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Grandi emozioni anche in questo secondo giro di Ryder Cup. Del resto non poteva essere altrimenti: il coraggio e la voglia di vincere sono tanti, sia per gli Europei che per gli Americani. Lo spettacolo è andato in scena già dai match foursome della mattina con il team Europe che è riuscito a recuperare uno dei due colpi di svantaggio dal team USA. Gli accoppiamenti scelti dal capitano Darren Clarke sono stati perfetti.

Rory McIlroy e Thomas Pieters hanno continuato sulla scia di ieri pomeriggio,con armonia e grande carattere. Hanno sconfitto gli avversari Phil Mickelson e Rickie Fowler per 4&2 sul green della 16, assicurando alla propria squadra un punto preziosissimo. È andata molto bene anche per il nuovo accoppiamento Rose-Wood, che dopo essere andati in vantaggio di 3 up hanno tenuto duro nonostante l’attacco di due perfetti Zach Johnson e Jimmy Walker.

Gli americani hanno recuperato due colpi di vantaggio, portandosi a 1 down e trascinando Rose e Wood alla 18. Qui però gli europei non hanno deluso le aspettative: hanno vinto la buca, conquistando il secondo prezioso punto. Niente da fare invece per Stenson-Fitzpatrick contro Koepka-Snedeker, che hanno vinto per 3&2 su green della 16.

Ma protagonisti indiscussi di questi foursome sono stati Sergio Garcia e Rafael Cabrera Bello. Un binomio perfetto, proprio come quello di McIlroy e Pieters. I due spagnoli, che giocavano contro l’altrettanto forte duo Spieth-Reed, hanno mandato in delirio il pubblico a casa e quello presente, recuperando il 4 down vincendo ben quattro buche di seguito. Merito di un grande Garcia che ha centrato un putt dietro l’altro ma anche di un Rafael che, lo ripetiamo, nonostante sia alla sua prima Ryder sembra già un veterano. Gli spagnoli hanno mandato i texani in bambola, portandoli alla 18 e pareggiando un match che sembrava già perso.

Così, i match del pomeriggio si sono aperti con gli Stati Uniti in vantaggio di appena un punto, per 6 1/2 contro i 5 1/2 europei. Ma se i pairings del mattino erano perfetti, hanno fatto pensare e quasi discutere le scelte del capitano Darren Clarke per i match 4 ball. Clarke, invece di mantenere gli ottimi binomi della mattina, ha deciso di mescolare nuovamente le carte in tavola. Ha mantenuto la coppia vincente di McIlroy e Pieters, ma ha sconvolto ogni piano mandando in campo Lee Westwood insieme a Danny Willett, Sergio Garcia insieme a Martin Kaymer ed Henrik Stenson con Justin Rose. Scelte davvero discutibili, soprattutto per le deludenti prestazioni di Kaymer e Westwood nella mattinata di ieri e soprattutto per l’aver diviso il binomio spagnolo. I presupposti non erano affatto buoni. E i risultati hanno davvero deluso.

La sicurezza si chiama sempre McIlroy-Pieters, una grande coppia che torna ancora al successo. Tre vittorie su tre, che garantiscono agli Europei la conquista di un punto prezioso: l’unico del pomeriggio. Mcilroy e Pieters hanno affrontato senza problemi la coppia Dustin Johnson- Brooks Koepka, portandosi sul 4 up già dopo 9 buche. Si sono alternati in maniera perfetta, ma poi alla 11 hanno cominciato a perdere terreno, per colpa di un ottimo Dustin Johnson. Gli americani recuperano infatti due colpi, alla 11 e alla 12, diminuendo lo svantaggio a 2 down. È Pieters a diventare poi il vero protagonista. Alla 13 e alla 14 il campione belga conquista due birdie perfetti, grazie a due putt altrettanto impeccabili, riportando il vantaggio a 4 up. L’altalena però non lascia tregua e, mentre McIlroy perdeva un po’ la bussola, DJ e Koepka continuavano a recuperare terreno, portandosi nuovamente a 2 down. Sul green della 17, si è deciso finalmente il primo match: Pieters non sbaglia nemmeno qui il putt per il birdie, conquistando un punto importante.

Nulla ha potuto la coppia Stenson-Rose contro i texani Reed e Spieth. Anche se sarebbe più corretto dire: contro il texano Reed. Perché è lui i vero protagonista del pomeriggio. Lui ha trascinato il compagno Spieth in una battaglia incredibile fatta di un birdie dietro l’altro. E pensare che i nostri europei erano partiti bene. Erano 1 up dopo cinque buche ma proprio al par 4 della buca 5 è arrivato il recupero americano, grazie al primo birdie di giornata di Reed… Il primo di una lunga serie. È però alla 6 che Reed inizia a scatenarsi: imbuca l’eagle da fuori green, iniziando una scalata che lo porta a registrare altri 4 birdie. Alla 16 arriva un barlume di speranza, grazie a Stenson che imbuca l’eagle da bordo green e rinvia di una buca la vittoria del match in favore dell’America e di un inarrestabile Reed. È suo il merito della vittoria americana, arrivata alla 17 per 2&1. Grandi comunque Stenson e Rose, nessuno avrebbe potuto fare meglio contro un Reed così.

Se si guarda al terzo match del giorno, l’unica parola che salta alla mente è amarezza. Tanta amarezza ma anche tanta rabbia descrivono perfettamente la sfida di Willett-Westwood contro Holmes-Moore. Rabbia, perché sebbene fino ad oggi pomeriggio si cercasse di trovare una motivazione valida per la scelta di Westwood come wild card, ora si fa ancora più fatica. Westwood e Willett sembra quasi abbiano fatto di tutto per perdere il match. Si dice così no, quando anon ne va bene una e ci metti anche del tuo per far andare male le cose. Hanno mantenuto la sfida in parità fino alla 17, nonostante il vantaggio di 1 up alla 7 riportato in parità alla 9 e il nuovo vantaggio alla 10, rimesso in gioco alla 13. Ma quante occasioni perse, con putt imbucabili anche ad occhi chiusi. Alla 16 Westwood spreca il vantaggio sbagliando un putt già fatto.

Ma la catastrofe arriva alla 17. Ryan Moore finisce in acqua ma questo non basta per vincere la buca. Nonostante l’Europa fosse con due giocatori in green – sì, Willett era appena nel rough ma il par era comunque fattibile – gli americani sono riusciti a vincere la buca, facendo par ma sopratttutto con solo Holmes in gioco. Westwood anche qui ha sbagliato un altro prezioso putt, regalando il punto agli americani. Alla 18 ecco la disfatta. Tutti in green, con Westwood in asta per il birdie e la possibilità di pareggiare la sfida, conquistando così un preziosissimo mezzo punto. Niente da fare però: Willett finisce lungo con il putt per il birdie e Westwood sbaglia clamorosamente, davanti agli occhi increduli del capitano e dello stesso pubblico americano. Il punto è degli avversari e l’hanno meritato, perché hanno lottato senza mai rinunciare alla vittoria.

E non ha portato bene neppure decidere di dividere il binomio Garcia-Bello. Il campione spagnolo è stato accompagnato per il match pomeridiano da un assente Martin Kaymer, che solo verso le ultime buche ha dato segni di ripresa. Garcia ha dovuto contrastare quasi sempre da solo l’ottimo binomio Mickelson-Kuchar. Lefty ha messo in campo un gioco straordinario e Kuchar… Beh il putt che ha imbucato alla 13 per il birdie, seguito dal balletto di festeggiamento – è senz’altro uno dei colpi più belli di questi due giorni di Ryder Cup. Sono di Garcia i pochi recuperi tentati contro la coppia assoldata ed esperta dei due americani. Come il birdie alla 7 e alla 12 o come quello alla 16. Ma a nulla sono valsi. Il match è perso e così un altro importante punto.

La rimonta iniziata ieri e portata avanti questa mattina, è stata annullata dai match pomeridiani. Gli americani conducono per 9 1/2 contro 6 1/2, ma niente è ancora perduto. Occorre concentrarsi, dimenticare il pomeriggio di oggi e recuperare: il miracolo di Medinah insegna che il risultato può essere sempre ribaltato, basta crederci. Basta avere passione, orgoglio e coraggio proprio come è stato dimostrato ieri pomeriggio e questa mattina. Domani sarà la volta dei match singoli, con tutti i giocatori in campo. #GoEurope, perché niente è ancora perduto.

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