Stenson-

Scontro tra titani. Non potrebbe essere descritta in modo diverso questa magnifica ultima giornata del The Open Championship. Una giornata incredibile, fantastica, come non se ne vivevano da anni. Protagonisti ancora loro e non poteva essere altrimenti: Phil Mickelson e Henrik Stenson, che hanno messo in scena un vero e proprio spettacolo. Uno show a due protagonisti, che ha trasformato il quarto giro del Major più antico del golf in un vero matchplay. Un botta e risposta continuo, già dalla buca 1. Lefty è partito non alla grande, di più. Ha messo il secondo colpo in asta, dando chiari segnali di come sarebbe andata la giornata. Ha fatto biridie e Stenson bogey, recuperando il colpo che lo separava dallo svedese e rimettendo tutto in parità.

Ma poi Stenson si è trasformato e con lui il suo putt. Lefty non ha potuto fare niente di fronte a quello che è stato in grado di creare questo campione. Se Mickelson è stato grande, beh Stenson è stato magnifico. Impeccabile. Incredibile. Dopo il bogey della 1, ha messo letteralmente il turbo centrando un birdie dietro l’altro: tre di fila, dalla 2 alla 4.

Mickelson, dal canto suo, ha risposto al birdie della 4 con un magnifico eagle da un metro e mezzo. A quel punto hanno continuato a marciare allo stesso passo. Erano in parità, a -14, e alla 6 hanno fatto entrambi birdie portandosi a -15. Poi però a Postage Stamp qualcosa è cambiato: Lefty ha chiuso in par mentre Stenson ha imbucato il lungo putt per il birdie… Il primo di una lunga serie.

Così è iniziato il sorpasso di Stenson, che si è portato a -15, lasciando Lefty a un colpo. Il vantaggio è rimasto invariato anche dopo la 10, quando per la seconda volta entrambi hanno centrato il birdie. Poi la 11 ha rimesso tutto in parità: Stenson incredibilmente fa tre putt e chiude in bogey, mentre Mickelson chiude in par.

La marcia dello svedese è ripresa alla 14, quando centra il primo di tre birdie consecutivi. Imbuca un putt da quasi tre metri e manda la folla in delirio, di fronte agli occhi di un quasi incredulo Lefty. Ma il bello arriva proprio alla 15, quando si è trovato a 15 metri abbondanti dall’asta. Ha imbucato e il pubblico è letteralmente esploso, così come lo stesso campione. Un putt incredibile, fantastico… E tutti in quel momento abbiamo per un attimo – anche di più -  desiderato di saper puttare con la sua stessa facilità.

Il destino, che è sempre stato dalla parte di Phil in questi giorni, gli ha letteralmente voltato le spalle sul green della 16. Perché quando prendi il green di un par 5 del genere in due, putti per l’eagle e la pallina va perfettamente verso la buca per poi fermarsi sul bordo, beh… Non c’è nulla che si possa fare. E se Lefty anziché il birdie, avesse centrato quel putt, magari avremmo raccontato un finale diverso. Anche Stenson centra il birdie, imbucando l’ennesimo putt portandosi così a -19, a due colpi dall’americano.

Alla 17 poi prende il green, a un metro e mezzo dall’asta ma sbaglia il birdie. Lefty invece finisce con il tee shot a sinistra, nel rough. Fa un approccio che resta corto in green ma riesce comunque a salvare il par grazie a un putt fantastico.

Alla 18, la folla è in delirio e il vantaggio di Stenson è sempre di due colpi. Entrambi centrano il green, Lefty rimane corto con il putt del birdie e imbuca il par mentre lo svedese… Imbuca, ancora una volta, un putt da 5 metri abbondanti per il birdie. Che giocatore, che risultato incredibile. Ha chiuso in -20, con tre colpi da Mickelson e uno score giornaliero in 63 colpi, con dieci birdie e due bogey . Un altro 63 che, come quello di Lefty il primo giro, ha sfiorato il record di 62 colpi. Ma ciò che ha ancor più dell’incredibile è che questo sia il primo Major in carriera di Stenson. Royal Troon torna finalmente a parlare una lingua europea e lo fa dopo 93 anni dal primo British Open che ha ospitato, quando a vincere fu l’inglese Arthur Avers.

Ma, permettetemi, grande onore va a Phil Mickelson. Ha dimostrato ancora una volta il grande giocatore che è, portandosi in testa dopo il primo giro con -8 e continuando la sua corsa il secondo giro finché Stenson non l’ha raggiunto. Oggi ha chiuso in 65, senza nemmeno un bogey… Non poteva fare meglio. Nonostante i 46 anni di età, Lefty c’è e può ancora essere vincere.

Questo 145esimo The Open verrà ricordato da tutti come l’Open dei grandi giocatori, e non solo golfisticamente parlando. Il Major più antico del golf dominato per tutti e quattro i giorni dai più “anziani” di questo golf, se così si possono definire. Da quei campioni che in molti avevano dato per finiti, puntando sulle nuove generazioni. Già quei nuovi talenti che in questa occasione però non si sono fatti sentire, ad eccezione di JB Holmes e di Rory McIlroy, arrivati rispettivamente terzo e quinto con -6 e -4.

L’esperienza, la saggezza e la conoscenza premiano sempre, specialmente su un percorso come Royal Troon in cui non solo il campo ha giocato brutti scherzi ma anche le condizioni atmosferiche. E specialmente al The Open.

Ecco cosa rende magico e speciale questo Major. Appuntamento all’anno prossimo quando il Major più antico del golf farà tappa per la decima volta nella sua storia sul percorso inglese di Royal Birkdale.

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