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Con il termine drop-out si fa riferimento al fenomeno dell’abbandono dell’attività sportiva che può avvenire in età pre-adolescenziale ed adolescenziale.

Il golf non è esente da questo tipo di fenomeno e conoscere i fattori che possono favorirlo od impedirlo può essere un buon punto di partenza per agire in ottica preventiva.

L’adolescenza infatti è un periodo molto particolare per i ragazzi e le ragazze in quanto si trovano ad affrontare numerosi cambiamenti, sia dal punto di vista corporeo che emotivo e relazionale.  La  scuola  diventa  via  via  più  impegnativa  ed  al  contempo  il  desiderio  di relazione e di condivisione all’interno del gruppo dei pari aumenta; all’interno di questo contesto l’adolescente golfista si trova anche ad investire molto del proprio tempo ed energie sul campo da golf, in campo pratica, negli allenamenti, nella preparazione fisica e magari anche nella preparazione mentale.

Come conciliare tutti questi impegni?

Spesso è proprio all’interno di questo contesto che si fa largo il fenomeno del drop-out, che può essere favorito proprio da una diminuzione della motivazione che un tempo spingeva a giocare a golf, dalla presenza di emozioni negative difficili da gestire durante il gioco, come l’ansia o la rabbia, o dalla sperimentazione della noia durante gli allenamenti. Infine il drop- out può essere sostenuto dal bisogno che ciascun ragazzo percepisce, di coltivare le proprie relazioni amicali (o sentimentali), che, talvolta, si trovano all’esterno del contesto sportivo. Come cercare quindi di prevenire tale fenomeno?

In primo luogo cercando, come genitori, educatori o maestri, di favorire l’emersione o la riscoperta di motivazioni intrinseche che spingano il ragazzo a continuare a giocare, favorendo quindi la passione ed il divertimento, piuttosto che il “dover vincere” o il “dover soddisfare aspettative altrui” (ad esempio dei genitori).

Il secondo ed il terzo fattore di protezione sono di responsabilità e di pertinenza soprattutto del Club dei Giovani e della figura del maestro, in quanto consistono nel favorire la sperimentazione di emozioni positive (combattere la noia con il divertimento negli allenamenti tra amici e durante le lezioni; dare feedback positivi insieme a quelli negativi e favorire la sperimentazione del successo) e la socializzazione nel gruppo di sport, favorendo l’aggregazione tra pari nel contesto nel quale i giovani golfisti passano gran parte del proprio tempo libero, il Circolo.

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