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L’australiano Jason Day (273 – 63 66 73 71), numero uno mondiale, ha dominato nel The Players Championship, il torneo equiparato quasi a un major disputato allo Stadium Course (par 72) del TPC Sawgrass, a Ponte Vedra Beach in Florida, dove è rimasto in vetta sin dal primo giro in cui ha eguagliato il record del campo (63, -9). Ha offerto un’ottima prestazione Francesco Molinari, settimo con 279 colpi (66 69 72 72, -9) dopo essere stato sempre in alta classifica.

Su un tracciato che ha messo a dura prova i concorrenti, Day ha lasciato agli avversari solo la possibilità di competere per la seconda posizione conquistata con pieno merito da Kevin Chappell con 277 (-11) che, con due birdie in chiusura, ha relegato in terza Matt Kuchar, Justin Thomas, Colt Knost e Ken Duke (278, -10), il quale a 47 anni e con un solo titolo nel tour ha fatto quasi la gara della vita.

Molinari è stato affiancato dal giapponese Hideki Matsuyama e il nordirlandese Graeme McDowell ha guadagnato il nono posto (280, -8) dopo un avvio sotto tono. Ha lasciato l’impressione di essere un po’ distratto il nordirlandese Rory McIlroy, numero tre del world ranking, mai pienamente concentrato e molto altalenante. E’ terminato 12° con 281 (-7) insieme all’australiano Adam Scott, anch’egli a spasso per la classifica, e al sudafricano Retief Goosen, invece piuttosto regolare nel rendimento.

Ha evitato la retrovia salendo dal 55° al 19° posto con 283 (-5) l’inglese Justin Rose, grazie a un 66 (-6), e sono rimasti tra media e bassa classifica, senza trarre molta soddisfazione della loro prova, Dustin Johnson, il sudafricano Louis Oosthuizen e il fijiano Vijay Singh, 28.i con 285 (-3), Keegan Bradley, 35° con 286 (-2), il tedesco Martin Kaymer, 39° con 287 (-1), Bubba Watson, 43° con 288 (par), Zach Johnson e lo spagnolo Sergio Garcia, 54.i con 290 (+2), e il sudafricano Ernie Els, 64° con 292 (+4).

Hanno profondamente deluso Jordan Spieth, numero due al mondo, Rickie Fowler, numero cinque e campione in carica, e Phil Mickelson, 77.i con 143 (-1), usciti al taglio per un colpo.

Anche nel quarto giro, come già nel terzo, Jason Day ha iniziato male, con due bogey sulle prime nove buche. I danni, tutto sommato, non sono stati rilevanti perché gli avversari più pericolosi, ossia quelli che lo seguono nel ranking, o erano lontani o, addirittura, già a casa. Dalla buca dieci ha ripreso la sua marcia e con tre birdie e alcuni colpi veramente da fuoriclasse, ha rimesso le cose a posto (71, -1).

“Ho provato sensazioni veramente speciali – ha dichiarato – nel vincere questo torneo da numero uno al mondo e rimanendo al comando dal principio alla fine. E’ stata dura, sia per le condizioni del percorso, sia perché con un buon vantaggio potevo rischiare di perdere l’attenzione necessaria. Sono riuscito invece a fare quanto mi ero proposto e a conquistare un titolo di grande prestigio. Il mio segreto? Non ne ho di particolari: so che devo continuamente imparare cose nuove, crescere ancora e apprendere dagli errori che si commettono inevitabilmente”.

Il 29enne di Beaudesert ha ora dieci i titoli nel PGA Tour, comprensivi di un major (PGA Championship, 2015) e di due WGC. E’ il settimo successo negli ultimi 17 tornei disputati ed è il terzo giocatore ad essersi imposto nel The Players Championship da leader mondiale dopo Greg Norman e Tiger Woods. Con 1.890.000 dollari guadagnati, su un montepremi record di 10,5 milioni di dollari, è salito in cima alla money list ($ 5.561.729) e con 600 punti acquisiti ora primeggia anche nella graduatoria della FedEx Cup. Nel world ranking ha allungato decisamente su Jordan Spieth (13,38 punti contro 10,90).

Francesco Molinari, che negli ultimi due giri ha assommato lo stesso 144 (par) di Day, ha concluso la sua grande prova con il 72 del par dopo quattro birdie, due bogey e con il rammarico di un doppio bogey alla buca 14. Ha intascato 338.625 dollari che l’hanno portato dal 132° all’89° posto nell’ordine di merito ($ 710.439). Inoltre è passato dall’86ª alla 72ª piazza nella graduatoria mondiale, un buon viatico verso la riconquista di una posizione tra i top 50.

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