a Naples in Florida.

Con questo risultato chiude la stagione al 39° posto con $ 362.659 grazie alle ottime prestazioni in due major: nell’US Womens Open (quarta) e nel Wegmans LPGA Championship (nona).

Inbee Park è prima nell’ordine di merito con un guadagno di 2.287.080 dollari. Alle sue spalle Na Yeon Choi ($ 1.981.834), Stacy Lewis ($ 1.872.409), Yani Tseng ($ 1.430.159) e Ai Miyazato ($ 1.334.977).

Giulia Sergas 14ma in Arkansas. Vince Ai Miyazato con uno sprint finale

Con un ottimo 67 finale e lo score complessivo di 208 (73 68 67, -5), Giulia Sergas ha ottenuto un gratificate 14mo posto nel Walmart NW Arkansas Championship, torneo del LPGA Tour disputato sul tracciato del Pinnacle Country Club (par 71) a Rogers.

Ha vinto la 27enne giapponese Ai Miyazato (201 – 68 68 65, -12), che con un birdie all’ultima buca ha superato la connazionale Mika Miyazato e la spagnola Azahara Muñoz, seconde con 202 (-11). La rookie venezuelana Veronica Felibert, leader per due turni, ha ceduto con un 72 (+1) ma si è mantenuta in alta classifica terminando quarta con 203 (-10) alla pari con la coreana Inbee Park. A ridosso altre due coreane, Hee Kyung Seo, sesta con 204 (-9), e Amy Yang, settima con 205 (-8), quindi con 206 (-7) Brittany Lang e la svedese Anna Nordqvist.

Il torneo si è svolto in condizioni difficili per il caldo umido che ha reso proibitivo il gioco nel pomeriggio, e ha riservato parecchie sorprese. Tutte le favorite si sono trovate in difficoltà: Suzann Pettersen ha recuperato qualcosa nel finale per arrivare insieme alla Sergas; Shanshan Feng è scesa dal quarto al 19mo posto con 209 (-4) dove ha avuto la compagnia di Stacy Lewis, numero due mondiale. Poco più indietro Na Yeon Choi, 23ma con 210 (-3), e Paula Creamer, 28ma con 211 (-2). Sono uscite al taglio, caduto a 143 (+1), Cristie Kerr (144, +2), Laura Davies e Michelle Wie (146, +4), la coreana In-Kyung Kim e Yani Tseng (147, +5), leader del Rolex ranking.

La Miyazato, quarta dopo 36 buche a cinque colpi dalla Felibert, ha segnato sei birdie nelle prime 15 buche, salendo in vetta, poi ha rimesso in corsa le sue due rivali con un bogey alla 17, ma con il birdie alla 18 per il 65 (-6) ha firmato il nono titolo nel Tour e il 25mo in carriera, avendone collezionati altri 15 nel circuito giapponese e avendo vinto la World Cup del 2005. Per lei 300mila dollari su un montepremi di due milioni.

La Sergas ha iniziato il torneo al 76mo posto con un 73 (-3), quindi ha evitato il taglio con un 68 (-3) salendo al 42mo e infine il balzo finale con il 67 (-4) frutto di quattro birdie. Con i 27.979 dollari guadagnati si è portata al 54mo posto nell’ordine di merito, dove in vetta è salita la Miyazato con 1.035.727 dollari, che ha superato Yani Tseng (1.005.527).

Fonte Federgolf

Golf in rosa: tutti i risultati del week end in USA, Spagna e Svezia

Il LPGA Tour è stato impegnato con il Sybase Match Play Championship 2012, torneo a eliminazione diretta giocato all’Hamilton Farm di Gladstone, New Jersey. Ha vinto la giovane spagnola No. 27 del Rolex Ranking Azahara Munoz, che ha sconfitto 2&1 Candie Kung nel match finale. La gara ha riservato tante sorprese nelle prime giornate giocate con doppio turno: alcune outsider sono infatti rimaste in gara fino all’ultimo sconfiggendo le favorite del torneo. La taiwanese Candie Kung ha eliminato la connazionale Yani Tseng, numero uno mondiale, per 3/2 e poi la paraguaiana Julieta Granada (2/1), che ha ritrovato in parte il suo gioco del passato. La giovane vincitrice ha battuto (2/1) l’inglese Jody Ewart, che aveva sconfitto la norvegese Suzann Pettersen (3/1) campionessa uscente, e poi ha travolto Stacy Lewis (5/4). Morgan Pressel è venuta a capo di un incontro molto complicato con la coreana Na Yeon Choi, numero due del Rolex Ranking, superandola alla prima buca supplementare, e successivamente non ha dato scampo alla svedese Anna Nordqvist (5/4). Infine Vicky Hurst, una delle meno attese nelle semifinali, ha prevalso dopo match equilibrati su Angela Stanford (2/1) e sulla corerana So Yeon Ryu (2 up). Al torneo, con 1,5 milioni di dollari di montepremi, erano ammesse 64 giocatrici tra le quali nessuna italiana.

Giulia Franchini si è classificata al 32mo posto con 162 colpi (78 84, +18) nel BGT Centro National, disputato al Centro National de Golf di Madrid, terza delle sette gare del Banesto Golf Tour, il circuito femminile spagnolo. Ha vinto la 17enne dilettante spagnola Clara Baena, che ha concluso la gara con 137 colpi (67 71, -7) insieme alla connazionale professionista Adriana Zwanck (67 70) e poi l’ha superata alla prima buca di spareggio.

Dominio delle dilettanti anche nel Ljungbyhed Park PGA Ladies Open, quinto degli undici tornei del LET Access, il secondo circuito femminile continentale, concluso al Ljungbyhed Golf Club (par 71) di Ljungbyhed, Svezia. Le prime quattro posizioni sono state raggiunte da giocatrici non professioniste: ha vinto con 212 colpi la scozzese Pamela Pretswell (73 72 67, -1) unica giocatrice a scendere sotto par, che ha preceduto Isabella Deilert, seconda con 214 (+1), Linnea Strom e Nanna Koerstz Madsen, terze con 216 (+3). Prime tra le proette Anna Dahlberg Soderstrom e Mary Mattson, che si sono divise metà della somma di prima e seconda moneta (3.718 euro per ciascuna su un montepremi di 30mila euro), terminate al quinto posto con 217 (+4) insieme all’altra dilettante di casa Emma Nilsson. Si è classificata 35ma con 226 (74 77 75, +13) Laura Sedda, mentre non ha superato il taglio per un colpo Matia Maffiuletti, 44ma con 152 (74 78, +10), e si è ritirata Anna Rossi.

 

LPGA: vince Ai Miyazato e la Sergas 49ma; nel Banesto Sedda 22ma

La 27enne giapponese ha vinto con 276 colpi (71 65 70 70, -12) il Lotte Championship del LPGA Tour disputato al Ko Olina Golf Club di Kapolei, alle Hawaii.

La Miyazato ha colto l’ottavo titolo nel circuito, dove va a segno da quattro anni consecutivi, distanziando nettamente la coreana Meena Lee e la promettente spagnola Azahara Muñoz, seconde con 280 (-8). Al quarto posto con 281 (-7) Cristie Kerr e So Yeon Ryu, al sesto con 282 (-6) Suzann Pettersen, al settimo con 283 (-5) Brittany Lang, Mariajo Uribe e Jiyai Shin. Solo al decimo con 284 (-4) Yani Tseng, che ha avuto un andamento molto altalenante. Poco dietro Karrie Webb, 12ma con 285 (-3), e Paula Creamer, 18ma con 286 (-2).

La Miyazato, che vanta anche 15 successi nel circuito femminile giapponese, ha preso il comando nel secondo turno e ha poi condotto il giro finale controllando le avversarie. Ha ricevuto un assegno di 255mila dollari su un montepremi di 1,7 milioni.

Giulia Sergas si è classificata 49ma con 292 (73 73 74 72, +4), dopo aver superato il taglio per la seconda volta su quattro tornei disputati in stagione.

Laura Sedda, si è invece classificata al 22mo posto con 221 colpi (70 75 76, -5) nel BGT2-La Peñaza Zaragoza, torneo in calendario sia nel Banesto Tour, il circuito femminile spagnolo, che nel LET Access, il secondo europeo, disputato sul difficile percorso del GC La Peñaza (par 72) a Saragozza.

Ha vinto con 211 colpi, 5 sotto par, la trentenne olandese Marjet Van der Graaff (71 69 71) che dopo un’ottima partenza ha rischiato di farsi raggiungere dalla neopro spagnola Carlota Ciganda (212 – 72 73 67, -4), che ha mancato l’aggancio per un colpo. Al terzo posto con 213 (-3) Laurence Herman, al quarto con 212 (-2) Lene Korg e Tamara Johns, al sesto con 215 (-1) Stephanie Kirchmayr. Queste sei giocatrici sono state le uniche a scendere sotto par.

La Sedda ha iniziato la gara molto bene, ponendosi il comando con un 70 (-2), poi i suoi score si sono alzati. Sono uscite al taglio, caduto a 147 (+3) e che ha lasciato in gara solo 26 concorrenti, Matia Maffiuletti, 49ma con 152 (76 76, +8), Anna Rossi, 55ma con 153 (74 79, +9), e Giulia Franchini, 85ma con 168 (85 83, -24). Si è ritirata Alessandra Averna, che si era imposta nel BGT1-Parador Malaga Golf, primo evento stagionale del Banesto Tour dove ha debuttato tra le proette.

A Sun Young Yoo il primo Major della stagione. 56ma Diana Luna

Vittoria a sorpresa di Sun Young Yoo (279, 69 69 72 69, -9) nel Kraft Nabisco Championship, il primo Major femminile dell’anno disputato al Dinah Shore Tournament Course del Mission Hills CC, in California.

La 26enne coreana, dopo il secondo posto della settimana scorsa al Kia Classic, ha conquistato il suo secondo titolo nel LPGA Tour nonché il primo in un Major, superando con un birdie alla prima buca di spareggio la connazionale In-Kyung Kim (70 70 70 69), che aveva mancato un corto putt per il par alla 18.

A sorpresa è arrivato anche il cedimento di Yani Tseng, numero uno mondiale, che ha ottenuto tre successi nei primi cinque tornei del 2012 e che era stata in vetta nei due giri centrali. Partita male con tre bogey all’ultimo round, non le è bastato il tentativo di recupero nella seconda parte del tracciato (due birdie) per agganciarsi almeno al play-off: è giunta quindi terza con 280 (-8) colpi, dopo un deludente 73 (+1). Al quarto posto con 281 (-7) Stacy Lewis, Amy Yang, Hee Kyung Seo e Karin Sjodin, leader insieme alla Tseng, che ha tenuto per metà giro prima di cedere sotto pressione.

Il Major ha messo in evidenza la forza delle proette coreane, con otto presenze nelle prime 14 posizioni. Non hanno invece particolarmente brillato le altre favorite della vigilia: Na Yeon Choi, settima con 282 (-6), Karrie Webb e Suzann Pettersen, 15me con 284 (-4), Jiyai Shin, 26ma con 287 (-1), e Ai Miyazato, 56ma come la nostra Diana Luna (293, 76 68 75 74, +5). La romana, dopo una partenza difficile (76, +6), ha recuperato con un 68 (-6) secondo score di giornata, ma successivamente i suoi punteggi si sono nuovamente alzati. Per il 74 (+2) conclusivo ha segnato tre birdie, tre bogey e un doppio bogey. È uscita al taglio Silvia Cavalleri, 87ma con 150 (73 77, +6) e fuori per due colpi.

Alla vincitrice è andato un assegno di 300mila dollari su un montepremi di due milioni. La Yoo è la seconda proette coreana a vincere il Kraft Nabisco Championship, dopo Grace Park nel 2004. È la sua prima vittoria dopo essere diventata Rolex First-Time Winner nel 2010 con il Sybase Match Play Championship ed è attualmente 15ma nel Rolex Ranking dopo aver guadagnato 22 posizioni con la vittoria di ieri.

 

Ad Angela Stanford l’HSBC Women’s Champions

Con un par alla terza buca di play-off, la 34enne texana ha vinto l’HSBC Women’s Champions, torneo del Tour femminile americano disputato al Tanah Merah Country Club di Singapore e riservato a 63 proette tra cui nessuna italiana.

Con il punteggio di 278 (66 70 71 71, -10) la Stanford ha ottenuto il quinto titolo in carriera superando le tre avversarie che avevano terminato le 72 buche della gara a pari punteggio: la cinese Shanshan Feng (69 71 69 69) e le coreane Na Yeon Choi (68 71 71 68), numero due del mondo, e l’adolescente Jenny Shin (69 67 71 71), uscite nell’ordine.

Al quinto posto con 279 (-9), e fuori dallo spareggio per un solo colpo, una Yani Tseng sottotono che, nonostante fosse data per favorita, era partita a rilento e non è riuscita nella rimonta finale come la settimana precedente all’Honda LPGA Thailand.

In sesta posizione con 281 (-7) Ai Miyazato e In-Kyung Kim, all’ottavo con 282 (-6) Vicky Hurst, Jiyai Shin e Hee Young Park. Mai in corsa per il titolo Karrie Webb, campionessa uscente, 25ma con Suzann Pettersen (287, -1), e Cristie Kerr, 35ma con 290 (+2).

Alla Stanford, che ha al suo attivo anche quattro presenze in Solheim Cup, sono andati 210mila dollari su un montepremi di 1,4 milioni. Angela ha messo la parola fine all’attesa di 14 anni e 4 mesi per una vittoria americana in un evento del LPGA in Asia.

LPGA in Australia: trionfa Jessica Korda, 37ma Giulia Sergas

La nostra azzurra ha concluso al 37mo posto con 300 colpi (74 79 72 75, +8) l’ISPS Handa Australian Open, gara inaugurale del Tour americano organizzata per la prima volta in collaborazione con il Ladies European Tour e con l’ALPG sul prestigioso percorso del Royal Melbourne.

A salire sul gradino più alto del podio, dopo un maxi play-off a sei, la 18enne Jessica Korda, figlia del noto ex tennista Petr. Per lei si tratta del primo titolo nel circuito, ottenuto con 289 colpi (72 70 73 74, -3). Nello spareggio finale, grazie a un putt di sette metri per il birdie alla seconda buca, la Korda ha battuto Stacy Lewis, Brittany Lincicome, Julieta Granada, Hee Kyung Seo e So Yeon Ryu, con le quali aveva concluso alla pari il torneo.

Dopo aver iniziato il turno finale in vetta, ha controllato la gara fino alla buca 13, per poi infilare tre bogey di fila che hanno rimesso in corsa le avversarie; lei stessa è arrivata al play-off grazie a un birdie alla 17. Nel suo 74 (+1), ottenuto comunque sotto una forte pioggia, cinque birdie, quattro bogey e un doppio bogey. Jessica ha vinto un assegno di 165mila dollari su un montepremi di 1,1 milioni.

Al settimo posto con 290 (-2) Jenny Shin, mentre all’ottavo con 291 (-1) Katie Futcher e Yani Tseng, dominatrice della scorsa stagione femminile con 10 successi (7 nel LPGA Tour e 3 nel LET).

Giulia Sergas, che ha vinto 6.630 dollari, ha segnato tre birdie e cinque bogey per il 75 (+2) dell’ultima giornata. È invece uscita al taglio Diana Luna, 74ma con 154 (73 81, +8) e fuori per un solo colpo.

Yani, chi era costei?

yani tseng

Nessuno (tranne noi) si è accorto che la simpatica Tseng ha rivoluzionato il golf in rosa. Zitta zitta, a soli 23 anni ha fatto cose che i grandi campioni si sognano. Perché allora questo silenzio?

In Italia, la cosa sta passando sotto silenzio. Nessuno ne parla, a parte l’ottimo Nicola Montanaro (l’addetto stampa di Federgolf, cioè la voce ufficiale della Federazione), che puntualmente dà notizia dei suoi trionfi nei comunicati federali; e noi di Golf Today (che già a pag. 12 del numero scorso avevamo anticipato qualcosa). Ma a parte queste eccezioni, in Italia nessuno si fila Yani Tseng. Eppure sta dominando il golf mondiale. Non altissima, faccetta tonda ridente, americana d’adozione, la giocatrice di Taiwan ha cambiato rapidamente il golf femminile. Dall’incertezza della possibile noia dovuta al prepensionamento di dominatrici del calibro di Annika Sorenstam e Lorena Ochoa, si è passati a qualcosa di speciale e storico in men che non si dica. Quando Yani Tseng, a 22 anni, 6 mesi e 8 giorni ha vinto il Women’s British Open a Carnoustie, in Scozia, e ha sollevato il trofeo col suo sorriso da ragazzina, stava mettendo in pratica qualcosa di gigantesco per il futuro del golf femminile: nessun professionista – uomo o donna che sia – ha avuto un impatto maggiore e più improvviso. Mai! Difendendo il titolo britannico femminile vinto l’anno scorso, la Tseng ha raccolto il suo quinto Major in carriera e il quarto in due stagioni. Nessuno nel golf professionistico ha vinto così tanto e così in fretta. Nemmeno Tiger Woods o Jack Nicklaus.

A un mese dal suo 23esimo compleanno, nella sua quarta stagione sul Tour, è a un terzo della strada per eguagliare il record di 15 titoli del Grande Slam detenuto dalla grande Patty Berg. Dietro alla capofila, vantano titoli Mickey Wright (13), Louise Suggs (11), Babe Zaharias Didrikson e Annika Sorenstam (10), vale a dire i più grandi nomi della storia rosa di questo sport. La Sorenstam aveva 32 anni quando nel 2003 vinse il suo quinto titolo Major, l’LPGA Championship. Tiger Woods 24 quando ha vinto il suo quinto, il PGA Championship del 2000. “Sono davvero felice, ma voglio vincere di più”, ha affermato senza mezzi termini la simpatica Yani nella conferenza stampa post torneo a Carnoustie. Non c’è niente da suggerire per il futuro a Tseng, che ha la stessa capacità di incutere il sacro timore nelle sue rivali che aveva Woods quando regnava incontrastato sul PGA Tour.

È impossibile sottovalutare la sua presenza in campo, non bisogna minimizzare la sua bravura. Se lei gioca, è favorita per vincere. Se è in classifica, è da temere. Incarna proprio la figura di cui il golf femminile aveva bisogno. Per la cronaca, Yani ha 17 vittorie da pro, tra cui nove titoli nell’LPGA Tour. Dopo aver vinto tre volte l’anno scorso, quest’anno vanta 11 tornei conquistati (fra cui due Major) in sette diversi Paesi. Ha vinto il campionato LPGA con 10 colpi di vantaggio. Vent’anni separano il primo titolo Major di Berg e l’ultimo. Al ritmo attuale, Tseng potrebbe raggiungerne trenta. Perfezionista fino all’esasperazione, si racconta che perseguiti Gary Gilchrist, l’insegnante sudafricano che la segue da 18 mesi, chiedendogli in continuazione: “Come posso migliorare ciò che ho fatto oggi? C’è qualcosa che avrei potuto fare meglio?”.

Capito il tipo?…

Faccio tanti auguri di cuore a tutti i nostri lettori e in modo particolare a tutti quei golfisti che mi rallegrano con la loro simpatia. Non credo esistano categorie di appassionati come gli amanti del nostro sport, persone in grado di sfornare decine e decine di battute a raffica per sdrammatizzare che mi fanno immensamente divertire. Detto fra noi: adoro chi mi fa ridere! Voglio regalarvene due di altrettanti carissimi amici, che valgono l’annata. La prima è di una persona che non aveva mai partecipato agli incontri pre-comunione del figlio per non perdere nemmeno una gara. Al momento della cerimonia, incontra necessariamente il sacerdote che, viste le ripetute assenze, lo ammonisce dicendogli: “Non l’ho mai vista in chiesa!”. Il mio amico, con freddezza (e una buona dose di realismo), non ci pensa un attimo e risponde: “Beh, nemmeno io lei sul campo da golf!”. L’altra è di una carissima amica che, avendo giocato per molti anni a ottimi livelli, ha praticamente abbandonato per colpa del lavoro e delle delusioni per un infimo gioco corto. Ogni tanto, per lavoro, le “tocca” giocare e, se la incontraste, la riconoscereste subito perché ha due refrain che ripete razzolando sui fairway: “Ma stavo così bene in ufficio…”. Il secondo è ancora migliore: “Ogni volta che gioco, mi ricordo perché ho smesso!”. Grazie a loro e a tutti i giocatori che rallegrano le mie trasferte, che mi ricordano che il golf è un gioco, una passione, una sana malattia ma non certamente una questione di vita o di morte come, purtroppo, sempre più persone sono portate a pensare, prendendosi troppo sul serio. Auguri a tutti!

mp.gennaro@golftoday.it

Concluso il LPGA Tour: vince Hee Young Park. Yani Tseng No. 1 e prima nella Money List

Giulia Sergas si è classificata al 58mo posto con 307 colpi (75 79 77 76, +19) nel CME Group Titleholders, gara conclusiva del LPGA Tour sul percorso del Grand Cypress Resort a Orlando, in Florida. Ha ottenuto, un po’ a sorpresa, il primo titolo in carriera la 24enne coreana Hee Young Park (279 – 71 69 69 70), che nel giro finale ha staccato di due colpi Sandra Gal (281 – 69 69 71 72), con la quale deteneva la leadership dopo tre giri, e che è stata agganciata al secondo posto da Paula Creamer (69 71 71 70).

Quasi tutte in alta classifica le big: Na Yeon Choi e Suzann Pettersen quarte con 282 (-6), Michelle Wie, Cristie Kerr e Yani Tseng seste con 286 (-2). Gioco alterno per Ai Miyazato, 16ma con 290 (+2).

La taiwanese Tseng, No. 1 mondiale, era la favorita dopo aver ricevuto, per il secondo anno consecutivo, il titolo di “Player of the Year” festeggiato prima dell’evento in un party organizzato da Rolex.

La vincitrice, passata di categoria nel 2004 e poi salita nel LPGA nel 2008 dopo aver ottenuto quattro successi nel KLPGA (tour coreano), ha intascato 500mila dollari (su 1,5 milioni in palio) ed è salita al 12mo posto nella Money List, dove invece ha letteralmente dominato Yani Tseng con 2.971.713 dollari (sette successi nell’anno, oltre a tre nel LET).

Al secondo posto Cristie Kerr (1.470.979) e al terzo Na Yeon Choi (1.357.382). La Sergas, con i 3.273 dollari guadagnati nell’occasione, è salita al 95mo posto con 50.090 dollari e ha superato in extremis Silvia Cavalleri, 96ma con 49.320.

CG

LPGA: in Messico vince Catriona Matthew

La 42enne scozzese Catriona Matthew si è imposta con 276 colpi (69 68 68 71), 12 sotto par, nel Lorena Ochoa Invitational, torneo voluto dalla grande campionessa messicana che l’anno scorso (era No. 1 al mondo con 27 titoli vinti) si è ritirata per dedicarsi alla famiglia a soli 29 anni.

Sul percorso del Guadalajara CC (par 72), che ha visto crescere golfisticamente la Ochoa, la Matthew, al quarto titolo nel circuito, ha lasciato a quattro colpi In-Kyung Kim, campionessa uscente, e Anna Nordqvist (280, -8), e a sette Ai Miyazato, Hee Kyung Seo e la 51enne Juli Inkster (283, -5), che era stata in vetta nei primi due giri.

Al settimo posto con 284 (-4) Suzann Pettersen, all’ottavo con 285 (-3) Maria Hjorth, al nono con 286 (-2) Paula Creamer, Michelle Wie e Brittany Lang. Prestazioni altalenanti di Cristie Kerr, 13ma con 288 (par), e di Yani Tseng, attuale No. 1 al mondo, 19ma con 291 (+3).

La Matthew, che ha fatto parte della vittoriosa squadra europea in Solheim Cup, ha ricevuto 200mila dollari sul milione in palio. Alla gara hanno partecipato 36 concorrenti di cui nessuna italiana.

 

CG

LET: vince sempre Yani Tseng, 9a la Sergas

La 22enne taiwanese, No. 1 mondiale, si è imposta con 200 colpi (68 66 66), 16 sotto par, nel Suzhou Taihu Ladies Open. È il terzo titolo stagionale nel Ladies European Tour e il decimo nell’anno con i sette ottenuti sul LPGA Tour; con questa vittoria ha guadagnato 45mila euro dei 300mila di montepremi.

Sul percorso del Suzhou International Golf Club, nella omonima città cinese, ha conseguito un bel nono posto Giulia Sergas con 210 (68 70 72, -6) e sono andate a premio Sophie Sandolo, 33ma con 216 (73 72 71, par), e Veronica Zorzi, 44ma con 217 (69 73 75, +1).

La Tseng ha letteralmente dominato la gara, con 17 birdie e un bogey, distaccando di sette colpi la svedese Pernilla Lindberg (207, – 9). Hanno concluso al terzo posto con 208 (-8) l’inglese Melissa Reid e la sudafricana Lee-Anne Pace.

La Sergas ha segnato tre birdie, un bogey e un doppio bogey per il 72 (par) di chiusura; la Sandolo tre birdie e due bogey per il 71 (-1); la Zorzi due birdie, tre bogey e un doppio bogey per il 75 (+3). È uscita al taglio, caduto a 146 (+2), Margherita Rigon, 73ma con 148 (77 71, +4).

 

CG