PSYCO2014_10_Che-cose-il-blocco-mentale

 

Avete mai sentito dire da un vostro compagno di gioco “No io la 10 proprio non la sopporto, faccio sempre X”, oppure “Ecco sono andato in bunker, è finita..” o ancora “Quel campo proprio non mi piace, non riesco mai a fare risultato”, “non so più tirare il drive”.
La nostra mente, sulla base delle esperienze precedenti, costruisce una serie di sovrastrutture e quando queste esperienze sono negative e quindi potenti perché ci hanno già fatto scottare una volta, spesso si traducono in pregiudizi ed in un dialogo interno negativo.

Come uscire da situazioni di questo tipo, che, come sappiamo, rischiano di essere una sorta di profezia che si auto-avvera?
Prendiamo l’esempio del bunker: dobbiamo innanzitutto allenarci ad utilizzare un dialogo interno positivo, orientato all’obiettivo (“voglio metterla a due metri dall’asta”) ed auto- motivante (“sono capace di farlo! In allenamento ci sono riuscito!”), e ricorrere a dei compiti “distrattori”, ossia capaci di orientare la nostra mente verso qualcosa di utile anziché focalizzarsi sui “blocchi” (per esempio visualizzare il punto esatto in cui si vuole far arrivare la palla, eseguire un piccolo rilassamento attraverso il respiro)

Se ben costruita la strategia più efficace è l’utilizzo della routine, in quanto raccoglie tutti gli elementi precedenti (dialogo interno positivo, visualizzazione e rilassamento) permettendo di eliminare qualsiasi distrazione e di orientarsi all’obiettivo.

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